Evidenza

Dal 2004, il Centro Studi Geopolitica.info contribuisce allo studio delle Relazioni Internazionali e al dibattito sulla politica estera dell'Italia

Chi siamo
11/06/2025
Stati Uniti e Nord America

Il rinascimento dell’energia nucleare secondo Trump

di Davide Bruseghin

Il 23 maggio scorso, il presidente Trump ha firmato quattro ordini esecutivi sul tema del rilancio dell’energia nucleare. Nonostante il riavvio delle politiche nucleari statunitense sia sostanzialmente bipartisan, come le azioni intraprese dall’amministrazione Biden dimostrano, l’annuncio di queste nuove direttive non è meno importante, dato che con il rilancio dell’industria nucleare USA l’effettivo ritorno della fissione ora e della fusione poi come importanti fonti di approvvigionamento energetico sembra effettivamente all’orizzonte. Inoltre è il naturale prosieguo di un altro ordine esecutivo intitolato “Misure immediate per aumentare la produzione mineraria americana”, con il quale tra i minerali ritenuti necessari per la sicurezza nazionale si indica l’Uranio, promuovendone l’estrazione e la lavorazione sia da parte di attori federali che di attività private. Ultimo, ma non meno importante, il crescente interesse di grandi attori privati siglato attraverso il Large Energy Users Pledge nel marzo scorso, ha creato i presupposti per un azione governativa più robusta, anche se le basi erano in parte già state preparate.

Il 23 maggio scorso, il presidente Trump ha firmato quattro ordini esecutivi sul tema del rilancio dell’energia nucleare. Nonostante il riavvio delle politiche nucleari statunitense sia sostanzialmente bipartisan, come le azioni intraprese dall’amministrazione Biden dimostrano, l’annuncio di queste nuove direttive non è meno importante, dato che con il rilancio dell’industria nucleare USA l’effettivo ritorno della fissione ora e della fusione poi come importanti fonti di approvvigionamento energetico sembra effettivamente all’orizzonte. Inoltre è il naturale prosieguo di un altro ordine esecutivo intitolato “Misure immediate per aumentare la produzione mineraria americana”, con il quale tra i minerali ritenuti necessari per la sicurezza nazionale si indica l’Uranio, promuovendone l’estrazione e la lavorazione sia da parte di attori federali che di attività private. Ultimo, ma non meno importante, il crescente interesse di grandi attori privati siglato attraverso il Large Energy Users Pledge nel marzo scorso, ha creato i presupposti per un azione governativa più robusta, anche se le basi erano in parte già state preparate.

Quadro politico e legislativo pre Trump

Nel luglio del 2024 viene firmato dal senato l’ADVANCE act, con un forte sostegno bipartisan, che rappresenta un primo passo significativo verso la rivitalizzazione del settore nucleare statunitense. Esso mira ad accelerare l’implementazione di reattori avanzati semplificando i processi normativi, riducendo i costi di licenza e incentivando l’innovazione attraverso premi finanziari. La legge supporta anche lo sviluppo di un moderno ciclo del combustibile nucleare, incoraggia la leadership internazionale negli standard nucleari e aggiorna le strategie di sviluppo della forza lavoro per garantire una disponibilità di manodopera qualificata. Inoltre, alleggerisce le restrizioni su certi investimenti esteri nelle infrastrutture nucleari statunitensi. Nel complesso, l’ADVANCE Act era progettato per posizionare l’energia nucleare come pietra angolare del futuro energetico pulito dell’America, rafforzando la sicurezza energetica, la competitività economica e gli obiettivi climatici.

Nel novembre del 2024, l’ex presidente Biden ha emanato un framework che ha posto le basi per un effettivo rilancio ed espansione nell’utilizzo dell’energia nucleare negli Stati Uniti, storicamente una risorsa importante che nel tempo ha visto però una sostanziale stagnazione nell’ampliamento della flotta di reattori e nello sviluppo di nuove tecnologie. L’obiettivo principale del quadro era di triplicare la capacità nucleare statunitense entro il 2050, fissando come obiettivo i 200 gigawatt (GW) di nuova capacità di energia nucleare. Nel breve termine veniva fissato come obiettivo lo sviluppo di 35 GW di nuova capacità da costruire o in costruzione entro il 2035, per poi raggiungere un tasso di sviluppo di 15 GW all’anno a partire dal 2040.

Ordini esecutivi: le nuove linee d’azione

Il primo ordine esecutivo, intitolato: “Dispiegamento di tecnologie avanzate di reattori nucleari per la sicurezza nazionalesottolinea l’urgenza di garantire un’infrastruttura energetica sicura, resiliente e indipendente per le risorse militari e di sicurezza nazionale, particolarmente in un’era di operazioni sempre più guidate dall’intelligenza artificiale e di utilizzo intensivo di dati.

