La credibilità del PSOE è nuovamente sotto pressione: dal giugno 2025 il triplice dossier Koldo, Cerdán e Ábalos alimenta un acceso dibattito pubblico. Non si tratta dell’unico fronte giudiziario attualmente aperto: il caso Begoña Gómez, moglie del premier Sánchez, già indagata per traffico di influenze, corruzione negli affari, appropriazione indebita di marchio e intrusismo professionale, formalmente archiviato nel luglio 2024, è tornato al centro dell’attenzione lo scorso 18 agosto, con un’ordinanza che la imputa anche per malversazione.
In giornate particolarmente dure per la Spagna, colpita dalla più grave ondata di incendi degli ultimi trent’anni, il riemergere del caso Begoña Gómez insieme ai dossier Koldo, Cerdán e Ábalos in corso, pone il premier Sánchez davanti a un contesto giudiziario che mette in ombra i risultati positivi del suo mandato, riconosciuti anche a livello internazionale, e richiama inevitabilmente gli scandali del governo precedente. Infatti, The Economist, in un articolo molto critico e incisivo sulla politica spagnola, afferma chiaramente che il premier dovrebbe dimettersi, sottolineando come molti dei progressi registrati durante il suo governo, tra l’altro, non siano esclusivamente merito suo, ma derivino da riforme avviate prima del suo mandato, sotto il suo predecessore conservatore Rajoy.
Questi scandali, sebbene distinti, evocano le dinamiche di corruzione che già in passato hanno scosso il precedente esecutivo conservatore spagnolo. Infatti, Sánchez era salito al potere a seguito della vittoria di una mozione di censura contro Mariano Rajoy, ex primo ministro conservatore del Partito Popolare (PP) in carica dal 2011 al 2018. Non a caso, la destituzione di Rajoy seguì le condanne inflitte a membri del PP coinvolti in un sistema di corruzione istituzionale di grande scala noto come “caso Gürtel”. Tra il 1999 e il 2005, imprese private versavano tangenti ai dirigenti del partito in cambio di contratti pubblici in varie amministrazioni locali e regionali, nonché di sostegno a eventi e campagne elettorali. Considerato uno dei più grandi scandali della Spagna democratica, il caso Gürtel aveva già scosso profondamente l’opinione pubblica e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, segnando la politica nazionale e aprendo la strada alla caduta di Rajoy e alla salita al potere dell’attuale premier.
Caso Begoña Gómez: la nuova accusa di malversazione
Il 18 agosto 2025, il giudice Peinado ha formalmente imputato Begoña Gómez e la sua ex consigliera Cristina Álvarez per malversazione di fondi pubblici. Secondo l’accusa, Gómez avrebbe utilizzato la sua posizione per promuovere iniziative private legate alla sua attività accademica e professionale, tra cui la gestione di master universitari e di una cattedra presso la Universidad Complutense di Madrid, ricevendo contributi economici e risorse pubbliche. Álvarez, assunta alla Moncloa con funzioni di assistente istituzionale, avrebbe invece impiegato parte del suo tempo per supportare Gómez in tali iniziative private, collaborando nell’organizzazione di eventi e gestione di progetti accademici. Il giudice Peinado, che sta conducendo le indagini, avvalendosi dell’atto dell’udienza provinciale dello scorso giugno, ritiene che questa commistione tra compiti istituzionali e attività private abbia consentito un uso improprio di fondi pubblici a vantaggio di interessi personali di Gómez. Entrambe sono state convocate a deporre il 10 e l’11 settembre 2025. Inoltre, i magistrati hanno indicato La Moncloa e la Segreteria Generale della Presidenza del Governo come una “struttura istituzionalizzata di potere” che avrebbe permesso una “chiara e palese deviazione” delle attività che Álvarez avrebbe dovuto svolgere.
