Evidenza

Dal 2004, il Centro Studi Geopolitica.info contribuisce allo studio delle Relazioni Internazionali e al dibattito sulla politica estera dell'Italia

Chi siamo
10/10/2025
Uncategorized

Il Parlamento italiano commemora i due anni dall’attacco terroristico del 7 ottobre

di Redazione Geopolitica.info

Alla Camera dei Deputati si è tenuta, presso la Sala della Regina, una cerimonia in ricordodell’attacco terroristico perpetrato da Hamas nel territorio israeliano il 7 ottobre 2023. L’iniziativa,organizzata dall’On. Paolo Formentini (Gruppo Camera-Knesset), dal Sen. Lucio Malan (UIP Italia-Israele) e dal Sen. Marco Scurria (Translatantic Friends of Israel) presidenti dei tre Gruppi diAmicizia Italia-Israele, ha riunito rappresentati delle istituzioni ed esponenti delle ComunitàEbraiche per un momento di riflessione e commemorazione. Numerosi e trasversali sono stati gliinterventi, in particolare del Sen. Andrea Orsini, Sen. Mariastella Gelmini, Sen. Maurizio Gasparri,Sen. Ivan Scalfarotto, del vicesegretario di Azione Ettore Rosato, del segretario del Partito LiberalDemocratico Luigi Marattin, del On. Riccardo Molinari, On. Galeazzo Bignami, dell’ambasciatore diIsraele in Italia e San Marino S.E. Jonathan Peled e della presidente dell’Unione delle ComunitàEbraiche Noemi Di Segni.

Alla Camera dei Deputati si è tenuta, presso la Sala della Regina, una cerimonia in ricordo
dell’attacco terroristico perpetrato da Hamas nel territorio israeliano il 7 ottobre 2023. L’iniziativa,
organizzata dall’On. Paolo Formentini (Gruppo Camera-Knesset), dal Sen. Lucio Malan (UIP Italia-
Israele) e dal Sen. Marco Scurria (Translatantic Friends of Israel) presidenti dei tre Gruppi di
Amicizia Italia-Israele, ha riunito rappresentati delle istituzioni ed esponenti delle Comunità
Ebraiche per un momento di riflessione e commemorazione. Numerosi e trasversali sono stati gli
interventi, in particolare del Sen. Andrea Orsini, Sen. Mariastella Gelmini, Sen. Maurizio Gasparri,
Sen. Ivan Scalfarotto, del vicesegretario di Azione Ettore Rosato, del segretario del Partito Liberal
Democratico Luigi Marattin, del On. Riccardo Molinari, On. Galeazzo Bignami, dell’ambasciatore di
Israele in Italia e San Marino S.E. Jonathan Peled e della presidente dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Noemi Di Segni.

L’incontro si è inaugurato con i primi segnali di distensione provenienti dal Medio Oriente, in
seguito all’annuncio del raggiunto accordo a Sharm El-Sheikh tra Israele e Hamas per la prima
fase del piano di cessate il fuoco, il quale prevede entro 72 ore la liberazione dei 20 ostaggi vivi in
cambio di 1.950 prigionieri palestinesi. Unanime la soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa,
con la speranza di una pace stabile e prospera in Medio Oriente, che veda l’Italia protagonista
come sostenuto dal Sen. Paolo Formentini. Inoltre, come evidenziato dal Sen. Lucio Malan si tratta
di un grande passo, frutto della mediazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con
l’importante contributo di Qatar, Egitto, Turchia, oltre al fondamentale aiuto umanitario dell’Italia
che «ha fatto la sua parte portando sollievo alla popolazione di Gaza e facendo tutto quanto nella
sua possibilità per riportare al dialogo concreto e produttivo tra le parti». L’Italia emerge come un
attore fondamentale per la stabilità e lo sviluppo della regione medio-orientale. Come sostenuto da
S.E. Amb. Jonathan Peled «il Parlamento italiano ha dato il proprio sostegno (al piano) in un gesto
di grande responsabilità e coerenza internazionale», auspicando inoltre «che anche l’Italia entri a
far parte del board che gestirà il processo di transizione nella Striscia di Gaza» e individuando
come priorità «il rilancio delle relazioni tra Italia e Israele allo spirito di collaborazione e fiducia
reciproca» in quanto «i due Paesi sono partner naturali, con economie complementari e comuni
interessi a lavorare insieme in progetti quali IMEC, trasformando concretamente il Mediterraneo in
un crocevia di sicurezza, crescita economica e valori condivisi».
Il 7 ottobre 2023 ha rappresentato una pagina buia e una ferita profonda per l’Occidente e dai
numerosi interventi è emersa la necessità di una memoria e di una testimonianza di quanto
accaduto in quei giorni e come ribadito dall’On. Riccardo Molinari «ricordare il 7 ottobre, quindi è
doveroso dal punto di vista umano e dalle vittime per non dimenticare la tragedia».
Inoltre, è stata manifestata una forte preoccupazione per il crescente antisemitismo, come
espresso dalla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Noemi Di Segni «viviamo dentro
alla demonizzazione e all’odio antisemito riemerso, i diritti degli ebrei come minoranza religiosa e
come i cittadini sono compressi, prima fra tutti la vita minacciata anche fisicamente, ma anche il
studio la ricerca, mentre altri principi costituzionali sono sabotanti o asserviti all’odio». Per
contrastare il fenomeno, il Senatore Maurizio Gasparri ha presentato, lo scorso agosto, un disegno
di legge, il numero 1627, per adottare la definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale
per la memoria dell’Olocausto (IHRA) con l’obiettivo di «prevenire e reprimere le (crescenti)
manifestazioni di antisemitismo», in particolare dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023. Sulla
stessa linea d’onda si pone la proposta di legge n. 1575 del Sen. Ivan Scalfarotto, presentata a
luglio e recante il titolo “Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo”.
L’importanza delle istituzioni nel contrasto all’odio è stata al centro dell’intervento della Sen.
Mariastella Gelmini, la quale sottolineato l’urgente necessità di «un processo di dialogo
interreligioso basato sui valori della tolleranza e della coesistenza pacifica per cercare di cambiare
la mentalità, sottolineando i benefici che possono derivare dalla pace credo che su questo dialogo
tutte le religioni, i parlamenti e le istituzioni devono dare il proprio contributo».

In conclusione, i Senatori Andrea Orsini e Lucio Malan hanno richiamato alla necessità di un
processo di pace duraturo che possa garantire al Medio Oriente un futuro di libertà e democrazia e
una politica coraggiosa poiché “la pace richiede coraggio tanto quanto anzi richiede più coraggio
della guerra”.

Gli Autori