Come noto, il conflitto armato russo-ucraino affonda le proprie radici nel 2014, anno in cui la Crimea fu annessa alla Federazione russa. Nonostante i successivi accordi di Minsk, la situazione è precipitata nel febbraio 2022, quando il Presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, annunciando al mondo intero l’avvio delle cosiddette “operazioni militari speciali” in territorio ucraino, ha dato corso ad un attacco armato su vasta scala invadendo gli oblast di Donec’k e Luhans’k. Dinanzi a tali eventi, l’Unione europea non è rimasta inerte. Al contrario, con l’intensificarsi del conflitto è venuto emergendo un progressivo rafforzamento della volontà politica dell’Unione volta tanto ad esercitare una maggiore pressione attraverso sanzioni di natura prevalentemente economica nei confronti della Federazione russa, quanto ad accelerare il processo d’integrazione delle diverse difese europee.
Articolo pubblicato su Ordine Internazionale e diritti umani

