Nel post-Guerra fredda la Russia forse non ha costituito per gli Stati Uniti un “rompicapo” secondo la definizione di Churchill, ma un dilemma strategico sicuramente sì. Integrarla o contenerla?
Le due opzioni derivano da uno stesso modo di guardare alla Russia dalla prospettiva americana. Ovvero a un Paese che, sia quando attraversa un momento di instabilità sia quando è internamente solido, rappresenta una variabile decisiva per la preservazione dell’ordine internazionale guidato da Washington. Infatti, resta sempre dotato di indicatori di potenza (territorio, popolazione, forza militare, riserve energetiche) superiori a quelli della maggior parte degli altri Stati e di una volontà di “grandezza” condivisa trasversalmente nel Paese.

