Le elezioni presidenziali statunitensi del 2024 rappresentano non solo una contrapposizione tra due correnti politiche diametralmente differenti, ma anche tra una forza politica mirata a preservare in larga parte il presente equilibrio di poteri esistente negli Stati Uniti ed una risolta, invece, a modificarlo profondamente. L’Agenda 47, programma politico ufficiale presentato dal candidato Donald Trump, rappresenta uno dei più significativi tentativi di espandere i poteri dell’esecutivo nella storia politica statunitense.
Una Presidenza “Imperiale”
A partire dal 2022 il sito web della campagna elettorale di Donald Trump si è popolato di una serie di proposte politiche costituenti l’effettivo programma elettorale del candidato repubblicano. Tale insieme di proposte denominato Agenda 47 si è contraddistinto sin da subito per lo stile fortemente personale tipico del tycoon, il quale ha rilasciato una serie di video nei quali ha spiegato le proprie politiche. Un’ulteriore caratteristica distintiva del programma elettorale è risultato essere la possibilità di applicare numerosi provvedimenti mediante ordine esecutivo, senza quindi necessità di approvazione da parte del Congresso. Una parte estremamente rilevante del programma è costituita dall’espansione dei poteri della Presidenza. Nello specifico, il programma mira al ripristino dell’Ordine Esecutivo 13957 relativo allo spostamento di numerose posizioni della pubblica amministrazione nella Schedule F, una nuova categoria di dipendenti federali di nomina politica e quindi soggetti a possibile licenziamento da parte del Presidente. Al contempo, l’Agenda 47 mira a riformare profondamente la United States Foreign Intelligence Surveillance Court (FISA) volta a supervisionare le richieste per investigazioni relative a questioni di intelligence estera.
Il candidato repubblicano mira a riorganizzare massicciamente i Dipartimenti e delle Agenzie Federali adottando numerosi licenziamenti e istituendo contestualmente una “Commissione per la verità e la riconciliazione” mirata a declassificare tutti i documenti relativi allo spionaggio, le censure e gli abusi di potere del deep state. L’agenda 47 include altresì l’istituzione di un meccanismo di controllo indipendente per monitorare l’operato delle agenzie di intelligence e un massiccio decentramento delle posizioni federali, ponendole in capo i singoli Stati. Il tycoon mira altresì a ripristinare l’Ordine Esecutivo 13771, il quale prevede l’eliminazione di due regolamenti per ogni nuovo regolamento approvato. Una parte fondamentale del programma consiste nel porre agenzie di regolamentazione come la Federal Communications Commissions (FCC) e Federal Trade Commission (FTC) sotto l’autorità presidenziale. In ultima analisi, l’Agenda 47 prevede un incremento dell’impiego dell’impoundment power volto a consentire alla Presidenza di tagliare fondi allocati dal Congresso mediante l’invio di una richiesta al Congresso al fine di abrogare l’Impoundment Control Act del 1974
Save America!
Sotto il profilo economico, il programma elettorale di Donald Trump prevede tariffe universali di base per la maggior parte dei prodotti stranieri. In particolare, il candidato repubblicano mira ad approvare un provvedimento di legge noto come “Trump Reciprocal Trade Act”, il quale prevede, in caso di imposizione da parte di una nazione straniera di una tariffa su un bene americano, l’imposizione di una tariffa di identico ammontare da parte degli Stati Uniti. Secondo pilastro delle proposte economiche relative all’Agenda 47 consiste nel rilancio del settore energetico statunitense mediante la rimozione delle normative sulle emissioni nel settore automobilistico adottate dal Presidente Joe Biden e un aumento delle trivellazioni per incrementare la produzione di energia da fonti fossili. Infine, il candidato repubblicano mira a restringere la possibilità per la Repubblica Popolare Cinese di investire nelle infrastrutture americane, revocando contestualmente a Pechino lo status di “Nazione più favorita”.
