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11/03/2026
Who is who

Who is who? Hossein Shamkhani

di Giovanni Caprara

La guerra in Medio Oriente e le conseguenti restrizioni alle esportazioni di idrocarburi pongono l’attenzione sui mercati energetici internazionali. In tale quadro, è opportuno soffermarsi sulla figura di Hossein Shamkhani, uno degli attori centrali della rete di distribuzione sul mercato del petrolio iraniano sanzionato.

Nome e cognome: Hossein Shamkhani

Nazionalità: Iraniana, Dominicana

Luogo e data di nascita: Teheran, Repubblica Islamica dell’Iran; 19 aprile 1984 o 1985

Ruolo: Direttore Generale di Admiral Shipping

Alias: Hector Shamkhani, H, Mohammad Hossein Shamkhani, Shamkhani Khussein

La guerra in Medio Oriente e le conseguenti restrizioni alle esportazioni di idrocarburi pongono l’attenzione sui mercati energetici internazionali. Parallelamente, gli Stati Uniti hanno sospeso temporaneamente le sanzioni all’export di petrolio russo per evitare una crisi dell’offerta. In tale quadro, è opportuno soffermarsi sulla figura di Hossein Shamkhani, uno degli attori centrali della rete di distribuzione sul mercato del petrolio iraniano sanzionato. È il figlio del defunto Ammiraglio Ali  Shamkhani, già Comandate della Marina iraniana, Ministro della Difesa e Capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Iraniano, ucciso il 28 febbraio durante le operazioni aeree israeliane; quest’ultimo avrebbe usato la sua posizione per accumulare ingenti risorse e sviluppare una solida rete commerciale a Dubai. Su tali basi, il figlio Hossein avrebbe generato una fortuna miliardaria, commerciando materie prime prodotte in Iran e Russia. È noto comunemente con l’appellativo di ‘Hector’, probabilmente il nome sul suo passaporto dominicano, che gli avrebbe permesso di ampliare significativamente la sua rete commerciale. 

Nato a Teheran, ha frequentato l’università a Mosca e, successivamente a Beirut, per poi tornare in Iran dove ha conseguito un Master in Business Administration. Hector diventa noto per essere arrivato al vertice di Admiral Group, società di shipping con sede a Dubai e specializzata nel commercio marittimo con paesi del Golfo Persico e del sud-est asiatico. Nel 2020, il padre Ali è sanzionato dal Dipartimento del Tesoro americano e, di conseguenza, il profilo pubblico della società si riduce, trasformandosi in un consorzio di aziende, tra cui figura Milavous. Questa, passata rapidamente da qualche decina a oltre 200 dipendenti, lavora commerciando materie prime energetiche, agricole e minerarie e, nel 2023, ha aperto uffici anche in Svizzera e Romania. La società, attraverso le sue ramificazioni, opera mescolando e ri-etichettendo vari prodotti petroliferi, provenienti da paesi sanzionati, in paesi terzi come gli Emirati, rendendo così impossibile risalire all’origine. Attività, questa, fondamentale al sostentamento del regime. Grazie agli intermediari e ai compratori cinesi, Teheran riesce a vedere il proprio petrolio sanzionato e generare un utile stimato di 35 miliardi di dollari l’anno. Tuttavia, sembrerebbe trattarsi solo di una delle molte società sotto il controllo di Shamkhani, che controllerebbe uno dei tre maggiori oil trading network del paese

Sebbene gli eventi nella Repubblica Islamica siano in evoluzione, il flusso di capitali generato dalle società sotto il controllo di Shamkhani si conferma fondamentale per il prosieguo delle operazioni militari iraniane. 

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