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08/01/2025
Difesa, Russia e Spazio Post-sovietico

I missili ATACMS cambieranno le sorti della guerra in Ucraina?

di Francisca Cantarini

La decisione degli Stati Uniti di fornire i missili balistici ATACMS all’Ucraina segna un punto di svolta nel conflitto con la Russia rispetto al passato, aprendo la possibilità di ridisegnare le dinamiche sul campo di battaglia.

La decisione degli Stati Uniti di fornire i missili balistici ATACMS all’Ucraina segna un punto di svolta nel conflitto con la Russia rispetto al passato, aprendo la possibilità di ridisegnare  le dinamiche sul campo di battaglia.

Con l’autorizzazione da parte del presidente Joe Biden, l’Ucraina ha iniziato a utilizzare i missili balistici ATACMS (Army Tactical Missile System) per colpire obiettivi strategici all’interno del territorio russo. Questa mossa rappresenta un cambiamento significativo nella postura degli Stati Uniti, che finora avevano evitato di fornire armi a lungo raggio per il timore di un’escalation. Gli ATACMS consentono all’Ucraina di colpire obiettivi fino a 300 chilometri di distanza con precisione supersonica, offrendo un vantaggio strategico cruciale in un momento in cui la guerra si sta intensificando. Fino ad ora, questi missili erano stati usati esclusivamente per operazioni difensive in territorio ucraino, senza mai essere impiegati per attacchi diretti in territorio russo.

Le caratteristiche tecniche dei missili ATACMS, prodotti da una delle maggiori aziende aerospaziali al mondo, la Lockheed Martin, li rendono particolarmente adatti a colpire obiettivi militari strategici come basi logistiche, depositi di munizioni e centri di comando. Con testate esplosive da 227 chilogrammi e la capacità di trasportare munizioni a grappolo, questi missili letali possono disperdere fino a 100 bombe su un’area mirata, infliggendo danni significativi alle infrastrutture nemiche. Prima di analizzare le ragioni per cui il loro recente utilizzo contro obiettivi al di fuori dei confini ucraini rappresenti un possibile punto di svolta, è utile comprendere il funzionamento di questo complesso sistema.

Sistemi di lancio multiplo e meccanismo di funzionamento

Gli ATACMS rappresentano una risorsa significativa grazie alla compatibilità con piattaforme di lancio avanzate come i sistemi HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System) e MLRS M270 (Multiple Launch Rocket System). La combinazione tra i missili ATACMS e i sistemi HIMARS/MLRS offre una capacità unica di condurre operazioni di precisione a lungo raggio senza compromettere la mobilità e la sicurezza, permettendo di colpire bersagli strategici evitando di essere neutralizzati dal nemico.

Il HIMARS è un sistema di lancio di razzi progettato per operazioni rapide, montato su ruote, leggero e manovrabile in grado di trasportare un singolo pod contenente razzi o missili come gli ATACMS. Un pod, nel contesto dei sistemi di lancio, è un contenitore progettato per trasportare e lanciare razzi o missili. Ogni pod può contenere diverse munizioni, a seconda del tipo di arma caricata. La sua mobilità è garantita da un veicolo adattabile, capace di muoversi agilmente anche in terreni complessi. Il MLRS M270, invece, è un sistema cingolato più pesante, dotato di maggiore capacità di carico, in grado di trasportare due pod contemporaneamente. Questo gli consente di raddoppiare la capacità di fuoco rispetto al HIMARS. Sebbene meno agile, è particolarmente efficace in operazioni di saturazione del territorio.

Questi sistemi vengono trasportati nelle aree operative con aerei strategici e possono diventare operativi in soli quindici minuti dall’atterraggio. Una volta schierati, si spostano fino a 70 chilometri dal fronte, posizionandosi in luoghi sicuri ma abbastanza vicini da raggiungere con precisione i loro obiettivi. Le coordinate dei bersagli, selezionati dal centro di comando grazie a sistemi avanzati di intelligence, vengono trasmesse in tempo reale alle piattaforme. Dopo il lancio, gli HIMARS e i MLRS attuano la strategia “Spara e Muoviti”, spostandosi rapidamente per evitare di essere localizzati e neutralizzati dalle forze nemiche. Questo approccio garantisce non solo la sopravvivenza delle piattaforme e dell’equipaggio, ma anche l’efficacia delle operazioni sul campo.

Un cambio di strategia per gli Stati Uniti?