Questo nuovo sviluppo arriva dopo che, già dall’inizio del 2024, lo scandalo Begoña Gómez aveva rappresentato un duro colpo per il premier socialista. In quell’occasione, la Procura di Madrid aveva aperto un’indagine preliminare contro la moglie del premier per traffico di influenze e corruzione, a seguito di una denuncia presentata da Manos Limpias, un’organizzazione definita “pseudo-sindacato” di estrema destra. Secondo le accuse, Gómez avrebbe sfruttato i suoi legami con il premier per agevolare imprenditori interessati a ottenere fondi pubblici, tra cui Globalia (proprietario della compagnia aerea Air Europa), che nel 2020 ricevette un salvataggio da 475 milioni di euro. Il caso venne poi archiviato nel luglio 2024 per insufficienza di prove, perché fondato su “ritagli di stampa”, dopo che il premier aveva temporaneamente sospeso il suo incarico durante cinque giorni per riflettere su eventuali dimissioni.
A complicare ulteriormente il caso, parallelamente, il Consiglio Generale del Potere Giudiziario (CGPJ) – l’organo di governo autonomo della magistratura spagnola – ha avviato indagini istruttorie sullo stesso giudice Peinado, a seguito del suo interrogatorio al ministro Félix Bolaños lo scorso aprile. Bolaños, attualmente ministro della Presidenza, Giustizia e Rapporti con le Corti, era all’epoca Segretario Generale del Ministero della Presidenza e responsabile della gestione interna del personale. Le indagini disciplinari, originate da due denunce presentate dallo stesso ministro, mirano a valutare eventuali irregolarità dell’operato di Peinado, il quale aveva precedentemente chiesto al CGPJ di aprire un’ indagine su Bolaños per presunto coinvolgimento nell’assunzione di Álvarez. Tuttavia, la Corte aveva respinto la richiesta, citando una “totale assenza” di prove a suo carico.
Questo rappresenta lo stato attuale delle indagini ed è l’ennesimo colpo inferto al premier socialista. Martedì scorso, gli alleati di Sánchez hanno espresso forti dubbi sulle motivazioni dell’inchiesta, definendola priva di basi solide. Lo stesso premier, il cui fratello David è anch’egli sotto indagine per corruzione, aveva già denunciato lo scorso anno che la sua famiglia era vittima di una campagna di molestie orchestrata dalla destra. Questa situazione sta intensificando la pressione politica sul governo Sánchez, con l’opposizione che invoca le dimissioni del premier, mentre l’esecutivo difende Gómez, sostenendo che le accuse siano politicamente motivate e mirate a destabilizzare il governo.
Il triplice dossier Koldo, Cerdán e Ábalos
Se nel precedente caso l’inchiesta ha investito la sfera privata del premier, ora la bufera colpisce il cuore stesso del PSOE: l’ex consigliere Koldo García, l’ex segretario organizzativo di partito Santos Cerdán e l’ex ministro dei Trasporti (2018-2021) José Luis Ábalos. Questo presunto “trio della corruzione”, accusato di associazione a delinquere, concussione e traffico di influenze, continua a negare le accuse, ma trascinano il partito in una crisi senza precedenti. Si tratta di tre inchieste collegate che hanno riportato il PSOE al centro dello scandalo a partire dall’estate 2025. Il noto “caso Koldo” ha aperto la strada, con l’accusa di tangenti legate agli appalti durante la pandemia, estendendosi poi agli altri due filoni. Nello specifico, secondo quanto riportato dalla Guardia Civil, avrebbe depositato
in contanti sui suoi conti bancari somme di origine sconosciuta: 37 mila euro nel 2019 (appena arrivato al ministero), 75 mila euro nel 2020 (anno in cui favorì un affare da 16 milioni di euro a due imprenditori per la vendita di mascherine), 95 mila euro nel 2021 ed, infine 88 mila euro nel 2022. La figura centrale è Cerdán, oggi indagato per associazione a delinquere e corruzione per un sistema di tangenti stimato in milioni di euro. Dopo le dimissioni, il 30 giugno è stato posto in custodia cautelare per rischio di inquinamento delle prove. Dietro questo caso c’è un altro mistero che minaccia di far cadere il governo: cinque milioni di euro che, secondo il giudice Puente e il procuratore Luzón, avrebbero arricchito il trio. Non ci sono indizi né prove sulla destinazione finale di questo denaro né sul suo percorso o sulla provenienza dei fondi usati per corrompere funzionari pubblici. Le indagini coinvolgono giudici della Corte nazionale spagnola, della Corte Suprema e agenti della Guardia Civil, che hanno fatto ricorso a intercettazioni telefoniche, localizzatori installati sui veicoli per pedinamenti personalizzati e analisi di documentazione patrimoniale. Dunque, ad eccezione di alcune registrazioni, l’indagine non ha finora rilevato elementi significativi riguardo ai 5 milioni di euro di tangenti.
