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01/08/2024
Europa

Il ruolo della Bulgaria nel Mar Nero: analisi dell’importanza geostrategica e delle posizioni dello stato bulgaro

di Alessandro Borgato

Il Mar Nero, considerato un punto di convergenza geopolitica, è attualmente oggetto di rivalità tra le nazioni che vogliono mantenere un margine di manovra significativo nella regione e che mirano a controllare questo punto nevralgico per le proprie ambizioni geopolitiche. Questi includono anche la Bulgaria, che sta migliorando le sue Forze Armate e sta investendo sempre di più nella difesa delle sue coste. Sofia possiede la capacità di garantire la sicurezza marittima come membro della NATO e dell'UE, ma la sua complicata relazione con la Russia, compresa la presenza di un’importante porzione di euroscetticismo, nonché l’instabilità politica, potrebbe indebolirla. La militarizzazione della regione da parte russa, l'occupazione della Crimea e successivamente l'invasione dell'Ucraina hanno aumentato la vulnerabilità in quest’area. Negli ultimi anni, gli sforzi bulgari, con il supporto della Romania e della Turchia, oltre che nell’aumento delle spese per la difesa, si sono concretizzati nell’istituzione del Comitato antimine con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza nell’area e garantire la sicurezza della navigazione nelle acque limitrofe al teatro ucraino.

Il Mar Nero, considerato un punto di convergenza geopolitica, è attualmente oggetto di rivalità tra le nazioni che vogliono mantenere un margine di manovra significativo nella regione e che mirano a controllare questo punto nevralgico per le proprie ambizioni geopolitiche. Questi includono anche la Bulgaria, che sta migliorando le sue Forze Armate e sta investendo sempre di più nella difesa delle sue coste. Sofia possiede la capacità di garantire la sicurezza marittima come membro della NATO e dell’UE, ma la sua complicata relazione con la Russia, compresa la presenza di un’importante porzione di euroscetticismo, nonché l’instabilità politica, potrebbe indebolirla. La militarizzazione della regione da parte russa, l’occupazione della Crimea e successivamente l’invasione dell’Ucraina hanno aumentato la vulnerabilità in quest’area. Negli ultimi anni, gli sforzi bulgari, con il supporto della Romania e della Turchia, oltre che nell’aumento delle spese per la difesa, si sono concretizzati nell’istituzione del Comitato antimine con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza nell’area e garantire la sicurezza della navigazione nelle acque limitrofe al teatro ucraino.

Il Mar Nero è un’area strategicamente importante per la NATO e la Russia, soprattutto in seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte di quest’ultima. In questa ottica si colloca la Bulgaria, Paese che rappresenta un partner strategico importante per il fianco orientale della NATO, avente l’obiettivo di aumentare il proprio sforzo strategico e militare, con l’intento di svolgere un ruolo sempre più attivo nell’area. In tal senso, la sua postura viene declinata principalmente dal punto di vista securitario ed energetico. Per quanto riguarda l’energia, il 27 giugno il Ministro dell’Energia bulgaro Vladimir Malinov e il rappresentante della romena OMV Petrom, Rob Dobbins, hanno firmato un allegato che proroga di 23 mesi il permesso di prospezione ed esplorazione del blocco Khan Asparuh, per cause di forza maggiore. L’estensione copre il periodo dal 24 febbraio 2022 al 24 gennaio 2024, a causa della guerra in Ucraina e del ritiro di “Total Energies EP Bulgaria” BV, compagnia energetica francese, dal progetto. Il Ministro Malinov ha sottolineato che il completamento dell’esplorazione aumenterà significativamente la sicurezza energetica sia per i consumatori bulgari domestici e industriali, sia per l’intera regione. Un’altra mossa che ha suscitato numerosi dibattiti riguarda la creazione di parchi eolici offshore nel Mar Nero, da collegare alla rete elettrica del Paese. Negli ultimi mesi è stato presentato un progetto di legge che prevede l’installazione di impianti eolici nel Mar Nero con concessioni per 30 anni, riscontrando però l’ostacolo dell’opposizione, la quale ha espresso preoccupazione per le possibili attività di lobbying. Per quanto concerne l’ambito securitario, l’obiettivo è quello di aumentare le spese per la difesa, portando a compimento la sostituzione degli armamenti sovietici con quelli più sofisticati. Tuttavia, le dinamiche nel Mar Nero stanno ridefinendo l’ordine della regione, modificando la congiuntura geopolitica e modellando le relazioni tra gli Stati che compongono questa regione. Come ormai noto, lo spazio geopolitico rappresentato dall’unione tra Il Mar Nero e il Mediterraneo orientale  costituisce un’area di influenza dove le grandi potenze ambiscono a modificare i rapporti di forza. Inoltre, va sottolineata l’assenza di una strategia per il Mar Nero, che impedisce a Sofia di avere un margine di manovra importante, a cui si aggiungono le numerose difficoltà interne. 

