
ITAMED studia come l’Italia possa tutelare la propria sicurezza sul fianco meridionale dell’Europa, in una fase in cui tutti e tre i “cerchi concentrici” della sua politica estera (atlantico, europeo e mediterraneo) sono in trasformazione. Il progressivo disimpegno degli Stati Uniti dal ruolo di garanti della sicurezza europea e lo spostamento delle loro priorità strategiche, l’attenzione dell’UE sulla difesa sul fianco orientale dopo l’invasione russa del 2022, le minacce ibride necessitano di una riflessione su come bilanciare, per l’Italia, le esigenze di sicurezza di Est e Sud guardando alle relazioni UE e transatlantiche.
Il Mediterraneo, infatti, non ha mai smesso di essere una fonte di instabilità, tra colpi di Stato nel Sahel, crisi alimentari, conflitti civili, minacce ibride e il nuovo assetto che prende forma in Medio Oriente e nel Mar Rosso.
In questo scenario l’Italia si trova a gestire la propria sicurezza sul fianco sud in una condizione di relativo isolamento, ma anche davanti a un’opportunità: assumere un ruolo più proattivo di leadership. Il progetto si chiede innanzitutto come il rapporto con Washington possa continuare a tutelare gli interessi italiani nel Mediterraneo, e poi come Roma possa riportare il fianco meridionale al centro dell’agenda europea, anche attraverso strumenti come il Patto per il Mediterraneo e il Piano Mattei.
L’obiettivo è di offrire ai decisori politici indicazioni concrete su come impostare le relazioni con Stati Uniti e UE e su quale postura di sicurezza adottare nel Mediterraneo allargato, in coerenza con le alleanze euro-atlantiche.
Realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ai sensi dell’art. 23-bis del D.P.R. n. 18/1967




