Il nuovo lavoro di Simone Dossi, professore di Relazioni internazionali all’Università di Milano “La Statale”, colma finalmente il vuoto della letteratura scientifica italiana sull’evoluzione dell’Esercito Popolare di Liberazione, donando al lettore nostrano una ricerca che, seppur agile, risulta esaustiva sotto tutti i necessari punti di vista: teorico, metodologico ed empirico.
La muraglia d’acciaio (il Mulino, 2025), l’ultimo volume di Simone Dossi, rappresenta il lavoro più completo oggi disponibile in lingua italiana sull’evoluzione dello strumento militare cinese, andando ad affiancarsi sugli scaffali degli studiosi e appassionati del tema al già eccellente Rotte cinesi. Teatri marittimi e dottrina militare (Egea, 2014), pubblicato da Dossi oltre un decennio fa.
Con questo nuovo libro, l’autore amplia significativamente il proprio orizzonte di ricerca rispetto ai lavori precedenti, proponendosi di indagare i fattori causali — interni ed esterni — che hanno trasformato dottrina militare e organizzazione dell’Esercito Popolare di Liberazione dalla fondazione della Repubblica Popolare ai giorni di Xi Jinping. In questo percorso, Dossi offre al lettore un triplice prezioso contributo.
In primo luogo, l’autore sistematizza l’ampia letteratura delle relazioni internazionali e degli studi strategici sui fattori di cambiamento militare, sia sul piano dottrinario sia su quello organizzativo. La rassegna proposta è incalzante, variegata e critica: Dossi mette gli autori in dialogo tra loro, facendo emergere convergenze, tensioni e divergenze teoriche da cui scaturiscono nuove possibili piste di ricerca. Questa sezione del volume costituisce una lettura altamente consigliata non solo a chi si occupa del caso cinese, ma a chiunque intenda approfondire le ragioni, le modalità e le forme di trasformazione delle organizzazioni militari e, più in generale, delle politiche di difesa degli Stati.
Il volume maneggia poi, con cautela ma al contempo con ambizione teorica e metodologica, ipotesi interpretative penetranti volte a spiegare le trasformazioni dello strumento militare cinese. Dossi propone un modello di interazione tra tre fattori causali — politica, organizzazione e cultura — che guida in modo coerente l’analisi empirica, fulcro della seconda parte del libro. Le quattro “costellazioni”, ovvero le famiglie di configurazioni causali che ne derivano, offrono una prospettiva teorica originale che sintetizza tanto gli studi sulle organizzazioni militari in senso lato, quanto quelli relativi alle forze armate dei paesi socialisti, in cui peculiari dinamiche civili-militari generano traiettorie evolutive non assimilabili a quelle delle democrazie liberali.
Infine — ma non certo per importanza — La muraglia d’acciaio è una vera e propria miniera di dati empirici, tratti tanto da fonti primarie quanto dalla sterminata letteratura secondaria di riferimento. In questo senso, Dossi realizza non solo un lavoro teoricamente e metodologicamente solido e parsimonioso, ma anche un vademecum per orientarsi nel mare magnum della storia dell’Esercito Popolare di Liberazione. Chiunque — per diletto o per ragioni di ricerca — si trovi a studiare l’EPL, le tappe fondamentali della sua evoluzione, le direttrici della sua trasformazione, i momenti di accelerazione e arresto, la filosofia sottostante allo sviluppo dottrinale, organizzativo e in parte anche tecnologico, troverà in questo volume uno strumento di rara utilità. A completare il già ricco impianto empirico, un’utile appendice intitolata Le fonti per lo studio del cambiamento militare in Cina impreziosisce ulteriormente il libro.
In sintesi, per la qualità della rassegna bibliografica, la solidità dell’impianto teorico-concettuale e la profondità dell’analisi empirica condotta, il volume di Dossi è — per citare Tolkien — un testo a lungo atteso da chiunque si interessi allo sviluppo militare del gigante asiatico.
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