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16/10/2024
Cyber e Tech, Interviste

Mafia e Cyberspazio. Intervista al Prof. Antonio Nicaso – Parte I

di Gianpaolo Plini

Le organizzazioni mafiose sono note per la loro capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. In un'epoca caratterizzata da una profonda digitalizzazione, esse stanno assumendo forme di ibridazione utili a sfruttare le tecnologie al fine di rimanere all'avanguardia. Oltre a sfruttare i social media per la promozione e comunicazione, impiegando strategie di manipolazione dell'opinione pubblica per consolidare il loro potere, le mafie - in particolare la ‘Ndrangheta -stanno anche ampliando il loro raggio d'azione. Di questa pervasiva presenza delle mafie ne abbiamo parlato con Antonio Nicaso, docente universitario e uno dei massimi esperti a livello internazionale dei fenomeni mafiosi, che con il Procuratore Capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, ha pubblicato sul tema il libro “Il Grifone”.

Le organizzazioni mafiose sono note per la loro capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. In un’epoca caratterizzata da una profonda digitalizzazione, esse stanno assumendo forme di ibridazione utili a sfruttare le tecnologie al fine di rimanere all’avanguardia. Oltre a sfruttare i social media per la promozione e comunicazione, impiegando strategie di manipolazione dell’opinione pubblica per consolidare il loro potere, le mafie – in particolare la ‘Ndrangheta -stanno anche ampliando il loro raggio d’azione. Di questa pervasiva presenza delle mafie ne abbiamo parlato con Antonio Nicaso, docente universitario e uno dei massimi esperti a livello internazionale dei fenomeni mafiosi, che con il Procuratore Capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, ha pubblicato sul tema il libro “Il Grifone”.

  1. I rapporti annuali del Clusit e della DIA dimostrano come le mafie utilizzino il cyberspazio per attività come il riciclaggio di denaro tramite criptovalute e attacchi informatici mirati, aumentando così il loro controllo sui settori economici chiave. Le mafie sono ormai protagoniste di attacchi sofisticati, utilizzando il dark web per estorsioni e traffici illeciti, confermando un trend in costante crescita, come evidenziato anche dagli ultimi dati della Polizia Postale. Professore, per comprendere appieno l’operato delle mafie nel dominio digitale, potrebbe chiarire come si interseca il loro modus operandi con la criminalità economica? E quali strumenti le mafie stanno già adottando per sfruttare lo spazio cibernetico a loro vantaggio?

La presenza delle mafie nel dominio digitale si intreccia con la criminalità economica attraverso attività come il riciclaggio di denaro, le frodi finanziarie e l’infiltrazione nelle imprese legali. Nel cyberspazio, le mafie possono sfruttare tecnologie avanzate per movimentare fondi illeciti e condurre operazioni economiche su scala globale. Strumenti come le criptovalute, utilizzate per nascondere i flussi di denaro, e il dark web, dove si svolgono traffici di droga, armi e metadati, possono costituire ulteriori fondi di ricchezza per le organizzazioni criminali. Anche se non esistono ancora molti riscontri investigativi, è possibile ipotizzare l’utilizzo da parte di alcuni clan mafiosi di strumenti come gli attacchi ransomware e DDoS per estorcere denaro, oltre a utilizzare attacchi phishing e tecniche di ingegneria sociale per ottenere informazioni sensibili e compromettere sistemi aziendali. Queste tecnologie consentono alle mafie di ampliare la loro portata, rendendo il contrasto alle loro operazioni economiche più difficile, ma al contempo spingendo le autorità a sviluppare contromisure sempre più avanzate. Già nel 2020, la DIA evidenziava l’interesse delle mafie verso il mondo del cybercrime nonché rispetto alle opportunità offerte dal dark web. Alcune indagini hanno messo in evidenza le possibilità facilitate dalla tecnologia in relazione a settori specifici e ben delimitati quali, per esempio, il gioco d’azzardo e le scommesse online, che consentono guadagni ingenti, riciclaggio di denaro e rischi contenuti.

  1. Nel contesto attuale, dove la cyber security deve considerare anche i rischi geopolitici, quale ruolo giocano le mafie? Come si inseriscono in questo complesso scenario?

In un mondo sempre più digitalizzato, le mafie diventano più ibride, in bilico tra realtà analogica e virtualità digitale. La tecnologia è diventata un ambiente da abitare, una dimensione della mente umana, un mondo che si intreccia con quello reale, capace di rideterminare la costruzione dell’identità e delle relazioni. Le mafie, storicamente abili nel trarre vantaggio dalle crisi economiche e politiche, potrebbero sfruttare i loro canali consolidati di contrabbando per fornire merci strategiche, come petrolio, armamenti o tecnologie, a paesi soggetti a sanzioni economiche. Queste operazioni vengono spesso condotte attraverso reti clandestine ben organizzate, con l’uso di intermediari e società di copertura che operano a livello globale. Il ricorso a piattaforme digitali e transazioni crittografate aumenta ulteriormente la capacità delle organizzazioni criminali di gestire queste operazioni senza lasciare tracce evidenti.

In altre parole, i clan mafiosi più ricchi e potenti potrebbero agire come broker del mercato nero per l’approvvigionamento di beni tecnologici o militari. Le difficoltà economiche delle popolazioni colpite, la carenza di beni di prima necessità e la debolezza delle istituzioni locali creano le condizioni ideali per la crescita del mercato nero e per l’infiltrazione delle organizzazioni mafiose. Queste ultime possono offrire “servizi” a cittadini e imprese locali, consolidando così il loro potere economico e sociale.

  1. Con l’aumento delle attività delle mafie a livello internazionale e nel cyberspazio, quale tipo di legislazione sarebbe necessaria per contrastare efficacemente questi fenomeni transnazionali?

Per contrastare efficacemente le attività mafiose a livello internazionale e nel cyberspazio, è necessaria una legislazione che combini diversi approcci giuridici e tecnologici. Un quadro normativo efficace dovrebbe innanzitutto promuovere una cooperazione internazionale rafforzata, garantendo che le leggi siano armonizzate tra i diversi paesi per evitare che le mafie sfruttino le discrepanze legali tra le varie giurisdizioni. Questo richiede accordi internazionali vincolanti che facilitino la condivisione di informazioni tra governi, polizie e agenzie di sicurezza informatica. In secondo luogo, servono leggi che regolamentino l’uso delle criptovalute e richiedano alle piattaforme di scambio un monitoraggio rigoroso attraverso politiche di “Know Your Customer” (KYC) e anti-riciclaggio (AML), obbligando gli operatori a garantire la tracciabilità delle transazioni. Anche l’introduzione di sanzioni più severe per i reati cibernetici e per le attività mafiose, compresi i crimini economici come il riciclaggio di denaro e le frodi finanziarie, sarebbe cruciale. Inoltre, è necessario un maggiore investimento nella cybersecurity e nello sviluppo di strumenti tecnologici che permettano di identificare e neutralizzare le minacce digitali, come attacchi ransomware, phishing e infiltrazioni nei sistemi aziendali. A livello legislativo, le aziende dovrebbero essere obbligate a rispettare standard di sicurezza cibernetica più elevati, con pene severe in caso di negligenza. Infine, servono leggi che facilitino la sorveglianza e il controllo del dark web, consentendo alle forze dell’ordine di agire più rapidamente contro i mercati illegali online e le reti di traffico criminale.

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