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21/11/2024
Ambiente, Infrastrutture ed Energia, Europa

Il Panorama delle Politiche Europee sull’Idrogeno

di Matteo Toppeta

Lo scorso aprile è stato pubblicato il documento “The European Hydrogen Policy Landscape” da parte dello European Hydrogen Observatory, all’interno del quale è stata fornita una panoramica dettagliata delle politiche e delle strategie nazionali che influenzeranno lo sviluppo delle tecnologie e infrastrutture dell’idrogeno in Europa.

Lo scorso aprile è stato pubblicato il documento “The European Hydrogen Policy Landscape” da parte dello European Hydrogen Observatory, all’interno del quale è stata fornita una panoramica dettagliata delle politiche e delle strategie nazionali che influenzeranno lo sviluppo delle tecnologie e infrastrutture dell’idrogeno in Europa.

L’Unione Europea ha adottato diverse politiche e piani per sostenere l’uso dell’idrogeno, tra cui il Green Deal Europeo, la Strategia Europea per l’Idrogeno e il Pacchetto Fit for 55. Queste iniziative mirano a ridurre le emissioni di gas serra e a promuovere l’uso di tecnologie pulite. Ad esempio, la Direttiva sulle Energie Rinnovabili (REDII) stabilisce un obiettivo del 42,5% di energia rinnovabile consumata entro il 2030.Dalla Strategia Europea per l’idrogeno leggiamo che dovremo arrivare ad avere entro la fine del 2024 6GW di capacità di produzione installata (elettrolisi ma non solo) e 40GW al 2040.

Va ricordato, tuttavia, che l‘idrogeno non è una fonte energetica (escludiamo dal ragionamento l’idrogeno presente nei giacimenti naturali) è un vettore energetico. Gli utilizzi dell’idrogeno sono molteplici, ma le macro-categorie in cui viene impiegato o comincia ad esserlo sono: il settore industriale (produzione ammoniaca, raffinazione del petrolio, produzione di cemento e acciaio) e il settore dei trasporti (con maggiore interesse verso il trasporto pesante: camion, autobus, treni).

L’idrogeno per i trasporti 

Il Regolamento AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation) approvato lo scorso settembre 2023, stabilisce un quadro comune per lo sviluppo delle infrastrutture per i carburanti alternativi nell’UE. Questo include l’obbligo di installare stazioni di rifornimento di idrogeno ogni 200 km lungo la rete centrale TEN-T entro il 2030. Tale rete, nel settore delle infrastrutture dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni, mirerà a favorire l’interconnessione delle reti tenendo conto della necessità di collegare aree periferiche con aree centrali dell’Unione Europea. Per quanto concerne invece la mobilità, alcuni paesi stanno promuovendo l’uso dell’idrogeno nei veicoli a celle a combustibile e nelle stazioni di rifornimento. In Francia, ad esempio, il progetto “Zero Emission Valley” mira a installare 20 stazioni di rifornimento di idrogeno e a mettere in circolazione 1.200 veicoli leggeri, ma soprattutto autobus finalizzati al trasporto pubblico locale e camion.

Un altro esempio è il progetto del trasporto ad idrogeno nel Comune di Bolzano, un’iniziativa innovativa che mira a ridurre le emissioni nel settore dei trasporti pubblici; Bolzano ha introdotto una flotta di autobus a idrogeno come parte del progetto europeo “Clean Hydrogen in European Cities” (CHIC). Attualmente vi sono 12 autobus in servizio, i quali si basano su una tecnologia di celle a combustibile per generare elettricità attraverso una reazione elettrochimica tra idrogeno e ossigeno; il progetto, come già anticipato è stato supportato da finanziamenti europei e nazionali per promuovere la mobilità sostenibile. 

Le strategie nazionali

Molti paesi europei hanno sviluppato strategie nazionali per l’idrogeno, con obiettivi specifici per la produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno. Ad esempio, la Germania punta a raggiungere una capacità di elettrolisi di 10 GW entro il 2030, mentre la Francia mira a 6,5 GW Queste strategie includono anche misure per supportare l’adozione dell’idrogeno nei settori della mobilità e dell’industria cosiddetta “hard-to-abate”. 

Il punto chiave di una strategia dell’idrogeno chiara è sicuramente la produzione; infatti, diversi paesi hanno fissato obiettivi ambiziosi per aumentare la capacità di elettrolisi e la produzione di idrogeno rinnovabile. Ad esempio, il Belgio prevede di importare 20 TWh di idrogeno entro il 2030, attraverso un protocollo di intesa già firmato con il Cile.

