La missione del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, a Riad evidenzia una fase di progressivo rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Italia e Arabia Saudita. Quest’ultime sono state elevate a partenariato strategico, lo scorso gennaio, in occasione della visita del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’iniziativa risponde alla convergenza di interessi tra i due Paesi: da un lato, l’Italia mira a rafforzare la propria presenza economica e industriale in un mercato in rapida trasformazione; dall’altro, l’Arabia Saudita ricerca partner tecnologici e infrastrutturali funzionali all’attuazione della Vision 2030. In questo quadro di cooperazione si inseriscono il rilancio del corridoio India-Medio Oriente-Europa (IMEC), cui Roma attribuisce un ruolo strategico per la sicurezza energetica e la connettività, oltre alle crescenti esigenze di stabilizzazione del Mediterraneo allargato.
Il Golfo come nuovo baricentro della diplomazia economica italiana
Lo scorso 24 novembre, il Ministro Tajani è giunto nella capitale saudita per una visita ufficiale di due giorni, che riflette la crescente volontà della diplomazia italiana di assumere un ruolo di primo piano, in un’area geostrategica, sempre più rilevante per gli equilibri di potere globali. L’elemento centrale del viaggio è stata la partecipazione assieme al Ministro degli Investimenti saudita Khalid bin Abdulaziz Al Falih al Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita, che riunisce oltre 950 imprese, di cui 480 aziende italiane, e che funge da piattaforma per la definizione di accordi settoriali e per l’ampliamento delle catene di valore condivise. In effetti, per l’occasione sono state firmate numerose intese commerciali, dall’energia alle infrastrutture, a conferma della crescente interdipendenza economica tra i due Paesi e della volontà saudita di diversificare i propri partner al di fuori dei tradizionali interlocutori come gli Stati Uniti, Francia, Regno Unito o Paesi asiatici. Parallelamente, è stata inaugurata l’anteprima del Salone del Mobile di Milano, previsto a Riad nel 2026 e che indica l’estensione della relazione a settori considerati strategici come la cultura e il design, principali pilastri del saper fare italiano, in un’ottica di accresciuto soft power e di attrazione di investimenti. Il viaggio è culminato con due eventi significativi che contribuiscono a rafforzare il posizionamento italiano nei grandi progetti sauditi: la visita al cantiere di Diriyah, dove la società italiana Webuild è impegnata in uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi della Vision 2030 e con la cerimonia di apertura di un ufficio Simest. Il viaggio conferma la volontà di Roma di posizionare le imprese italiane all’interno dei principali assi di Vision 2030, il vasto programma di diversificazione economica lanciato da Riad, intento ridisegnare la geografia economia del Paese, da un’economia dipendente dagli idrocarburi ad una “post-oil”. Durante gli incontri con il Ministro degli Esteri Faisal bin Farhan e con i responsabili dei dicasteri economici sauditi, Tajani ha evidenziato la complementarità tra le priorità saudite, infrastrutture, energia rinnovabile, idrogeno verde, smart cities, turismo e cultura e i settori di eccellenza italiani. Il Regno assume una crescente rilevanza nella diplomazia economica italiana, stando ai dati forniti della Farnesina, l’Arabia Saudita è il secondo mercato di sbocco delle esportazioni italiane nell’area Medio-Oriente-Nordafrica. Negli ultimi cinque anni, l’interscambio commerciale tra Italia e Arabia Saudita ha registrato un forte incremento (+67%), fino a raggiungere un valore di oltre 10 miliardi di euro nel 2024. Dal 2022 l’export italiano è aumentato di quasi il 20% su base annua (+27,9% solo nel 2024). A margine del Forum Imprenditoriale Italia-Arabia Saudita, il Ministro Tajani ha sottolineato che l’obiettivo è quello di raggiungere i 700 miliardi di esportazioni entro la fine del 2027.
IMEC: fulcro della nuova architettura strategica tra Italia e Arabia Saudita
Nel contesto del profondo riassetto delle relazioni strategiche tra Italia e Arabia Saudita, assume un ruolo cruciale il rilancio dell’India–Middle East–Europe Economic Corridor (IMEC). Il Ministro Tajani ha evidenziato la disponibilità dell’Italia a cooperare con Riad nell’ambito dell’IMEC, riconoscendo esplicitamente il ruolo che l’Arabia Saudita può esercitare nei progetti di connettività tra Europa e Asia.
