A pochi giorni dall’annuncio delle dimissioni di Elisabetta Belloni dalla carica di Direttrice del DIS, Giorgia Meloni ha annunciato ufficialmente il suo successore: si tratta del prefetto Vittorio Rizzi, ex vicecapo della Polizia ed attuale numero due dell’AISI. Un profilo operativo, dunque, in contrasto con il background diplomatico del suo predecessore.
Le dimissioni di Belloni
Il 6 gennaio 2025, Elisabetta Belloni ha annunciato che, a partire dal 15 gennaio, non ricoprirà più il ruolo di Direttore del DIS, il cui compito è sostanzialmente quello di gestire e coordinare l’attività delle due agenzie d’intelligence — AISE ed AISI, che operano rispettivamente all’estero e sul territorio nazionale. L’Ambasciatrice, che ricopriva questo incarico dal 12 maggio 2021, ha infatti deciso di dimettersi con ben quattro mesi d’anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato. Stando alle sue dichiarazioni, la scelta sembrerebbe essere stata influenzata principalmente da speculazioni incessanti sul suo futuro professionale. Vale infatti la pena ricordare cheBelloni è stata più volte vicina a ricoprire ruoli di grande prestigio, come quello di Presidente della Repubblica prima della rielezione di Sergio Mattarella, di Presidente del Consiglio in seguito alla caduta del Governo Draghi, e di commissaria europea al posto di Raffaele Fitto — nomina, questa, mai concretizzatasi anche a causa dell’opposizione del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Più recentemente, si è tornato a parlare di un suo possibile incarico di alto profilo a Bruxelles accanto alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Nonostante Belloni abbia smentito, affermando che “sarebbe un onore ma […] non c’è nulla di deciso”, il clima di costante pressione mediatica legato a questa congettura l’avrebbe infine convinta che “gli ultimi mesi [al DIS] sarebbero stati un vero e proprio stillicidio”.
La questione, tuttavia, appare più complessa. Le dimissioni di Belloni potrebbero infatti essere state incoraggiate da forti divergenze tra la gestione del caso Cecilia Sala da parte di Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, e la strategia che avrebbe voluto implementare il DIS. Secondo le ricostruzioni di diverse testate giornalistiche, il Governo avrebbe infatti ridimensionato di molto il ruolo di Belloni nella gestione del dossier, portando dunque ad un minor coordinamento con l’AISE di Gianni Caravelli nei giorni cruciali tra l’arresto dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini a Malpensa, per conto degli Stati Uniti, e quello della giornalista italiana a Teheran, il 19 dicembre 2024. Proprio questa situazione potrebbe insomma aver acuito le tensioni già esistenti tra Belloni e Mantovano, trasformandole in una frattura definitiva e insanabile. La stessa Belloni, dopotutto, ha commentato quest’indiscrezione così: “faccio il mio lavoro e non è obbligatorio piacere a tutti o andare d’accordo con tutti. Purché questo non metta in discussione i risultati, come infatti non è avvenuto”.
La nomina di Rizzi
Sin dall’annuncio delle dimissioni di Belloni, si è discusso molto su chi avrebbe potuto rimpiazzarla come nuovo Direttore del DIS. Il 9 gennaio Giorgia Meloni ha annunciato in conferenza stampa che la scelta è ricaduta su Vittorio Rizzi, un “funzionario dello Stato di prim’ordine” che ha conseguito “straordinari risultati operativi, apprezzati sia dentro che fuori i confini nazionali”. Bolognese, classe ‘59, Rizzi vanta una lunga carriera in Polizia. A capo delle squadre mobili di Venezia, Milano e Roma, ha diretto numerose indagini di alto profilo: si pensi ad esempio a quelle relative all’infermiere-killer Angelo Stazzi e al celebre cold case noto come delitto dell’Olgiata, o ancora all’omicidio di Marco Biagi — assassinato dalle Nuove Brigate Rosse nel 2002. Successivamente, Rizzi è diventato Direttore dell’Ispettorato di Pubblica sicurezza di Palazzo Chigi, Direttore centrale della polizia anticrimine e, da settembre 2024, vicedirettore dell’AISI.
Noto investigatore e docente di criminologia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Rizzi si è distinto nel contrasto al crimine organizzato e al terrorismo grazie al suo approccio all’avanguardia, che integra tecnologia avanzata e cooperazione internazionale. Ha infatti promosso l’uso di algoritmi per il tracciamento dei flussi finanziari illeciti, la gestione dei big data nel campo dell’antimafia, lo sviluppo di piattaforme digitali per il coordinamento tra forze dell’ordine, e l’implementazione di sistemi di riconoscimento facciale per identificare terroristi e latitanti — tutte strategie che hanno condotto ad un’analisi più rapida e accurata di reti criminali come la ‘ndrangheta. È stato inoltre tra i principali sostenitori dell’adozione delle cosiddette silver notices, strumento istituito nell’ambito dell’Interpol per tracciare e recuperare beni illeciti, come opere d’arte trafugate e proventi derivanti da traffico di droga ed estorsioni. In conclusione, l’esperienza di lungo corso di Rizzi ed il suo approccio operativo moderno al contrasto al crime organizzato, ne fanno — perlomeno sulla carta — un’eccellente scelta come nuovo Direttore del DIS. Tuttavia, solo il tempo ci dirà se il suo rapporto con l’Esecutivo, ed in particolare con l’Autorità Delegata, è destinato a consolidarsi o meno.