Secondo Paul Adams, corrispondente diplomatico della BBC, l’utilizzo da parte dell’Ucraina dei missili ATACMS per ottenere il controllo di porzioni di territorio russo potrebbe rappresentare un’importante leva negoziale in vista di eventuali trattative di pace. Questo sviluppo segna un passo rilevante nella dinamica del conflitto, ponendo l’accento sul sostegno militare fornito dall’Occidente a Kyiv. Serhii Kuzan, presidente del Kyiv Centre per la cooperazione e sicurezza, ha sottolineato come l’impiego di questi missili rafforzi le capacità dell’Ucraina di colpire obiettivi militari strategici, contribuendo a consolidare il controllo sui territori contesi. Tale sviluppo dimostra la determinazione di Kyiv nel contrastare le forze russe e nel proteggere i propri interessi territoriali. Nonostante l’impatto significativo a livello tattico, Kuzan avverte che è improbabile che l’uso degli ATACMS da solo possa alterare l’andamento generale della guerra. Pur riconoscendo l’importanza di questa decisione, egli ritiene che essa, per quanto significativa, difficilmente potrà modificare radicalmente l’esito complessivo del conflitto. Tuttavia, questa nuova capacità potrebbe giocare un ruolo cruciale nel definire i termini di un futuro dialogo diplomatico, consolidando la posizione negoziale di Kyiv.

La decisione di fornire gli ATACMS è stata presa in un contesto di crescente pressione geopolitica: la presenza di circa 10.000 soldati nordcoreani nella regione russa di Kursk e l’intensificazione degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine hanno spinto Washington a rafforzare il sostegno militare a Kyiv. Biden ha sottolineato che la fornitura di queste armi rappresenta una risposta proporzionata alle crescenti provocazioni russe e alle esigenze di difesa dell’Ucraina. L’uso di missili a lungo raggi offre a Kyiv l’opportunità di colpire in profondità nel territorio nemico, ampliando significativamente il suo raggio d’azione. Ad esempio, l’attacco ucraino tramite l’utilizzo di sei missili ATACMS contro un deposito di munizioni nella città di Karachev, nella regione russa di Bryansk nella notte tra il 18 e il 19 novembre, a 120 km dal confine, ha dimostrato l’efficacia di questi sistemi.

L’autorizzazione all’utilizzo degli ATACMS potrebbe aprire la strada all’impiego di ulteriori armamenti avanzati, come i missili Storm Shadow (SS) franco-britannici e i missili SCALP, ampliando significativamente le capacità offensive dell’Ucraina. Gli Storm Shadow, già utilizzati con successo dalle forze ucraine, possiedono un raggio d’azione di circa 250 km e sono missili da crociera a lungo raggio progettati per colpire obiettivi fortificati e infrastrutture strategiche critiche. Grazie alla loro elevata capacità di penetrazione, si sono dimostrati particolarmente efficaci contro bersagli come bunker di comando, basi navali, depositi di munizioni e ponti strategici. La combinazione degli Storm Shadow con gli ATACMS consentirebbe a Kyiv di porre nuove e significative sfide alle difese russe.

Secondo Alistair Macdonald, giornalista del Wall Street Journal, gli Storm Shadow sono stati determinanti in una serie di attacchi mirati che hanno inflitto danni significativi alle infrastrutture militari russe, in particolare in Crimea. Macdonald ha evidenziato che il successo più eclatante di questi missili è stato l’attacco al quartier generale della flotta russa del Mar Nero, un’operazione che ha messo in evidenza la capacità dell’Ucraina di colpire obiettivi strategici chiave nonostante le imponenti difese russe. Questo attacco, secondo il giornalista, non solo ha indebolito le capacità operative della flotta russa, ma ha anche inviato un messaggio chiaro sull’evoluzione tecnologica e strategica del supporto militare occidentale a Kyiv.

Disparità di forze e duello strategico

Di fronte a una netta disparità di risorse e numeri rispetto alla Russia, l’Ucraina ha adottato una strategia innovativa per contrastare le forze nemiche. Con un esercito di 900.000 soldati attivi, affiancati da 1,2 milioni di riservisti e 100.000 unità paramilitari, Kyiv si trova a fronteggiare una macchina militare russa ben più grande, composta da 1,23 milioni di soldati attivi, 2 milioni di riservisti e 250.000 unità paramilitari. Per bilanciare questa asimmetria, l’Ucraina ha puntato su operazioni mirate, basate su manovre veloci e tecnologia avanzata. In un’azione nella regione di Kursk, ad esempio, una brigata meccanizzata ucraina composta da carri armati principali, veicoli Bradley e droni FPV ha sorpreso l’esercito russo, distruggendo diversi carri armati T-90, ciascuno dal valore di 4,5 milioni di dollari. Questa tattica, incentrata su incursioni rapide nelle retrovie per interrompere i rinforzi nemici, ha consentito di sfruttare vulnerabilità nell’intelligence russa, portando alla riconquista di oltre 1.000 km² di territorio.

