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HomeLe Nostre Pubblicazioni

Le Nostre Pubblicazioni

Renderli simili o inoffensivi. L’ordine liberale, gli Stati Uniti e il dilemma della democrazia

G. Natalizia - Carocci, Roma, 2021

Qual è il rapporto tra la crisi dell’ordine liberale e l’arretramento della democrazia nel mondo? La domanda è tornata attuale a causa della torsione strategica avvenuta nella politica estera americana dell’ultimo decennio e della contemporanea ascesa internazionale di potenze autoritarie come la Repubblica Popolare Cinese e la Federazione Russa. Partendo da una riflessione teorica sull’influenza degli ordini esterni su quelli interni degli Stati, il volume investiga le cause che inducono una potenza egemone a oscillare tra due politiche alternative ma entrambe rivolte alla preservazione dello status quo internazionale. La prima – di medio-lungo termine – punta a rendere gli Stati secondari “simili”, ovvero a far adottare loro un regime modellato a immagine e somiglianza di quello dell’egemone. La seconda – di breve termine – punta a renderli “inoffensivi”, ovvero meramente allineati con l’egemone o quanto meno neutrali rispetto ai suoi interessi strategici. L’indagine empirica affronta così in chiave comparata la risposta che gli Stati Uniti hanno offerto al “dilemma della democrazia” dal 1945 ai giorni nostri, spiegandola attraverso la presenza – o meno – di minacce esistenziali contro l’ordine liberale.
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Tigri con le ali. La politica di difesa post-maoista e l'arma nucleare

L. Termine - Aracne, Roma, 2021

A partire dalla morte di Mao Zedong nel 1976 la Cina sperimentò una trasformazione epocale. La fazione denghista in ascesa, oltre ad integrare elementi di mercato e di commercio estero nell’economia socialista nazionale, propugnò una “transizione strategica” che in ambito militare comportò il passaggio da una dottrina militare maoista di “guerra popolare” ad una di “guerra popolare in condizioni moderne” e, poi, di “guerra locale”. Il lavoro analizza, pertanto, come questa storica transizione politico-strategica abbia influenzato la politica nucleare di Pechino tra il 1976 e il 1985 e quali siano stati in questo settore gli elementi più importanti di continuità o di discontinuità con il passato maoista.
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Cartografia, arte e potere tra Riforma e Controriforma. Il Palazzo Farnese a Caprarola

A. Ricci - Panini, Modena, 2021

Il volume contestualizza la decorazione di Palazzo Farnese a Caprarola nel contesto sociale, politico e artistico dell’epoca tardo-rinascimentale. Concentrandosi soprattutto sulla stanza del Mappamondo, gli autori ricostruiscono l’uso celebrativo e politico a cui si prestava la raffigurazione artistica, apparentemente neutra e scientifica, del territorio. Articolato in sette capitoli di ampio respiro, questo volume dà al lettore le chiavi di lettura non solo di un monumento straordinario (che per la sua ricchezza è stato spesso utilizzato nel cinema per “interpretare” palazzi vaticani) ma di un intero fenomeno artistico e politico, al quale appartengono altri esempi in Italia e in Europa.
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Transizione ecologica, energetica e lavoro. Problemi ed esperienze

A cura di A. Colombini, C. Colonna, A. Assogna - Edizioni Lavoro, Roma, 2021

La transizione ecologica implica una serie di questioni trasversali che coinvolgono tutti i settori produttivi e dei servizi. Non è un passaggio facile e veloce e ci vuole tempo per raggiungere gli obiettivi, tra cui la riduzione delle emissioni di Co2 del 55% (rispetto a quelle del 1990) entro il 2030 ed emissioni nette pari a zero entro il 2050. Per la Cisl qualsiasi transizione deve porre il lavoro al centro del di- battito, come punto di riferimento e discriminante per le decisioni da adottare. La Cisl in questi anni non è stata a guardare, sia il livello confedera- le sia le federazioni di categoria hanno realizzato molte iniziative per sensibilizzare i propri iscritti e i responsabili ai vari livelli, a cominciare dalle Rsa e Rsu. Spinto da questo diffuso attivismo e per sostenere queste iniziative, il Dipartimento confederale che ha la delega ai temi dello sviluppo soste- nibile, ambiente ed energia ha realizzato questa pubblicazione – frutto di una collaborazione tra persone provenienti da esperienze e ruoli di- versi – che offre un primo quadro generale delle questioni che si inter- secano con la transizione ecologica, a cominciare da quella energetica che rappresenta le maggiori criticità e complessità.
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Tripoli, Italia. La politica di potenza nel Mediterraneo e la crisi dell'ordine internazionale

