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09/05/2020
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Cosa sarebbe successo se Kim Jong-un fosse deceduto

di Alessio Ercoli

Faccio un ragionamento semplificato di relazioni internazionali: in Corea del Nord non c’รจ una regola dinastica, ragion per cui la morte del Presidente nordcoreano avrebbe causato dapprima un periodo di vuoto politico caratterizzato da forte instabilitร  e disorientamento tra la popolazione, l’esercito e il partito, seguito successivamente da un’incognita sul suo successore che non si sa quale atteggiamento possa tenere con gli USA di Trump. Pertanto, Kim Jong-un ancora in vita sarebbe per assurdo una buona notizia.

Il Presidente statunitense ha infatti dimostrato di saper trattare (con) Kim, non solo negli scambi di tweet – forse una iniziale prova di approccio con il dittatore – ma anche negli incontri avvenuti tra i due: dal primo avvenuto a Singapore a quello sulla linea di demarcazione militare coreana (ovvero il confine tra le due Coree) che ha reso Donald Trump il primo Presidente USA a mettere piede in Corea del Nord.

Sono 3 i possibili successori di Kim. La sorella di ferro Kim Yo-jong che, seppure braccio destro e consigliere di Kim, in quanto donna sarebbe penalizzata per una societร  nella quale ha giร  un ruolo unico nel partito (tra lโ€™altro, recentemente nominata membro supplente del Politburo) ma la Presidenza potrebbe essere troppo anche per lei. La sorella minore di Kim Jong-un potrร  essere invece il Presidente ombra nel caso in cui la dinastia continuasse con il fratello Kim Jong Chol, disinteressato alla politica e alla vita pubblica, che passa le giornate a suonare musica e ha un carattere ed un look decisamente inadatti a prendere le redini di una dittatura che si basa sulla durezza e sul rispetto di chi governa. L’ipotesi esterna alla successione dinastica รจ rappresentata poi dal presidente del Presidium dell’Assemblea suprema popolare e primo vicepresidente della Commissione Affari di Stato: Choe Ryong-hae, militare tanto spietato quanto Kim ma piรน austero. Tra gli anziani del partito sarebbe quello piรน quotato soprattutto per aver lavorato sempre a stretto contatto con Kim e per essere โ€“ con i suoi 70 anni โ€“ piรน giovane degli altri membri del Comitato permanente del Politburo. Il fatto che Kim Yo-jong sia sposata con il suo secondo figlio, potrebbe alimentare la probabilitร  che โ€“ anche grazie allโ€™aiuto dellโ€™esercito โ€“ si preferisca affidare il potere a un ufficiale della sua caratura, con sempre la sorella di Kim in posizione di Presidente de facto.

In ogni caso, Trump dovrร  ricominciare da capo lo studio del nuovo Presidente e le trattative per la de-nuclearizzazione intraprese in questi anni. Le relazioni difficilmente potrebbero migliorare, e non รจ detto che le tattiche negoziali di Trump funzionino allo stesso modo. Anche se restasse lo status quo, passerebbero mesi di forte incertezza e si perderebbe nel migliore delle ipotesi tempo, nella peggiore ipotesi mesi di trattative e lo storico patto sul nucleare firmato a giugno 2019.
Dopo la pandemia di coronavirus, con gli USA che ne escono come Stato piรน colpito e a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, la morte di Kim sarebbe (stato) un elemento fortemente destabilizzante a livello geopolitico mondiale.

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