In Germania, invece, il progetto “H2Global” mira a creare un mercato internazionale per l’idrogeno verde, facilitando l’importazione di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili da paesi con abbondanti risorse energetiche rinnovabili, come ad esempio il Nord-Africa. Inoltre, sempre la Germania, sta cercando anche di sviluppare reti di trasporto dell’idrogeno che includono la riconversione delle infrastrutture esistenti del gas naturale. Oltre alla Germania, anche l’Olanda, con il progetto “HyWay 27” prevede la conversione di una parte della rete di gas naturale esistente per il trasporto di idrogeno, creando un’infrastruttura dedicata che colleghi i principali centri industriali del paese.

Diversamente dai Paesi europei già menzionati, l’Austria prevede di sostituire l’idrogeno fossile, noto anche come “idrogeno grigio”, con idrogeno verde nelle industrie ad alta intensità energetica entro il 2030. Alla luce dei numerosi progetti sopraelencati, è ovvio che vi sia anche la necessità di forti incentivi economici. In particolare in Francia, a inizio 2024 sono stati previsti due programmi con un budget totale di 425 milioni di euro, di cui 175 milioni destinati all’infrastruttura di mobilità dell’idrogeno e 250 milioni per progetti pilota; invece in Portogallo si prevede un progetto per un totale di 83 milioni entro la fine del 2024, per cui ogni beneficiario non potrà ricevere più di 15 milioni di compenso per singolo progetto; infine i Paesi Bassi hanno garantito un sussidio pari a 246 milioni di euro per la produzione di idrogeno rinnovabile attraverso elettrolizzatori che dovrebbero poter usufruire della rete infrastrutturale gas già esistente. 

In Europa, inoltre, vi sono anche alcuni Paesi che garantiscono l’opportunità di godere di finanziamenti diretti; ne sono un esempio la Danimarca, dove con il progetto Tender PtX sono garantiti circa 167 milioni per finanziare le spese operative legate alla produzione di idrogeno verde; lo stesso è stato fatto nel Regno Unito, dove è stato creato un Fondo Net Zero Hydrogen, dove attraverso la garanzia di Certificati di Trasporto di carburanti rinnovabili sono garantiti meccanismi di finanziamento aggiuntivi.

E l’Italia? 

In Italia, la politica e gli investimenti sull’idrogeno stanno guadagnando sempre più attenzione come parte della transizione energetica verso fonti rinnovabili e sostenibili. Il governo italiano ha delineato una strategia nazionale per l’idrogeno, che prevede investimenti significativi per sviluppare infrastrutture, ricerca e innovazione in questo settore. L’obiettivo è di ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la sicurezza energetica del paese. Tra le iniziative principali, ci sono progetti per la produzione di idrogeno verde, ottenuto tramite elettrolisi dell’acqua utilizzando energia rinnovabile, e lo sviluppo di una rete di distribuzione e stoccaggio efficiente. Questi sforzi sono supportati anche da fondi europei, come il Next Generation EU, che mira a stimolare la ripresa economica post-pandemia attraverso investimenti in tecnologie verdi. Dal punto di vista economico, tutto questo programma consta di 450 milioni di euro per impianti di elettrolisi con una dimensione tra 1 MWe e 10 MWe, più di 3 miliardi di investimenti PNRR su tutta la filiera

In conclusione, è fondamentale trovare a livello europeo una politica comune dell’idrogeno nel più breve tempo possibile, nonostante ad oggi vi siano diversi progetti in cui gli Stati membri stanno puntando e soprattutto investendo, che sappia unire gli sforzi economici dei singoli Paesi membri.


Stato MembroSettore di InvestimentoDettagli
GermaniaIndustria e TrasportiLa Germania investe 9 miliardi di euro per promuovere l’uso dell’idrogeno nell’industria pesante e nei trasporti.
FranciaEnergia e IndustriaLa Francia destina 7 miliardi di euro per sviluppare l’idrogeno verde, focalizzandosi sulla produzione di energia rinnovabile e sull’industria
ItaliaEnergia e TrasportiL’Italia prevede di investire 10 miliardi di euro per l’idrogeno, con particolare attenzione alla produzione di energia rinnovabile e all’uso nei trasporti.
SpagnaIndustria e EnergiaLa Spagna investe in progetti di idrogeno verde per decarbonizzare l’industria e aumentare la produzione di energia rinnovabile.
Paesi BassiIndustria e TrasportiI Paesi Bassi si concentrano sull’uso dell’idrogeno per decarbonizzare l’industria e migliorare l’efficienza energetica nei trasporti.


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