A cura di A.F. Biagini - Castelvecchi, Roma, 2020

Tradizionalmente il ruolo geopolitico del Mar Mediterraneo è duplice: a volte agisce come elemento di separazione tra Paesi, altre contribuisce all’emergere di una vera e propria osmosi tra sponde opposte. È questo il caso del rapporto tra Italia e Libia, la cui interdipendenza è tornata a essere – anche a chi se ne era per lungo tempo dimenticato – un’evidenza incontrovertibile. Gli effetti del disordine che sconvolge il Paese nordafricano sin dal 2011 si ripercuotono direttamente sulla nostra Penisola. Minacce alla sicurezza, questione dei migranti, corridoi energetici e interessi economici a rischio, diffusione del fenomeno del radicalismo islamico sono solo alcuni dei capitoli in cima all’agenda di Roma. Il tutto a soli dieci anni da quelle Primavere arabe che avevano attirato l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Questo libro, che ospita contributi di storici, politologi e geografi, investiga il rapporto tra Italia e Libia nel lungo periodo, ponendo particolare attenzione ai fattori internazionali che gravano su di esso e che tanto hanno contribuito a delineare lo scenario di uno Stato fallito a pochi chilometri dalla Penisola. Sullo sfondo, l’ipotesi che la crisi dell’ordine nel Mediterraneo non sia che un riflesso della più ampia crisi dell’ordine internazionale a guida americana.
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Geopandemia: Decifrare e rappresentare il caos

S. Santangelo - Castelvecchi, Roma, 2020

Ci muoviamo in un territorio inesplorato, ma tutti abbiamo la percezione, più o meno chiara, che il Covid-19 è il cigno nero che metterà all’angolo quella che Ulrich Beck ha definito la «società del rischio». Oltre alla convinzione diffusa che all’emergenza sanitaria, nei prossimi mesi, si unirà una recessione globale e una nuova definizione dei rapporti di forza a livello mondiale. La sfida geopandemica farà sì che nell’era della post-globalizzazione la conflittualità non si manifesterà solo nella vecchia dimensione spaziale/istituzionale, ma anche attraverso una verticalizzazione delle contrapposizioni all’interno di ogni singola realtà statuale.
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La questione transilvana nel periodo interbellico. Una regione contesa nella documentazione e pubblicistica italiana, internazionale e italiana filo-ungherese

A. Carteny - Carocci, Roma, 2020

Il volume affronta una delle questioni più complesse createsi con il trattato di Trianon. Nel contesto del nuovo sistema di Versailles, infatti, si ha il passaggio dagli Imperi plurinazionali oppressori di nazionalità agli Stati-nazione vessatori di minoranze nazionali: è ciò che succede alla Transilvania, la cui sovranità passa dall’Ungheria dualista alla Grande Romania. Questa pubblicazione è parte integrante dei risultati dell’Unità locale di ricerca dell’Università di Teramo per il progetto Futuro in Ricerca 2010 sulle conseguenze della Grande guerra e sulla documentazione relativa al periodo interbellico. Il contributo alla storia internazionale della questione transilvana offerto dal libro – ora in nuova edizione riveduta ed ampliata – è incentrato sulla presentazione di documentazione e pubblicistica filo-ungherese di vario tipo: pubblicistica transilvana e italiana articolatasi sulla questione in due decenni, documenti militari sulla delimitazione della nuova frontiera, report di viaggio in Transilvania realizzati da organizzazioni ecclesiastiche occidentali.
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Gerussia: L’orizzonte infranto della geopolitica europea a trent’anni dalla caduta del Muro

S. Santangelo - Castelvecchi, Roma, 2019

Il rapporto tra la Germania e la Russia, le due vere potenze europee. Queste pagine ricostruiscono la storia e l’attualità di uno degli snodi politici più importanti del nostro tempo. L’analisi risale alle radici e alle ferite storiche della relazione tra Mosca e Berlino, per arrivare agli sviluppi degli ultimi anni, nel nuovo quadro emerso dalla crisi dell’equilibrio unipolare e dall’affermazione di due forti leadership politiche, quelle di Angela Merkel e di Vladimir Putin. Dalle immagini drammatiche degli stermini e delle macerie fumanti di Stalingrado e di Berlino fino agli odierni intrecci politici, economici e culturali tra russi e tedeschi, Gerussia disegna una scacchiera viva, fatta di calcoli, interessi e strategie, da cui dipenderà in larga misura il futuro dell’Europa.
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La Russia e l’Occidente. Dinamiche politiche a cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre

A cura di G. Natalizia - Vita e Pensiero, Milano, 2019

La Russia e gli Stati del mondo occidentale sono inesorabilmente destinati alla competizione? A distanza di un secolo dalla Rivoluzione d’Ottobre, il presente volume si interroga sulle relazioni tra attori i cui interessi strategici sono spesso rappresentati come inconciliabili. Parlarne non significa schierarsi automaticamente nel campo di quanti oggi considerano la Federazione Russa come una potenza esterna all’Occidente, ma partire dalla consapevolezza che esistono condizioni strutturali e agenti che spingono in tal senso. Per fornire un contributo originale al dibattito, gli autori di questo libro hanno scelto di non attribuire al tempo presente un carattere eccezionale, ma di considerarlo assumendo una prospettiva di lungo periodo. Similmente, alle personalità dei singoli non è stata attribuita una responsabilità assoluta per il corso degli eventi, come se queste fossero state da sole in grado di deviare con una sterzata le sorti della storia. Al contrario, si è cercato di interpretare le relazioni tra la Russia e gli Stati occidentali nell’ultimo secolo facendone emergere gli elementi di continuità e quelli di discontinuità in relazione ai mutamenti sistemici che hanno preso forma nella dimensione internazionale.
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Il ritorno della geopolitica. Regioni e instabilità dal Mar Nero al Mar Caspio

