Le dinamiche più recenti della crisi mediorientale hanno riportato l’Iran e la sua complessa architettura asimmetrica regionale e internazionale al centro dell’equilibrio strategico regionale.
Il coinvolgimento del Partito di Dio nella crisi tra Iran e Israele e la crescente instabilità lungo il fronte libanese evidenziano come, più che un semplice proxy militare, il movimento sciita rappresenti oggi una rete di potere asimmetrica capace di configurare uno scenario nel quale non è presente alcun ingresso formale del Libano nel conflitto, ma un ingresso de facto del conflitto nel territorio libanese, erodendo l’autorità del governo di Beirut e svuotandone la sovranità.
Di Jacopo Marzano
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