La Pennsylvania è al centro del dibattito attorno alle elezioni USA 2024. Stando agli attuali sondaggi, infatti, nessuno dei due candidati può aspirare alla presidenza senza passare per questo Stato. Entrato recentemente nel club degli Swing States, è lo Stato dove repubblicani e democratici hanno speso buona parte del loro budget. Per capire l’importanza della Pennsylvania occorre analizzare vari aspetti dello Stato e del contesto politico attuale, partendo dal fatto di essere uno dei sette Stati in bilico.
Contando una popolazione di poco più di 13 milioni di persone, lo Stato può vantare una delegazione di 19 membri al collegio elettorale.
L’importanza della Pennsylvania non è però da attribuire al solo numero di grandi elettori: è facile notare infatti che Stati come Texas e California abbiano più del doppio dei voti nel collegio elettorale.
La vera peculiarità della Pennsylvania è il fatto di appartenere al club degli Swing States, gli Stati generalmente in bilico durante le elezioni presidenziali. Subito dopo di essa troviamo la Georgia con 16 grandi elettori. Stando agli attuali sondaggi negli Stati in bilico nessuno dei due candidati alla presidenza nel 2024 può aspirare alla vittoria senza ottenere i voti della Pennsylvania.
La Pennsylvania, il contesto socioeconomico e il voto
La Pennsylvania è uno degli Stati più importanti della costa est. Si estende dall’oceano Atlantico, attraversando i monti Appalachi, fino ai Grandi Laghi. Spiccano due grandi città: Filadelfia e Pittsburgh.
Durante il XIX e XX secolo è stata protagonista del boom dell’industria statunitense, con importanti centri minerari e siderurgici. Oggi una parte dello Stato fa parte della cosiddetta Rust Belt, un’area che spazia dal Midwest ai monti Appalachi, colpita duramente dalla deindustrializzazione a partire dagli anni ‘80.
Nonostante il progressivo declino, il settore secondario rimane cruciale per l’economia dello Stato. Non stupisce dunque la decisione, di carattere prettamente politico, del Presidente Biden di bloccare l’acquisizione della U.S. Steel (con sede a Pittsburgh) da parte dei giapponesi. Il settore dell’acciaio è, infatti, di primaria importanza strategica, specialmente nel comparto della difesa. A titolo di elemento esemplificativo, proprio in Pennsylvania si produce buona parte delle munizioni destinate all’Ucraina.
Capire il contesto socioeconomico dello Stato è importante per comprenderne le dinamiche politiche. Come in tutti gli Stati Uniti, del resto, anche in Pennsylvania è presente una profonda frattura tra grandi città e contee rurali o zone ex-industriali che si traducono poi in scelte elettorali differenti.
Lo Stato della Pennsylvania ha sorretto per vent’anni, insieme a Michigan e Wisconsin, il cosiddetto Blue Wall, i tre Stati che dal 1992 al 2012 conferirono ininterrottamente i loro grandi elettori al candidato democratico di turno.
Nel 2016 un terremoto politico sconvolse la roccaforte dem: la vittoria di Donald Trump e il crollo del Blue Wall. È interessante soffermarsi su un aspetto di quella tornata elettorale: Hillary Clinton risultò sconfitta (seppur con un margine pari allo 0,72%) nonostante avesse raggiunto un risultato simile a quello di Obama nel 2012. La situazione era però radicalmente diversa da quella delle precedenti elezioni.
La strategia del Partito Democratico ha sempre puntato sul sostegno elettorale delle grandi città (Filadelfia e Pittsburgh in primis) e dei vicini suburbs, un approccio che evidentemente nel 2016 mostrò i suoi limiti. Di fatti Donald Trump riuscì a mobilitare l’elettorato delle contee rurali, le aree più depresse e isolate, una volta fiore all’occhiello dell’industria locale, lasciate indietro dalla globalizzazione e lontane dalle attenzioni di Washington. Fu una delle carte vincenti del Tycoon: lo spostamento in massa dei blue collars verso il Partito Repubblicano.
Mappa delle elezioni 2016
La situazione si è ulteriormente capovolta quattro anni dopo, con la vittoria del ticket democratico composto da Joe Biden e Kamala Harris negli Stati del vecchio Blue Wall. Se osserviamo i dati delle elezioni del 2020 possiamo notare lo strettissimo margine che ha condotto Biden alla vittoria nello Stato. Nonostante il candidato emocratico avesse riconquistato le contee di Erie e Northampton, ottenne solamente 80.000 voti in più rispetto a Donald Trump, un margine dello 0,2%.
Mappa delle elezioni 2020
Cosa dicono i sondaggi?
I polls danno Harris generalmente in vantaggio, intorno ai due o tre punti percentuali sopra Trump. Il distacco rientra comunque nel margine di errore, di conseguenza la partita è ancora sostanzialmente aperta.
I sondaggi generali non riescono quindi a spiegare in modo esaustivo gli orientamenti dell’elettorato. Risulta più utile analizzare le preferenze dei cittadini in base ai singoli temi, prendendo in esame questa analisi condotta dal Washington Post a metà settembre.
Il sondaggio del Washington Post
Le varie issues sono elencate in ordine di importanza secondo gli elettori. Le prime tre risultano essere la difesa della democrazia, l’economia e la sicurezza. Insieme all’immigrazione e all’aborto sono i temi chiave di questa tornata elettorale. Sul primo punto Harris sembra convincere di più l’elettorato, ma il distacco da Trump è comunque esiguo.
I successivi tre temi vedono i repubblicani con un sostanziale vantaggio. In merito all’economia, Trump riesce a staccare Harris di nove punti percentuali, rispetto alla media nazionale che la vede di cinque punti sotto il Tycoon. È probabile che questo sia dovuto anche alle passate dichiarazioni di Harris, che nel 2019 si disse favorevole a porre un divieto alla pratica del fracking, nonostante l’importanza del settore energetico per l’economia dell’area. Lo stesso discorso vale per il tema immigrazione, il vero tallone d’Achille dei democratici. Per loro la situazione migliora su temi come la salute e la difesa della working class (sebbene con una differenza minima). Il vero punto di forza di Harris è l’aborto, tema sul quale Trump ha più volte espresso posizioni ambigue. Il distacco risulta essere di ben diciotto punti percentuali.
Una corsa all’ultimo voto
In sostanza, la Pennsylvania è probabilmente lo Stato più importante nelle elezioni del 2024. Il suo contesto socioeconomico e la delegazione più ampia di tutti gli altri Swing States lo rendono il luogo cruciale per la corsa alla Casa Bianca. Oggi è il luogo dove i due partiti stanno spendendo di più per la campagna elettorale e dove si sono tenuti un numero considerevole di comizi da parte dei due candidati. Proprio nella città di Butler ha avuto luogo l’attentato a Donald Trump durante uno dei suoi rallies. Allo stesso tempo, il Governatore dello Stato, Josh Shapiro, era uno dei candidati più probabili alla vicepresidenza per completare il ticket democratico. Nessuno dei due candidati può dunque auspicare ai 270 grandi elettori senza la vittoria in Pennsylvania, per questo sarà il principale Stato sotto i riflettori il 5 Novembre.