Una di queste riguarda la situazione politica. L’alleanza riformista PP-DB (Continuiamo il Cambiamento -Bulgaria Democratica) è riuscita a imporre la sua agenda pro-Ucraina e pro-Occidente all’interno del’ governo di coalizione, insieme al partito GERB-SDS (Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria-Unione delle Forze Democratiche), sostenitore del vecchio status quo. Le problematiche sono emerse quando l’esecutivo è stato sciolto, gettando il Paese nella crisi politica, e le elezioni a giugno scorso non hanno sortito gli effetti desiderati. Il quadro politico è rimasto pressoché identico, con GERB-SDS al primo posto, mentre al secondo si è collocato il partito DPS (Movimento per i diritti e le libertà, a tutela della minoranza turca). Proprio queste due forze politiche non sono riuscite a creare una coalizione di governo stabile anche a causa di diversi contrasti all’interno del Movimento. Pertanto, la situazione rimane ancora piuttosto incerta, e le probabilità di andare nuovamente alle urne in autunno sono in crescita. Chi sta beneficiando di questa impasse politica è il partito nazionalista Revival, capeggiato da Kostadin Kostadinov, il quale è riuscito a collocarsi sulla linea di frattura, caratterizzzata dall’euroscetticismo, registrando un aumento dei consensi. Si tratta di una forza politica, la cui strategia si basa sulla modifica dei rapporti di forza e di dipendenza con l’Unione Europea, nonché sulla rassegnazione del popolo bulgaro. 

Nonostante ciò, lo Stato bulgaro ha continuato ad attuare azioni militari con lo scopo di rafforzare la sicurezza della regione. In tal senso, a gennaio di quest’anno, Bulgaria, Romania e Turchia hanno firmato un accordo per la costituzione di un gruppo marittimo per l’adozione di contromisure alle mine presenti nel Mar Nero. L’obiettivo è migliorare la sicurezza della navigazione nella regione e consentire all’Ucraina di esportare direttamente il suo grano sul mercato internazionale, evitando così il blocco russo. Inoltre, tale cooperazione organizzata dai tre membri della NATO rappresenta un segnale significativo per Mosca. L’istituzione del Gruppo di lavoro è stata avviata infatti dalla Turchia nell’agosto del 2023, con il compito principale di garantire la sicurezza delle rotte marittime nel Mar Nero mediante operazioni di sminamento delle acque contese del bacino. Tali iniziative dovrebbero essere principalmente condotti nelle acque territoriali e nelle zone economiche esclusive dei Paesi partecipanti. Il Comitato per l’azione antimine del Mar Nero, composto dai Capi delle Marine dei tre Paesi partecipanti, gestirà il processo decisionale, la gestione, la consultazione e la direzione generale delle operazioni di sminamento. 

Come dimostrano alcune recenti iniziative, la NATO e l’UE dovrebbero lavorare insieme per affrontare la regione, concentrandosi sul rafforzamento della resilienza delle società sullo sviluppo delle capacità militari e della cooperazione in materia di sicurezza tra gli alleati e i partner NATO rivieraschi. Una di queste è il pacchetto sull’industria europea della difesa, pubblicato il 5 marzo dalla Commissione Europea, che comprende una strategia e una proposta legislativa legata a un programma per l’industria europea della difesa. Si tratta di un’iniziativa importante, nell’ambito della quale Sofia potrà ambire a svolgere un ruolo importante per rafforzare il fianco orientale dell’Alleanza Atlantica. Un’altra iniziativa riguarda la presenza di gruppi tattici multinazionali, tra cui la Multinational Battle Group Bulgaria, con sede a Novo Selo, presente dal 1° marzo 2022, in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. 

In conclusione, le previsioni da qui in avanti sono difficili da compiere, ma quello che si può sostenere è che Sofia dovrebbe svolgere un ruolo più centrale nella regione, considerata la sua posizione geografica. Per fare questo a tale argomento dovrebbe essere attribuita una priorità a livello nazionale, con un impatto significativo sugli investimenti nella difesa, e ciò potrebbe influenzare il rapporto del Paese con la Russia a lungo termine. Pertanto, molto dipenderà dalla formazione del nuovo esecutivo e dalle nuove strategie che verranno delineate dai futuri attori politici.

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