Sul fronte dell’istruzione l’Agenda 47 mira a garantire ai genitori di conoscere il materiale scolastico offerto ai loro figli e partecipare all’elezione dei dirigenti scolastici e tagliare i fondi alle scuole che insegnano la Critical Race Theory. Il programma prevede altresì il ripristino della Commissione 1776 per migliorare lo studio della storia americana e la fornitura di trattamenti preferenziali per le scuole che forniscono stage agli studenti. In ultima analisi, la proposta politica del candidato repubblicano vuole garantire la libertà di preghiera nelle strutture scolastiche e garantire la libertà di scelta delle modalità di istruzione consentendo alle famiglie homeschooling di usare conti di tipo 529 per il K-12. La proposta di certo maggiormente controversa sul settore dell’istruzione consiste nella formazione dell’American Academy, un ateneo digitale che rilasci titoli gratuiti e riconosca i crediti di coloro i quali hanno frequentato il college senza conseguire la laurea. Tale istituzione verrebbe finanziata mediante imponenti tassazioni sugli atenei di eccellenza americani.
In relazione agli affari esteri, il tycoon mira in primo luogo a rivedere profondamente la struttura degli apparati della difesa e dei servizi segreti mediante il licenziamento dell’establishment neo-globalista al fine di prevenire la “Terza Guerra Mondiale”. L’Agenda 47 prevede altresì una revisione del ruolo della NATO e la ricostruzione delle forze armate americane. Particolarmente controverso risulta il punto relativo alla negoziazione per la fine della guerra in Ucraina entro 24 ore, per il quale non risulta tuttavia indicata alcuna modalità di realizzazione.
Il fronte dell’informazione risulta uno dei più importanti all’interno dell’agenda del tycoon. In primo luogo, la proposta politica di Donald Trump prevede l’emanazione di un ordine esecutivo volto a proibire la collusione di un Dipartimento, o di un’Agenzia Federale con la censura dell’informazione, nonché il licenziamento di ogni burocrate federale che sia considerato colpevole di censura. In secondo luogo, il candidato repubblicano mira ad ottenere dal Congresso una revisione della Sezione 230 del Telecommunication Act del 1996 e l’imposizione di un periodo di cooling off pari a sette anni prima che qualsiasi dipendente di FBI, CIA, NSA, DNI, DHS e DOD possa essere assunto in una big tech.
Il settore del law enforcement ha rappresentato negli ultimi anni uno dei principali argomenti della propaganda repubblicana. In tal senso, l’Agenda 47 mira ad incrementare gli investimenti per l’assunzione, il mantenimento e la formazione degli ufficiali di polizia, nonché a nominare 100 procuratori distrettuali che non adottino le politiche dei cosiddetti “procuratori di Soros”, in riferimento ad una teoria complottista avente al centro il miliardario di origini ungheresi. Il tycoon introduce la possibilità di impiegare risorse federali quali la Guardia Nazionale nelle città dove si è ravvisato un completo crollo del law and order. In ultima analisi, Donald Trump mira ad imporre un embargo navale completo sui cartelli della droga e la designazione di queste ultime come organizzazioni terroristiche.

Il settore dell’immigrazione ha rappresentato uno dei tradizionali cavalli di battaglia del miliardario newyorkese, il quale sin dal 2016 ha fatto di un maggiore controllo di tale fenomeno, in particolare nella forma dell’immigrazione clandestina, uno dei suoi principali strumenti di propaganda. Nello specifico, l’Agenda 47 prevede la firma di un ordine esecutivo volto porre fine al turismo delle nascite mediante un Ordine Esecutivo volto a chiarire alle agenzie federali che il significato del XIV Emendamento della Costituzione Americana estenda la cittadinanza solo a coloro i quali sono effettivamente soggetti alla giurisdizione statunitense. In secondo luogo, il tycoon mira a privare gli immigrati clandestini dei benefici dell’edilizia popolare e il divieto di distribuzione a questi ultimi di sussidi sociali.
In relazione alla sanità e alla sicurezza sociale, il programma politico del tycoon risulta volto a tagliare i programmi di gender care per i militari, nonché i fondi per il cambiamento climatico, al fine di evitare possibili tagli alla previdenza sociale. In secondo luogo, essa prevede il ripristino del divieto per i datori di lavoro di investire fondi 401K negli investimenti ESG. In ultima analisi, l’istituzione di una commissione indipendente volta ad indagare le cause della crescita di malattie croniche.