Uno degli elementi interessanti tra quelli contenuti nel documento vi è l’incarico dato al Segretario della difesa di guidare la creazione di un programma per implementare la generazione di energia nucleare in un’installazione militare nazionale. Il senso di questa azione è di utilizzare le agevolazione e i vasti possedimenti militari per facilitare lo sviluppo di nuovi reattori, in particolare quelli di IV generazione e i Small modula reactor. Viene inoltre identificata la data del 30 settembre 2028 come limite per la messa in operazione del primo reattore gestito dalla difesa.

Similmente a quanto detto per la difesa, anche il Dipartimento dell’Energia (DOE) è incaricato di utilizzare la sua autorità per posizionare e autorizzare reattori nucleari avanzati finanziati privatamente presso le strutture del DOE. Questi reattori sono predisposti per l’alimentazione di sistemi ad alta intensità energetica come i data center per l’IA e altre infrastrutture critiche per la sicurezza nazionale. In questo senso, sempre il DOE deve identificare tra le sue proprietà dove può essere opportuna l’installazione di data center, con un chiaro tentativo di coordinare due aspetti di sicurezza nazionale che premono all’amministrazione ovvero lo sviluppo dell’IA e la sicurezza energetica.

Il Segretario dell’energia e quello della difesa dovranno inoltre collaborare sia per l’identificazione delle attuali scorte e supply chain interne legate alla produzione di combustibile nucleare, che alla creazione di una “banca del combustibile”, per assicurare una riserva energetica nazionale. Un altro elemento importante è che le due autorità devono utilizzare tutte le autorità legali disponibili per posizionare, approvare e autorizzare la progettazione, la costruzione e l’operatività di tecnologie per il riciclo del combustibile nucleare, il riprocessamento e la fabbricazione di combustibile.

Infine, non meno importante è la ripresa in modo “aggressivo” della diplomazia nucleare, ovvero un massiccio supporto alla ripresa dell’export di tecnologie, servizi e materiali legati all’industria nucleare americana. Per far questo viene menzionata la possibilità di rinegoziazione di tutti gli accordi attualmente esistenti con i 123 stati nel mondo che hanno collaborazioni di vario grado con gli USA.

Rivitalizzazione dell’industria nucleare

Questa ordinanza si concentra sulla ricostruzione dell’intero ecosistema nucleare degli Stati Uniti, dall’approvvigionamento di carbustibile alla costruzione di reattori, per salvaguardare la sicurezza nazionale, consentire l’indipendenza energetica e mantenere la leadership nell’innovazione nucleare globale.

L’Ordine esecutivo delinea una strategia multiforme. Centrale a questa è la ricostruzione del ciclo nazionale del combustibile nucleare. Il DOE, in collaborazione con altre agenzie chiave, ha il compito di produrre un rapporto completo entro 240 giorni. Questo rapporto deve affrontare la gestione del combustibile esaurito, le opzioni di riprocessamento e riciclaggio, gli aggiustamenti politici e legali, e il riutilizzo di isotopi di valore per applicazioni di sicurezza nazionale o scientifiche. Simultaneamente, deve sviluppare piani per aumentare le capacità di conversione e arricchimento dell’uranio, fermare l’attuale programma di smaltimento del plutonio in eccesso (con alcune eccezioni), e promuovere accordi volontari pubblico-privati per potenziare le catene di approvvigionamento domestiche per uranio a basso e alto arricchimento. 

Ulteriori misure includono la prioritizzazione del riavvio e della costruzione di centrali nucleari. Il DOE in questo caso è incaricato di supportare progetti che possano aggiungere 5 gigawatt di potenza attraverso potenziamenti e assicurare che dieci nuovi reattori siano in costruzione entro il 2030. Strumenti finanziari come garanzie federali sui prestiti e contratti a termine saranno utilizzati per supportare sia i reattori avanzati che le loro catene di approvvigionamento del combustibile. Il DOE è inoltre incoraggiato ad esplorare l’utilità militare di impianti precedentemente chiusi, specialmente dove la resilienza energetica è una preoccupazione. 

Sul fronte della forza lavoro, l’ordine rende i settori legati all’energia nucleare una priorità federale nell’istruzione e nella formazione professionale. Chiede ai Dipartimenti del Lavoro e dell’Istruzione di espandere i programmi di apprendistato e professionali, e alle agenzie federali di trattare l’ingegneria nucleare e i ruoli tecnici come aree prioritarie per sovvenzioni e borse di studio. I Laboratori Nazionali sono tenuti a fornire maggiori opportunità di accesso e formazione sia per studenti che per personale della difesa.

