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NotizieLa spia che divenne viceministro alla Difesa

La spia che divenne viceministro alla Difesa

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Nome: Eliyahu Ben-Shaul Cohen (Eli Cohen)
Nazionalità: Israeliana  
Data di nascita: 26 dicembre 1924
Ruolo: Agente del Mossad in Siria, viceministro alla Difesa siriano

Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1924, figlio di ebrei siriani di Aleppo, Eliyahu Ben-Shaul Cohen (noto come Eli Cohen) fu il più grande successo HUMINT della storia del Mossad.
Se in un primo momento le richieste di Cohen di entrare a far parte del Mossad vennero respinte, poco tempo dopo furono proprio i Servizi Segreti israeliani ad interessarsi al giovane Cohen, ormai rassegnato ad un lavoro comune.  Venne istruito sul Corano, sulle leggi siriane, sulla cartografia, le trasmissioni radio e la crittografia; quindi gli fu esposto il piano d’azione: l’obiettivo ultimo era Damasco, ma per farlo dovrà dapprima passare per l’Argentina e unirsi alla ricca comunità di emigrati siriani. Nasce così la figura di Kamil Amin Tsa’abat, ricco nazionalista arabo in esilio, affabile imprenditore dell’import/export che sognava il rientro in patria. Eli/Kamil riuscì ad inserirsi in breve tempo tra le fila degli esuli nazisti, per poi entrare in ottimi rapporti con il Generale al-Hafiz, membro del partito Ba’th. Dal 1960 Cohen si trasferì a Damasco, e la situazione, dopo tre anni di copertura nella città, divenne incredibile: nel 1963 con un colpo di Stato siriano, il governo passò nelle mani del partito Ba’th e del Generale al-Hafiz, il quale richiese come viceministro alla Difesa, il suo amico Kamil Amin Tsa’abat.
Eli Cohen, grazie al suo operato riuscì ad inviare regolarmente informazioni top secret al Mossad, tramite messaggi criptati. Tra questi, spiccò la mappa delle fortificazioni militari siriane nel confinante Golan ed alcune informazioni riguardanti canali atti a deviare la corrente del Giordano da un industriale che si era in parte occupato del progetto. Un saudita, di nome bin Laden, Mohammed bin Laden (padre di Osama). Nel gennaio del 1965, dall’Unione Sovietica fu inviata a Damasco una squadra per aiutare i siriani ad individuare la provenienza si strane interferenze radio rilevate.  Per Cohen fu l’inizio della fine: in breve tempo gli uomini del servizio di sicurezza siriano riuscirono a catturare Cohen proprio mentre trasmetteva dal suo appartamento di Damasco.
Per le autorità siriane Cohen doveva essere condannato a morte e a nulla valsero gli appelli internazionali e dei capi di Francia, Belgio e Canada che chiedevano la commutazione della sentenza di morte. Nel vuoto caddero anche le suppliche di Papa Paolo VI.
Il 18 maggio 1965, dopo essere stato sottoposto a terribili torture, le quali peraltro non avevano sortito alcun effetto, Eli Cohen venne pubblicamente impiccato e la sua esecuzione fu ripresa dalla televisione siriana. Ad oggi il corpo, non è mai stato restituito alla famiglia.
In Israele, Cohen è considerato un eroe nazionale e la città Bat Yam, dove risiedeva la sua famiglia, gli ha dedicato una piazza.

Nel 2019 Netflix ha lanciato una miniserie televisiva di 6 episodi scritta e diretta da Gideon Raff e Max Perry, dal titolo “The Spy”, basata proprio sulla vita Eli Cohen, interpretato da Sacha Baron Cohen.

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