Il riferimento alla vedova è naturalmente a Roma. Dante la definiva “vedova e sola” perchè mancante di un “Cesare” ed anche dello stesso Pontefice, allora in cattività ad Avignone. Mutatis mutandis, la Chiesa attuale le somiglia e soffre moltissimo. L’eredità dell’ultimo occupante il Soglio di Pietro è un importante fardello che ha lasciato il cattolicesimo profondamente diviso. Si dice che i voti non si contano ma si pesano: Francesco ha eletto cardinali da sedi prima impensabili, tipo Rabat o Teheran-Isfahan, escludendo dal conclave titolari di cattedre fondamentali quali Milano, e lo ha fatto tanto per far “pesare” la Chiesa periferica quanto per depotenziare la rappresentanza delle sedi centrali. E’ una scelta profondamente (geo)politica maturata in tempi brevissimi, il primo passo di una riforma di molto maggiore respiro sul governo della Chiesa. Il cambiamento avvenuto nell’anima della Chiesa, ora profondamente meno spirituale e molto piú sociale, associata ad altre fedi con accordi quali quelli di Abramo, ha comportato anche una considerevole riduzione delle offerte fatte a questa Chiesa, ovvero all’obolo di questa vedova. E tuttavia la questione resta maggiormente identitaria che finanziaria. Ogni azione comporta una reazione eguale e contraria, e dunque la corrente tradizionalista, contraria a questi orientamenti, farà sentire la sua voce. Quale la condizione in essere all’apertura del conclave? E soprattuto, perchè nel mondo oggi tutti devono “fare presto”?
Nel VI canto del Purgatorio, il Poeta invita a “veder la tua Roma che piagne, vedova e sola, e dì e notte chiama: ‘Cesare mio, perché non m’accompagne?’”. A parte la suggestione letteraria, le chiavi interpretative del testo ci portano al presente: i “sesti canti” della Commedia, da dove proviene la citazione, sono tutti e tre canti politici. Nella visione di un uomo medievale, Roma piange la perdita non della sua potenza, ma della sua identitá. Cesare rappresenta naturalmente un potere politico, i Pontefici allo stesso tempo un potere spirituale e di gestione della collettività dell’Urbe. Nella Roma di Dante, il Pontefice ormai non c’è piú. In quella attuale nemmeno. Bene, se l’assenza di ogni Pontefice è certamente un trauma (la mancanza del capo), la Chiesa del post-Francesco deve scegliere chi essere. Le conseguenze geopolitiche di ció sono notevoli.
- L’Occidente, dove comunque la Chiesa resta un’istituzione radicata in senso intimo nelle società e ne costituisce un elemento da sempre, è spaccato. Sorgono dubbi – oltre ai dubia sulle benedizioni alle coppie divorziate e risposate, giá espressi nero su bianco da alcuni Cardinali e presentati a papa Francesco (il quale – secondo alcuni – non avrebbe risposto nel senso di risolverli, questi dubbi) sulle finalità politiche di documenti quali “Fratelli Tutti”, le relazioni con altre fedi (vedi l’Islam) e sull’identitá del cristianesimo quale unica fede salvifica (vedi Dichiarazione di Abu Dhabi).
La Chiesa di Germania tenderebbe alla oompleta realizzazione di una riforma affine a quella francescana, con l’accettazione delle riforme volute sul ruolo delle donne, l’attenzione ad una dottrina meno rigoristica (ovvero, meno coerente con le sue fonti bibliche) e piú malleabile secondo i tempi, forse in conformità a quelle caratteristiche tipìche del Centro-Nord Europa che hanno dato i natali alla Riforma. E’ una forma di intendere l’annosa questione della relazione fra il diritto e le sue fonti. L’eccezione alla regola è (olte al defunto Pontefice Benedetto XVI) il Cardinal Müller, il quale spende parole precise per definire ció che il cattolicesimo dovrebbe essere: non il World Economic Forum (il riferimento è alla molto contestata relazione fra Francesco ed alcune politiche – specialmente economico-sanitarie – promosse dal Forum, ed alla sua visione del “capitalismo inclusivo” dichiarata anche a seguto di incontri segreti con importanti Amministratori Delegati di alcune Societá), non le Nazioni Unite, non una ONG, ma messaggeri del Vengelo di Cristo. Ed in effetti il Cardinale ama sottolineare come la “chiarezza teologica perfetta” sia stata raggiunta con Benedetto XVI, evidentemente a parer suo differentemente da quanto fatto da Francesco – il quale lo aveva comunque elevato Cardinale -. Lungi dal fermarsi ad un aspetto puramente dottrinale, la posizione di Müller, se maggioritaria, aiuterebbe la forza della Chiesa in zone del mondo quali l’Africa o l’America settentrionale anglosassone. Qui, la posizione di Francesco ha riscosso successi nella parte ispanofona, culturalmentre profondamente vicina alle sue visioni terzomondiste, ma ha suscitato la reazione negativa di molti cattolici della parte Nord, quali l’attuale VicePresidente degli Stati Uniti. La Chiesa statunitense ha perso moltissimo denaro in donazioni, e la sopravvivenza di questa istituzione che non puó governarsi con le “Ave Maria” (citazione del defunto Marcinkus) potrebbe risultarne compromessa. Cosa accadrebbe con uno scisma?
- L’Africa è il continente che ha contrastato con maggiore forza le riforme sociali, opponendosi alle visioni permissive sulle coppie dello stesso sesso ed a quelle della benedizione delle coppie di persone giá divorziate e poi risposate. Sono campioni di questa visione il Cardinal Sarah ed il Presidente della Conferenza Episcopale Africana, Cardinal Besungu. La forza africana sarebbe sufficiente, anche qui, a promuovere uno scisma? La Chiesa africana è povera in dnaro ma ricca in vocazioni, in popolo, in figli, essendo una delle zone del mondo cristiano dove il saldo demografico è maggiormente attivo. Perderla significherebbe perdere poco in finanze ma molto nel futuro stesso della Chiesa.
- L’Asia, in termini di popolazioni di gran lunga il continente meno importante, stravince con una sovrarappresentazione schiacciante in conclave. La Chiesa cattolica i cui pastori, clandestinamente, erano stati nominati in unione con il Papa, sono ora testimoni di un accordo concluso con il governo del Partito Comunista Cinese.
Questo articolo non affronterá le specificitá di Cina, Medio Oriente e Iran.
In conclusione, questo conclave si svolge in condizioni simili a quelle dell’avvento della Riforma: non questioni politiche ma identitarie. Chi è/cosa è la Chiesa? Alcuni, prima di riunirsi nella Cappella Sistina, sottolineano con insistenza la necessità di un conclave breve. Anzi, sostengono che certamente lo sará. Sono gli appartenenti alla corrente “bergogliana”. Vorrebbero forse radunarsi intorno alla figura del Segretario di Stato e continuare su una linea dalla quale “non si torna indietro”. Sono espressioni comuni, in questi ultimi anni. Sono quella insistente voce che sempre ci sussurra che “dobbiamo fare presto”.