Parallelamente, Kyiv ha intensificato i suoi sforzi per neutralizzare le basi aeree russe, da cui partono bombardieri Sukhoi Su-34 armati con le devastanti bombe plananti FAB-500, guidate dal sistema Glonass. L’introduzione di missili a lungo raggio come gli ATACMS ha rafforzato la capacità dell’Ucraina di colpire in profondità, rendendo obiettivi strategici come queste basi vulnerabili a precise operazioni militari. Questo cambio di strategia, che combina azioni asimmetriche e attacchi mirati, rappresenta la risposta di Kyiv a una guerra dove il successo non si misura solo dalla forza numerica, ma dalla capacità di sfruttare al meglio ogni risorsa disponibile.

Il precedente dell’ATACMS: operazione Iraqi Freedom

I missili ATACMS costituiscono un salto significativo per la guerra in Ucraina, ma è da notare che sono già stati messi alla prova dalla Guerra del Golfo del 1991 in poi, in particolare per le seguenti operazioni: Desert Storm (1991), Enduring Freedom (2001), Odyssey Dawn (2011), e Inherent Resolve (2014-2021). Ci concentreremo di seguito sull’Operazione Iraqi Freedom (OIF), considerata la più emblematica da un punto di vista di impatto operativo, scopo e precisione.

Durante l’Operazione Iraqi Freedom nel 2003, l’impiego degli ATACMS ha messo in evidenza il potenziale di questi missili come una forza moltiplicatrice decisiva nelle operazioni militari moderne. Durante questa campagna, 109 missili ATACMS Block I/IA furono lanciati per neutralizzare le difese aeree nemiche di Baghdad e per sopprimere la capacità di risposta del regime di Saddam Hussein. Questo permise un ampio margine di manovra per le forze aeree della coalizione, facilitando operazioni di precisione ravvicinata.

L’utilizzo degli ATACMS ha anche esposto alcune sfide nell’integrazione di sistemi avanzati in ambienti complessi come quello iracheno. La gestione dello spazio aereo richiedeva un coordinamento preciso tra forze terrestri e aeree, un processo che, pur migliorato rispetto ai conflitti precedenti, rimase limitato da vincoli logistici e dalla disponibilità di risorse. La capacità di de-confliggere lo spazio aereo era fondamentale per evitare scontri non voluti tra aerei e missili, ma rimaneva una sfida, soprattutto quando le operazioni dipendevano fortemente dalla logistica e dalla capacità di gestione del personale.

Questa esperienza ha mostrato l’importanza degli ATACMS come salto tecnologico significativo, ma ha anche evidenziato la necessità di bilanciare le esigenze operative con i limiti logistici. Le lezioni apprese durante l’Operazione Iraqi Freedom sono particolarmente rilevanti per il contesto ucraino, dove la presenza di una contraerea nemica avanzata rende ancora più cruciale il coordinamento e la gestione dello spazio aereo. La potenza della difesa aerea ucraina richiede un approccio ancora più sofisticato e integrato per l’impiego efficace degli ATACMS, mettendo in risalto la necessità di una pianificazione meticolosa per evitare conflitti non necessari e massimizzare l’efficacia operativa.

ATACMS: arma strategica o strumento di pressione?

Nonostante il potenziale strategico degli ATACMS, l’equilibrio delle forze in Ucraina dipenderà da una serie di fattori, inclusa la continuità del sostegno militare occidentale. L’imminente insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca potrebbe rappresentare un punto critico. Durante la campagna elettorale, Trump ha promesso di concludere rapidamente il conflitto, sollevando dubbi sulla futura posizione degli Stati Uniti. Tuttavia, l’attuale decisione di Biden rappresenta un segnale forte di impegno a breve termine, mirato a riequilibrare le forze sul campo e a fornire all’Ucraina una maggiore capacità negoziale. Dunque, l’introduzione degli ATACMS offre all’Ucraina una risorsa preziosa per contrastare l’avanzata russa e colpire in profondità nel territorio nemico. Tuttavia, il loro impatto complessivo dipenderà dalla capacità di Kyiv di integrare efficacemente questi sistemi nella sua strategia militare e dalla volontà politica dell’Occidente di continuare a sostenere il Paese in una guerra sempre più complessa e prolungata.Gli ATACMS potrebbero rappresentare un punto di svolta significativo per l’Ucraina, ma è essenziale comprendere se questi missili siano un semplice strumento di pressione per negoziare un compromesso con la Russia. Potrebbero fungere da minaccia tangibile, ma resta da vedere se l’obiettivo degli Stati Uniti sia davvero quello di utilizzare questi sistemi solo come leva per costringere Mosca a trattare. In un contesto geopolitico così complesso, l’efficacia degli ATACMS dipenderà non solo dalla loro capacità operativa ma anche dalla capacità degli Stati Uniti di evitare che diventino strumenti che indeboliscono ulteriormente le posizioni negoziali ucraine, piuttosto che favorire una risoluzione duratura del conflitto.


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