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06/12/2024
Libri

Le leggi del regno eremita. Come si governa la Corea del Nord

di Redazione Geopolitica.info

È stato pubblicato l’ultimo libro del diplomatico Federico Lorenzo Ramaioli, edito da Mimesis e intitolato "Le leggi del regno eremita. Come si governa la Corea del Nord", che, come indicato nel titolo, intende gettare nuova luce su uno dei “regni” più proibiti e misteriosi del mondo.

È stato pubblicato l’ultimo libro del diplomatico Federico Lorenzo Ramaioli, edito da Mimesis e intitolato “Le leggi del regno eremita. Come si governa la Corea del Nord”, che, come indicato nel titolo, intende gettare nuova luce su uno dei “regni” più proibiti e misteriosi del mondo.

Spesso, nella comunicazione massmediale, la Corea del Nord, ufficialmente Repubblica Popolare Democratica di Corea, è un Paese circondati dal mistero, da un’aura sinistra e indecifrabile che racconta di totalitarismo, di repressione del dissenso, e di tentativi di fuga al di là dell’ermetico confine del trentottesimo parallelo. Ma è chiaramente molto più di questo, essendo un Paese segnato dal dramma della divisione e che con i vicini del Sud condivide il retaggio di una storia millenaria, che tuttavia rielabora e ristruttura in maniera del tutto differente. 

Da questo punto di vista, mancava ancora, almeno in Italia, un libro che si ponesse l’obiettivo di esplorare il mondo della Corea del Nord dal proprio interno, partendo dagli scritti e dai discorsi dei leader, dalle costituzioni e dagli statuti del partito, per cercare di gettare nuova luce su come la Corea del Nord pensa a sé stessa, sulle sue aspirazioni e sulle sue aspettative sulla realtà. Un lavoro, soprattutto, che cerchi di contestualizzare culturalmente il mondo peculiarissimo del regime di Pyongyang, con i suoi riti e le sue liturgie, con le sue dinamiche complesse e le sue consuetudini che, ad una prima analisi, rischiano di rimanere del tutto incomprensibili allo spettatore occidentale. 

Il libro di Ramaioli cerca per l’appunto di rispondere a queste domande, e può essere considerato come un’opera innovativa, che offre un’analisi dettagliata e critica della struttura politica e sociale della Corea del Nord. L’autore guida infatti il lettore attraverso la complessa rete di ideologie, pratiche e dinamiche di potere che caratterizzano il regime di Pyongyang, che continua ad essere uno dei più isolati e meno conosciuti del mondo. Un “regno eremita” appunto, che questo testo si sforza di far conoscere più in dettaglio, analizzandone non solo le strutture istituzionali e di potere, ma andando anche ad esplorare i profondi retaggi culturali che, nel corso della sua storia, hanno plasmato le dinamiche della dinastia dei Kim. 

“Le leggi del regno eremita” si rivela un’opera indispensabile per chiunque desideri approfondire la conoscenza della Corea del Nord e del suo regime. Non solo fornisce una panoramica dettagliata delle dinamiche di potere, ma invita anche a riflettere sulle implicazioni umane e sociali di una realtà tanto complessa. È un libro che stimola la curiosità e la riflessione, rendendolo un contributo significativo nel campo degli studi nordcoreani e della politica internazionale.

Il libro è suddiviso in capitoli tematici che esplorano vari aspetti del governo nordcoreano, dalla leadership dinastica alla propaganda, dalla gestione dell’economia alla pervasiva e peculiarissima ideologia nazionale dell’autosufficienza che prende il nome di Juche

Come spiega Ramaioli, Juche è un concetto centrale per comprendere il mondo misterioso della Corea del Nord, un concetto che si evolve insieme al sistema politico, e che racchiude in sé le chiavi di lettura di questo regno precluso al mondo. Si tratta di un concetto pressoché intraducibile, che viene spiegato nel testo, e che è incardinato sull’idea dell’autosufficienza, del bastare a sé stessi, proprio come il regime di Pyongyang ritiene di non aver bisogno del mondo esterno, al di fuori dei suoi impermeabili confini. Si tratta in qualche modo anche del pensiero del leader, di quell’ineffabile suryeong che rappresenta, in ultima analisi, non soltanto un capo carismatico inteso all’occidentale, quanto piuttosto un ponte tra cielo e terra e tra il mondo visibile e quello invisibile. 