I settori delle infrastrutture e della sicurezza nazionale contengono due delle proposte maggiormente controverse dell’Agenda 47. Sotto il primo aspetto, il candidato repubblicano mira a bandire un concorso per costruire 10 “Freedom Cities” volte a creare numerosi posti di lavoro e a favorire l’innovazione. In particolare, queste ultime dovrebbero garantire uno sviluppo del settore dei trasporti mediante lo sviluppo di veicoli a decollo e atterraggio verticale. Il tycoon mira, inoltre, a chiedere sussidi alle nascite per incoraggiare un nuovo baby boom. In relazione al secondo aspetto, l’Agenda 47 prevede la formazione di un Iron Dome americano che funga da scudo per il territorio nazionale.
Le reazioni
Le proposte costituenti l’Agenda 47 hanno suscitato forti critiche da parte di numerosi esperti e siti di informazione. In particolare, molti hanno fatto notare l’elevato grado di simmetria tra le proposte contenute al suo interno e il Project 2025, l’iniziativa politica portata avanti da diversi think tank statunitensi, in particolare dalla Heritage Foundation, volta a riformare profondamente il governo federale. Numerosi esperti che hanno contribuito alla stesura del Project 2025 hanno infatti lavorato all’interno dell’Amministrazione Trump, al contempo le due realtà intrattengono profondi contatti. Inizialmente diversi esponenti della campagna elettorale del tycoon hanno indicato come le due proposte si allineassero piuttosto bene su diversi temi. Tuttavia, a partire dalla fine del 2023 il costante accostamento tra l’Agenda 47 e il Project 2025 ha provocato una profonda insofferenza nella campagna elettorale del tycoon. Tale processo è recentemente culminato in un vero e proprio attacco sferrato da Donald Trump all’iniziativa portata avanti dalla Heritage, nel quale ha definito diverse proposte facenti parte del Project 2025 come “ridicole”. Al contempo, il sito della campagna elettorale di Trump ha nascosto i video relativi alle proposte dell’Agenda 47 eliminando dalla propria interfaccia la possibilità di navigare verso di essi, probabilmente al fine di celare la simmetria tra le due iniziative politiche.
In generale, gli aspetti maggiormente criticati dell’Agenda 47 sono risultati essere la forte espansione dei poteri dell’esecutivo, le conseguenze economiche derivanti dall’implementazione di alcune proposte, nonché la loro fattibilità. In relazione al primo aspetto, un forte aumento dei poteri presidenziali avrebbe come effetto il progressivo venir meno del meccanismo di pesi e contrappesi che ha storicamente caratterizzato il sistema istituzionale statunitense. Ciò risulterebbe prodromico ad una possibile regressione democratica, processo che negli ultimi anni ha visto coinvolte diverse nazioni in tutto il mondo. Al contempo, ciò determinerebbe maggiori difficoltà nel perseguire comportamenti scorretti operati dalla Presidenza. Non sorprende infatti come il tycoon risulti intenzionato a riformare profondamente la corte FISA, la quale durante il suo mandato ha svolto un ruolo chiave nelle indagini relative al Russiagate, rilasciando mandati di sorveglianza a danno di personalità a lui vicine.
In secondo luogo, l’agenda del candidato repubblicano pare piuttosto contraddittoria, priva di coerenza, nonché costellata di numerose proposte di difficile realizzazione. L’idea di costruire 10 Freedom Cities dove gli abitanti potranno spostarsi mediante automobili volanti pare, infatti, piuttosto costosa e difficilmente implementabile, al pari della costruzione di un Iron Dome americano, i cui enormi costi risulterebbero pari alla sua dubbia utilità. Al contempo, la proposta di istituire tariffe di base universali sui beni importati determinerebbe quasi sicuramente un aumento dei prezzi dei beni negli Stati Uniti, con conseguente incremento dell’inflazione, possibilità già paventata da diversi economisti. La prima campagna elettorale di Donald Trump è stata segnata da un carattere fortemente anticonvenzionale e politicamente scorretto.
Tuttavia, il tycoon pur rappresentando certamente un forte cambiamento politico non risultava intenzionato ad adottare una massiccia riorganizzazione del governo federale. Le elezioni del 2016 hanno rappresentato la naturale conseguenza di un processo di polarizzazione in corso dai primi anni Duemila, risultato uno scontro tra due differenti concezioni degli Stati Uniti. Otto anni dopo, di fronte ad una persistente polarizzazione, le presenti elezioni non riguarderanno solo lo scontro tra due differenti visioni politiche degli Stati Uniti, ma anche tra due differenti concezioni del sistema istituzionale americano.