Inoltre, nelle intercettazioni tra Koldo e Ábalos emergono elementi inquietanti legati a una rete di sfruttamento e mercificazione delle donne, documentata tramite audio e linguaggio esplicito. Queste registrazioni mostrano un uso sistematico della prostituzione come strumento di potere e clientelismo politico, in netto contrasto conle dichiarazioni piubbliche del governo, che aveva più volte annunciato sanzioni verso i consumatori di prostituzione. In merito a questo tema, il governo sta preparando una legge abolicionista per affrontare la trasformazione della prostituzione “digitale”. Il provvedimento prevede di punire il proxenitismo digitale, recuperando strumenti già presenti nel Codice Penale e rafforzerà la protezione delle vittime, cercando di allineare la politica pubblica abolicionista con la nuova realtà online della prostituzione.
Come si sta spostando l’elettorato spagnolo?
Quali sono le prospettive per il governo Sánchez III? La situazione è estremamente complessa e caotica, sia sul piano interno che esterno al PSOE. Lo scandalo Cerdán ha profondamente compromesso la fiducia dei cittadini: solo il 27% dei cittadini ritiene che Sánchez debba rimanere al potere, mentre appena il 52.5% degli elettori socialisti continua ad appoggiarlo, segnando il peggior risultato elettorale dal 23 luglio 2023. Anche Sumar, partner minore della coalizione, riesce a trattenere solo il 6.2% dei voti. Sul fronte dei partiti indipendentisti, che pur non facendo parte della coalizione di governo costituiscono sostegno esterno al governo, EH Bildu (Sinistra Indipendentista basca) e ERC (Sinistra Repubblicana della Catalogna), hanno ribadito la necessità di “marcare il territorio”, condizionando il loro appoggio alla legge di Bilancio 2026 a un maggior riconoscimento nazionale e a una più ampia costruzione nazionale nei Paesi Baschi e in Catalogna. Secondo entrambe le formazioni, questa rappresenta l’unica risposta possibile per contrastare l’ondata reazionaria in Spagna.
Intanto, sul fronte della destra, il Partito Popolare (PP) ottiene il 33.3%, rafforzando la propria posizione, mentre Vox continua a crescere, raggiungendo il 15.2%. Questo scenario, segnato dall’ erosione della fiducia dei cittadini, evidenzia chiaramente una tendenza al rafforzamento della destra e dell’estrema destra nel paese. Nonostante la crisi dei consensi e la forte instabilità dell’elettorato, il premier non mostra alcuna intenzione di lasciare il potere. Anzi, al contrario, cerca di resistere in tutti i modi attraverso strumenti
come il piano anticorruzione elaborato con l’OCSE e la Legge di Amministrazione aperta. Inoltre, Sánchez ha confermato l’intenzione di presentare il Progetto di Legge di Bilancio Generale dello Stato per il 2026, pur senza chiarire le modalità di approvazione al Congresso ed escludendo categoricamente elezioni anticipate.

