Il Summit Nato di Ankara si svolge in una fase di ridefinizione degli equilibri dell’Alleanza Atlantica. Gli Stati Uniti vi arrivano portandosi dietro, da un lato, questioni interne: il peso delle elezioni di Midterm, della appena conclusa guerra con l’Iran – che non ha incontrato l’approvazione dell’opinione pubblica e che fattualmente non è stata un successo –, il consenso interno a Trump, l’aumento dei prezzi e, più in generale, il senso di incertezza diffuso nell’elettorato. Dall’altra parte, questioni di politica estera: gli effetti della guerra in Iran su sicurezza ed economia globali, le recenti critiche all’Alleanza Atlantica e la volontà di promuovere un’evoluzione dal burden sharing al burden shifting, per consentire a Washington di concentrare maggiori risorse sulla competizione con la Cina.
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