Il presidente della Camera Fontana a Madrid per incontrare l’omologa Armengol. Approvate le conclusioni finali su immigrazione e cooperazione
Riparte il Foro parlamentare Italia-Spagna. A distanza di undici anni dall’ultima riunione la Camera dei deputati e il Congreso de los diputados tornano a confrontarsi all’interno dello strumento di cooperazione parlamentare che si riunisce per la quarta volta nella sua storia. Per il battesimo del Foro è arrivato a Madrid il presidente della Camera Lorenzo Fontana, accolto dall’ambasciatore italiano Giuseppe Buccino Grimaldi. Una visita lampo: prima il bilaterale con l’omologa Francina Armengol Socias, poi una breve visita del Congreso. Infine l’intervento alla sessione inaugurale dell’organismo.
Il precedente
L’ultima riunione era stata a Roma nel dicembre 2013. A guidare le delegazioni la vicepresidente spagnola Monserrat da un lato e il vicepresidente italiano Giachetti dall’altro. Sullo scranno più alto di Montecitorio c’era Laura Boldrini. Al governo Enrico Letta. Alla Farnesina Emma Bonino. Un’era geologica fa. Il protocollo di collaborazione nasce però nel 1997 con Luciano Violante presidente della Camera. La prima riunione è stata invece nell’ottobre 2009 con la presidenza Fini a Roma, poi il secondo appuntamento nel 2012 a Madrid (in delegazione c’erano gli allora deputati Giancarlo Giorgetti ed Enrico Letta). Adesso il quarto appuntamento.
Sovranisti e socialisti
Un’occasione importante per Fontana. Una prima volta in Spagna dove la presidenza del Parlamento è appannaggio del Partito socialista. Ma il Paese iberico è un attore chiave sul fronte mediterraneo e questo impone un dialogo. Proprio lo scenario mediterraneo è fra i temi principali trattati dal numero uno di Montecitorio nel suo intervento. Altro focus quello della possibile cooperazione in settori strategici come innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, cybersicurezza e sicurezza energetica.
Libano
Armengol e Fontana hanno poi una preoccupazione comune. Quella che riguarda il vicino Libano. Italia e Spagna hanno infatti un ruolo da protagonisti nella missione Unifil. Oggi il comandante è proprio lo spagnolo Aroldo Lázaro Sáen. “Ci unisce l’apprensione per le condizioni in cui sta operando nel Libano meridionale la missione Unifil, a cui sia l’Italia che la Spagna contribuiscono con un rilevante contingente militare. In tutto questo, emerge la centralità strategica del Mediterraneo“, ha detto Fontana nel corso del suo intervento. “Nell’area mediterranea – ha aggiunto – si stanno infatti delineando scenari che potrebbero incrinare gli equilibri geopolitici mondiali e a cui occorre prestare massima attenzione per non arrivare impreparati”.
Il fronte spagnolo
Soddisfatta dell’appuntamento anche la presidente spagnola Armengol: “Dopo oltre dieci anni, riprendiamo il Foro parlamentare ispano-italiano: uno spazio di cooperazione bilaterale che ci permette di dibattere su questioni come la competitività dell’economia europea, la pace sia nel nostro continente che fuori e del futuro della Ue”, ha spiegato.
La delegazione
Nutrita la delegazione italiana. A partire dalla presidente del gruppo di amicizia Italia-Spagna Federica Onori (Az). “Abbiamo concentrato il nostro lavoro sull’integrazione economica europea e sulla sicurezza internazionale del Mediterraneo. Finora il rapporto con la Spagna è stato sottovalutato, invece possiamo e dobbiamo rilanciarlo negli organismi di cooperazione parlamentare e non solo”, dice Onori. La deputata di Azione sottolinea l’impegno comune raggiunto sul tema della doppia cittadinanza. “Abbiamo fatto un grande passo in avanti con le conclusioni, da cui arrivano segnali molto incoraggianti per tutti i cittadini italiani intenzionati a ottenere la cittadinanza spagnola, senza dovere rinunciare a quella di origine”.
Presenti poi i deputati Salvatore Caiata (FdI), Alessandro Giglio Vigna (Lega), Giuseppe Mangialavori (FI), Ubaldo Pagano (Pd) ed Elisa Scutellà (M5s). “È stato per me un onore poter illustrare l’importanza e la potenza innovativa e trasformativa del Piano Mattei, riscontrando un ampio consenso anche nella delegazione spagnola. La costruzione di democrazie più stabili parte dal dialogo e dalla condivisione di progetti tra popoli, e con il foro abbiamo compiuto un altro importante passo in questa direzione”, spiega Caiata che guida anche la delegazione Ince.
Positivo il bilancio anche per Giglio Vigna, che presiede la commissione Politiche Ue di Montecitorio: “L’Europa ha avuto a lungo un baricentro spostato troppo a Nord, questo appuntamento ci aiuta a ribadire la necessità di una proiezione meridionale dell’Unione europea, nella prospettiva di un Mediterraneo allargato”, dice il deputato leghista. E aggiunge: “Un europeo su quattro è spagnolo o italiano, abbiamo un sentire comune e rapporti stretti. Possiamo fare massa critica al di là dei governi di diverso orientamento”, sostiene Giglio Vigna.
Le conclusioni
I parlamentari del Foro hanno quindi approvato delle conclusioni che riportano una posizione comune su vari fronti. Dalla cooperazione economica all’accordo sulla doppia cittadinanza. Ma anche rispetto all’autonomia strategica su difesa, tecnologica ed energia. Significativo il riferimento al rapporto Draghi che “ha evidenziato la necessità di una maggiore cooperazione all’interno dell’Unione Europea, cosa che potrebbe portare a ricercare un maggiore coordinamento delle politiche industriali di Spagna e Italia”.
Il documento sottolinea quindi “l’esigenza di una risposta coordinata per far fronte alla “concorrenza crescente di produttori cinesi”. Altro fronte è quella della possibile condivisione di “esperienze e migliori pratiche nella modernizzazione del tessuto industriale, in particolare nel sostegno alle piccole e medie imprese”.
C’è poi un passaggio sul ruolo all’interno della Nato, dove viene espresso apprezzamento sul fatto che Spagna e Italia mantengono attualmente “un ampio ventaglio di posizioni congiunte lungo i vari assi politici e militari, svolgendo in particolare, insieme a Germania e Francia, un ruolo importante nella definizione degli obiettivi strategici e delle linee d’azione prioritarie dell’Alleanza con una visione a 360 gradi che include il fianco meridionale”.
Frutto di un articolato compromesso poi l’ampio passaggio delle conclusioni sul nodo immigrazione. “I deputati – si legge nel testo approvato – ritengono necessario gestire il fenomeno migratorio in una prospettiva multidimensionale per far fronte a tutti gli aspetti (umanitari, di frontiera, legali, sociali e, soprattutto, umani)”. Quindi un plauso alla firma del Patto sulla migrazione e l’asilo che “consentirà un equilibrio tra i principi di solidarietà e responsabilità condivisa a livello europeo”. Insomma, punti condivisi senza posizioni nette e radicali. A dimostrazione che trovare elementi di contatto sul fronte parlamentare è sempre più semplice rispetto a quello governativo.