In termini infrastrutturali, l’IMEC, presentato durante il G20 New Delhi nel 2023, è articolato in un segmento orientale di collegamento marittimo India-Golfo, una sezione centrale ferroviaria Golfo-Mediterraneo attraverso Giordania e Israele, e un segmento occidentale di raccordo tra i porti del Medio Oriente e l’Europa. Oltre alla significativa riduzione dei tempi di trasporto e alla diversificazione delle rotte commerciali, l’iniziativa include la posa di cavi sottomarini e la realizzazione di gasdotti per l’idrogeno a lungo distanza. Per Riad rappresenta un importante strumento per rafforzare la sua posizione nel mercato internazionale e promuovere un’economia post-oil. Il coinvolgimento italiano nell’IMEC riflette un approccio diplomatico-commerciale volto all’estensione del concetto di «Mediterraneo allargato» a «Indo-Mediterraneo», e rappresenta una opportunità per Roma di consolidare il suo ruolo geopolitico oltre che economico, in particolare come grande hub energetico nel Mediterraneo. La potenziale connessione tra l’ambizioso progetto di infrastrutture e la risoluzione del conflitto israelo-palestinese offrirebbe un quadro di integrazione regionale promosso da interdipendenze economiche e commerciali che potrebbero contribuire alla stabilità del Medio Oriente.
La convergenza strategica italo-saudita per la stabilità regionale
Quest’ultimo aspetto costituisce un rilevante terreno di collaborazione politico-diplomatico tra i due Paesi. In tal senso, in occasione della visita del Ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, a Roma lo scorso agosto, è stato firmato una Dichiarazione Congiunta su Gaza. Inoltre, come affermato dal Ministro Tajani, in un’intervista rilasciata al quotidiano Riyadh Daily, l’Italia ha partecipato attivamente alla Conferenza di Alto Livello per la Risoluzione Pacifica della Questione Palestinese e l’Implementazione della soluzione dei due Stati, convocata da Arabia Saudita e Francia a New York. L’Italia ha reiterato in numerose circostanze il proprio sostegno a una soluzione basata sulla convivenza di due Stati quale presupposto indispensabile per una pace stabile in Medio Oriente. Il Ministro Tajani ha ribadito tale posizione in molteplici incontri con interlocutori sia israeliani sia palestinesi. Allo stesso modo, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha evidenziato l’importanza di affiancare alla ricostruzione un percorso politico parallelo volto alla pace. Dal punto di vista umanitario, l’Italia ha già stanziato oltre 104 milioni di euro di aiuti per la Striscia di Gaza, incluso il programma «Food for Gaza». Tuttavia, come viene riconosciuto, è necessaria una strategia di lungo termine che integri politiche di sviluppo sostenibile, ingenti investimenti infrastrutturali e soluzioni diplomatiche in grado di garantire stabilità alla regione. In questo quadro, l’Italia si trova in una posizione privilegiata per contribuire direttamente alla stabilità in Medio Oriente e assumere un ruolo centrale, grazie alle sue consolidate relazioni transatlantiche, all’apertura verso l’area indo-pacifica, favorita dal legame con il Primo Ministro indiano Narendra Modi, come dimostrato nel recente vertice del G20 in Sudafrica, nonché alle relazioni rinnovate con i Paesi del Golfo, come l’Arabia Saudita e alla storica presenza nel Mediterraneo e nel Levante, che coinvolge sia Israele sia l’Autorità nazionale palestinese.
In conclusione, la missione del Ministro Tajani a Riad non rappresenta una mera visita diplomatica di routine, bensì un tassello di un più ampio disegno strategico italiano, volto a rafforzare la presenza italiana in uno degli attori più dinamici del Golfo. Attraverso una diplomazia economica più strutturata e una cooperazione energetica, culturale e politica sempre più profonda, l’Italia può consolidare il proprio ruolo di riferimento nel Mediterraneo Allargato, contribuendo alla stabilità regionale e valorizzando le proprie eccellenze in un contesto globali in profonda trasformazione.