Ordini esecutivi: snellimento burocratico e riforme

Tra i due provvedimenti meno “rumorosi”, la Riforma della Nuclear Regulatory Commission (NRC) è l’azione che ha potenzialmente l’impatto più importante nella revitalizzazione dell’industria nucleare. L’ordinanza esecutiva si sviluppa partendo da un osservazione critica, ovvero che la NRC, per i suoi processi di licenza lenti e costosi, ha ostacolato lo sviluppo dell’energia nucleare negli Stati Uniti. Un ulteriore elemento critico sostiene che i modelli di sicurezza attuali della NRC siano eccessivamente conservativi e non basati su una solida scienza, portando a barriere inutili allo sviluppo dell’energia nucleare. Citando direttamente il testo dell’ordine esecutivo, viene enunciato che: La NRC utilizza modelli di sicurezza che presuppongono che non esista una soglia sicura di esposizione alle radiazioni e che il danno sia direttamente proporzionale alla quantità di esposizione. Questi modelli mancano di una solida base scientifica e producono risultati irrazionali, come richiedere che gli impianti nucleari proteggano contro livelli di radiazioni inferiori a quelli naturalmente presenti. Il riconoscimento di questo elemento è un cambio radicale in termini di “visione” in quanto fino ad oggi si tendeva a ritenere sicuri solo quei progetti che se da un lato rispettavano a pieno i limiti di sicurezza predisposti, dall’altro ciò non faceva che aumentare tempi e costi di costruzione dei reattori.

Gli obiettivi politici dell’ordinanza vengono stabiliti in modo inequivocabile ed ambizioso, ovvero di quadruplicare la capacità di energia nucleare degli Stati Uniti da circa 100 GW nel 2024 a 400 GW entro il 2050, e facilitare la distribuzione di tecnologie avanzate di reattori come i reattori di Generazione III+ e IV, reattori modulari e microreattori.

Tra i cambiamenti proposti dall’ordine esecutivo, il primo è di natura organizzativa: la NRC è infatti incaricata di riorganizzare la sua struttura per accelerare il processo di licenza e adottare tecnologie innovative. Questa operazione include riduzioni del personale e la creazione di un team dedicato di almeno 20 funzionari per l’emanazione di un nuovo regolamento. In tal senso, questo nuovo team dovrà nello specifico operare una revisione completa e una modifica dei regolamenti e dei documenti guida della NRC, con una deadline fissata entro 18 mesi, con avvisi di proposta di regolamentazione emessi entro 9 mesi.

Uno dei cardini della riforma della NRC è invece legato alla creazione di scadenze fisse per le valutazioni delle licenze, inclusa una scadenza di 18 mesi per le licenze di costruzione e operazione di nuovi reattori e una scadenza di 12 mesi per il prolungamento delle attività produttive dei reattori esistenti. Questo elemento è importante perché permette ad investitori ed industrie di pianificare al meglio i propri programmi di investimento, riducendo al contempo i tempi massimi nella fase di di emanazione delle licenze.

Riforma dei Test dei Reattori Nucleari presso il Dipartimento dell’Energia (DOE)

Questa ordinanza affronta invece la stagnazione nei test e nella distribuzione di reattori nucleari avanzati negli Stati Uniti, attribuendola a un’eccessiva regolamentazione e inerzia burocratica. Sottolinea la necessità di un approvvigionamento energetico affidabile e diversificato per supportare vari settori, incluse tecnologie avanzate e difesa nazionale. Due sono gli elementi chiave contenuti:

  • Infrastruttura di test: Il DOE è istruito a utilizzare tutte le autorità disponibili per eliminare o accelerare le revisioni ambientali per i test dei reattori, inclusa la determinazione di quali funzioni sono esenti dal National Environmental Policy Act (NEPA), creando esclusioni categoriche e affidandosi ad analisi supplementari o procedure alternative sotto il NEPA.
  • Dispiegamento di reattori avanzati: L’ordinanza mira ad accelerare lo sviluppo e il test di reattori avanzati, inclusi microreattori e piccoli reattori modulari, facilitando la loro costruzione e operazione su terreni federali.

Svolta decisa o falsa partenza?

In conclusione, gli ordini esecutivi firmati dal presidente Trump segnano una svolta significativa nella strategia energetica e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Non si tratta semplicemente di un ritorno dell’energia nucleare come fonte rilevante nel mix energetico americano, ma dell’avvio di un ambizioso progetto di rinascita industriale e tecnologica. 

Le direttive delineano un approccio integrato che abbraccia la sicurezza militare, l’autonomia strategica nell’approvvigionamento di combustibile, l’innovazione tecnologica e la competitività globale. Particolarmente rilevanti sono il tentativo di semplificare le procedure regolatorie, la promozione della diplomazia nucleare, la creazione di una forza lavoro specializzata e l’interconnessione tra sviluppo nucleare e infrastrutture digitali strategiche, come i data center. Questi provvedimenti, pur seguendo un’impostazione già avviata da amministrazioni precedenti, elevano l’energia nucleare a strumento chiave della sicurezza nazionale e dell’indipendenza energetica statunitense, ponendo le basi per una trasformazione profonda e potenzialmente duratura del settore.

Gli Autori