G. Natalizia, M. Valigi, C. Frappi - Epoké, Novi Ligure, 2018

Qual è il peso della geografia sulle dinamiche politiche globali? Lo spazio fisico e i vincoli che esso pone sono ancora così rilevanti in un’epoca in cui si parla sempre più di cybersecurity e big data? Dopo la fine della Guerra fredda alcuni analisti avevano prefigurato la progressiva dematerializzazione delle relazioni internazionali, l’allentamento della competizione tra Stati e la loro inevitabile integrazione attraverso le Organizzazioni internazionali. Sin dal principio del XXI secolo, al contrario, la prossimità territoriale, le sfide regionali all’ordine unipolare e la crisi di numerosi strumenti di governo multilaterali hanno riportato al centro dell’agenda politica la dimensione locale delle dinamiche di sicurezza. Tale processo appare oltremodo evidente nello Spazio post-sovietico. Il ritorno della geopolitica. Regioni e instabilità dal Mar Nero al Mar Caspio si inserisce nel solco del rinato interesse verso quest’area e si serve del Caucaso meridionale come di un “laboratorio” attraverso il quale verificare empiricamente l’assunto generale da cui il volume prende le mosse: il dato territoriale continua a restare centrale nella comprensione delle cause e delle modalità della lotta per il potere nell’arena internazionale.
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La geografia dell'incertezza. Crisi di un modello e della sua rappresentazione in età moderna

A. Ricci - Exorma, Roma, 2018

L'attuale instabilità della finanza, le oscillazioni dei mercati e gli squilibri politici internazionali hanno la loro più profonda matrice in un preciso momento storico: l'avvio dell'età moderna, con le grandi scoperte geografiche e la crisi di riferimenti che colpì l'uomo europeo. L'incertezza è un tassello fondamentale della globalizzazione e deriva da un processo di lungo periodo, che ebbe inizio con l'apertura delle rotte trans-oceaniche, con l'approdo su nuove terre e con la crisi del sistema medievale. In quel momento storico si registrarono enormi progressi scientifici, si arrivò a una sempre maggiore certezza della rappresentazione cartografica e della conoscenza del mondo, ma si persero le chiavi per interpretare il mondo e le sue trasformazioni, a partire da dinamiche geografiche. Questo libro intende leggere il fenomeno della globalizzazione attraverso la lente dell'incertezza geografica, che si determinò nel declino delle strutture e delle certezze medievali a causa dell'affermazione di una "forma mentis" globale e che, nell'idea di crisi generalizzata odierna, si riscontra oggi nelle dinamiche geopolitiche, economiche e sociali della post modernità.
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Il collasso di un impero. Lezioni per la Russia contemporanea

Y. Gaidar (a cura di G. Natalizia e A. Giannotti) - Nuova Cultura, Roma, 2017

Nella Russia contemporanea si registra una crescente nostalgia per il periodo sovietico. Molti russi rimpiangono l'URSS come superpotenza e il rispetto internazionale che la circondava, imputando la sua scomparsa tanto ai nemici esterni quanto agli errori della sua classe politica. In un discorso alla Duma, il presidente Vladimir Putin ha definito il crollo dell'Unione Sovietica come la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo. Ne Il collasso di un impero. Lezioni per la Russia contemporanea, tuttavia, il grande riformatore ed ex primo ministro Egor Gaidar presenta il carattere controverso di queste interpretazioni e i pericoli che vi si annidano dietro.
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Il Caucaso meridionale. Processi politici e attori di un’area strategica

A cura di G. Natalizia - Aracne, Roma, 2016

Il gioco di potenza nel Caucaso meridionale rappresenta uno dei principali rompicapi geopolitici del sistema internazionale sorto alla fine Guerra fredda. All'indomani dell'implosione dell'URSS l'area è stata riscoperta per il suo tradizionale valore strategico, costituendo il punto di raccordo tra Spazio post-sovietico, Europa e Medio Oriente. Per tale ragione le crisi che hanno colpito Armenia, Azerbaigian e Georgia sono state seguite da una rapida internazionalizzazione, che ha contributo a impedirne la risoluzione. Il Caucaso meridionale è così tornato a rappresentare uno dei principali teatri di confronto tra Stati Uniti e Russia, al cui interno si sono innestate anche le ambizioni di Turchia e Iran. Pertanto, nel lavoro di ricostruzione dei processi politici e dei rapporti di potere tra gli attori che operano nell'area, l'approccio adottato dal gruppo di ricerca coordinato da Gabriele Natalizia è coinciso con il superamento della tradizionale distinzione esterno/interno.
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