Uno dei punti di maggior interesse del libro è infatti proprio l’analisi della figura di Kim Il-sung e dei suoi successori. L’autore esamina non solo le loro strategie di consolidamento del potere, ma anche come la loro immagine pubblica sia costruita e sostenuta attraverso una macchina propagandistica efficiente, mettendo in luce l’importanza del culto della personalità e come questo influisca sulla psicologia collettiva del popolo nordcoreano. La figura del leader è infatti il fulcro della vita del Paese e dei suoi cittadini, perennemente al centro della scena pubblica, dai giornali alle immense statue di bronzo, ai manifesti propagandistici alle parate militari che ne portano le effigi in trionfo. Come si spiega nel testo, Kim Il-sung non è infatti soltanto un capo politico, ma è anche il “leader paterno”, una figura patriarcale che intesse relazioni di tipo familiare con il suo popolo, riprendendo quelle antiche dinamiche della “famiglia-nazione” proprie dell’antica Cina, e preesistenti allo Stato moderno. 

Il percorso evolutivo del sistema politico e del contesto culturale della Corea del Nord, come spiega Ramaioli, è infatti un percorso di graduale de-occidentalizzazione, e di lenta ma progressiva ripresa di stilemi, dogmi, liturgie e credenze di tipo ancestrale, che vanno dal mondo confuciano ai miti dello sciamanesimo autoctono. Una de-occidentalizzazione che, più o meno implicitamente, si pone come obiettivo quello di emanciparsi da letture del mondo che non vengono più giudicate sufficienti per comprendere e spiegare le dinamiche sociali e politiche del regno eremita, a partire proprio dal comunismo, con cui il mondo della Corea Juche instaura da subito un rapporto ambiguo. 

Se inizialmente Kim Il-sung viene a posto a capo di una Repubblica sovietica, che mutua il proprio sistema politico e giuridico in larga misura da Mosca, con gli anni la leadership di Pyongyang inizia a rendersi conto che la dialettica marxista e il socialismo reale non sono più sufficienti a spiegare la società a Nord del trentottesimo parallelo, a fornirle una nuova chiave di lettura e della realtà e a definire i suoi obiettivi strategici e i suoi ideali assoluti. Juche passa quindi dall’essere una interpretazione creativa del Marxismo ad essere una ideologica sé stante, fino ad essere assorbita dal pensiero onnisciente dei leader

Gli stessi leader, nella riscoperta di un passato ancestrale confuciano, passano gradualmente dall’essere Premier e Presidenti della Repubblica di ordinamenti socialisti ad essere i nuovi Figli del Cielo, recuperando l’antico concetto dell’Impero Celeste e del culto degli antenati. Kim Il-sung passa dall’essere un padre della classe operaia in chiave comunista all’essere il “leader eterno”, che anche dopo la morte continua ad assicurare la propria benevolenza verso il popolo coreano. La sua discendenza, fino all’attuale leader Kim Jong-un, passano dall’essere una oligarchia socialista all’essere la “stirpe del monte Baekdu”, recuperando le antiche leggende dello sciamanesimo coreano: proprio sul monte Baekdu il leggendario Re Dangun, discendente del Cielo, aveva dato origine al mitigo regno di Gojoseon, proprio come secoli dopo Kim Il-sung avrebbe rifondato la nazione. 

Si tratta di un processo di allontanamento da qualsiasi retaggio occidentale o comunque straniero, compreso quello comunista e marxista, per riscoprire le proprie radici ancestrali, reinterpretandole ed adattandole per dare forma ad un mondo unico e distopico nel suo radicalismo. Ci si potrebbe chiedere, a questo punto, come una Repubblica di tipo sovietico si sia trasformata, in pochi decenni, in una sorta di monarchia confuciana con elementi di credenze fideistiche antichissime, dal mandato celeste al culto degli antenati. Il libro di Ramaioli si sforza di rispondere proprio a questa domanda, analizzando il complesso mondo nordcoreano da una molteplicità di punti di vista, da quello politico a quello economico, da quello culturale a quello storico.

In tal modo, questioni oggi ritenute di assoluta attualità come le possibilità di riunificazione con il Sud, la politica estera e militare di Pyongyang, i programmi nucleari, possono essere analizzati sotto una nuova luce, e con una diversa consapevolezza. Perché, come osserva Ramaioli, per comprendere il mondo della Corea del Nord è necessario comprenderne non solo la storia e le origini, ma anche i desideri e le aspirazioni, ed è soprattutto necessario capire come la Corea del Nord pensa a sé stessa. Solo in questo modo sarà possibile cercare di capire non solo da dove viene, ma anche dove è diretto il “regno eremita”, in un contesto geopolitico sempre più complesso ed in costante evoluzione.  

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