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13/03/2026
Cyber e Tech

Transizione energetica tramite IA: tra rivoluzione cinese e rincorsa europea

di Simone Casoni

L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo centrale nella transizione energetica globale. L’Unione europea, attraverso il progetto AI-EFFECT, punta sulla sperimentazione per garantire un’adozione sicura e affidabile dell’IA nei sistemi energetici, mentre la Cina la integra nella pianificazione strategica per ottimizzare reti, rinnovabili e resilienza climatica.

L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo centrale nella transizione energetica globale. L’Unione europea, attraverso il progetto AI-EFFECT, punta sulla sperimentazione per garantire un’adozione sicura e affidabile dell’IA nei sistemi energetici, mentre la Cina la integra nella pianificazione strategica per ottimizzare reti, rinnovabili e resilienza climatica. 

Dalla sua apparizione nel panorama globale, l’intelligenza artificiale (IA) non si è limitata a fornire risposte ai molteplici quesiti degli individui, ma ha progressivamente assunto un ruolo strategico nella gestione e nella risoluzione di questioni di rilievo statale. L’IA, infatti, non solo ha inciso sull’evoluzione delle dottrine militari e sullo sviluppo di software per armamenti, ma ha altresì contribuito in modo significativo ai processi di transizione energetica, favorendo il passaggio verso sistemi più sostenibili, efficienti e flessibili. In tale prospettiva, attori di primo piano quali la Cina e l’Unione europea hanno promosso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle rispettive strategie energetiche, con l’obiettivo di accelerare e ottimizzare le dinamiche di trasformazione del settore.

AI-Effect europeo

A seguito delle principali iniziative avviate in ambito energetico, quali il REPowerEU e il Green Deal europeo, l’Unione europea ha progressivamente avviato una riflessione sistemica riguardo le modalità e le condizioni di integrazione dell’intelligenza artificiale nel settore energetico. In tale prospettiva, l’IA si configura come una leva strategica di particolare rilievo per l’UE, in quanto potenzialmente idonea ad automatizzare processi complessi, incrementare la capacità di elaborazione dei dati e incidere significativamente sulla rapidità decisionale e sull’efficienza esecutiva delle operazioni. In questo contesto si colloca il progetto AI-EFFECT, finanziato nell’ambito del programma Horizon Europe e coordinato da EPRI Europe. L’iniziativa è finalizzata alla creazione di una struttura europea di testing e sperimentazione (Testing and Experimentation Facility, TEF), concepita per accelerare l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale affidabili, sicuri e conformi ai requisiti normativi nel settore energetico. Ogni nodo affronta un settore strategico del sistema energetico: l’integrazione tra diversi vettori, in particolare elettricità e riscaldamento; lo sviluppo di strumenti avanzati per la gestione delle congestioni di rete, la creazione di spazi locali per una condivisione sicura e orientata al consumatore dei dati energetici e l’impiego dell’intelligenza artificiale per migliorare efficienza, affidabilità e prestazioni delle reti di distribuzione. Alcuni paesi membri, de facto, si stanno aggregando a questo programma riguardo l’uso dell’IA in ambito energetico, tra cui Portogallo, Paesi Bassi, Germania e Danimarca come principali promotori. In Danimarca, il nodo coordinato dalla DTU (Technical University of Denmark), in collaborazione con CDK (Center Denmark) nell’area triangolare dello Jutland e con BHV (Bornholm Heating) sull’isola di Bornholm, è dedicato all’ottimizzazione delle sinergie tra reti elettriche e sistemi di teleriscaldamento. L’infrastruttura consente di testare algoritmi di IA sia su sistemi elettrici virtuali sia su configurazioni reali mono- e multi-energia, garantendo al contempo interpretabilità, validazione e certificazione end-to-end, dal laboratorio all’operatività sul campo. Nei Paesi Bassi, la TU Delft (Delft University of Technology) sviluppa un’estensione della Control Room of the Future, trasformandola in un ambiente avanzato per la sperimentazione sicura di algoritmi di IA destinati alla gestione delle congestioni di rete. Il nodo portoghese, sviluppato da INESC TEC, si concentra invece sulla creazione di uno spazio locale dei dati energetici che consenta una condivisione sicura. L’iniziativa affronta le principali criticità relative all’accesso e alla gestione dei dati energetici, in particolare quelli “behind-the-meter”. In Germania, Fraunhofer sviluppa un ambiente sperimentale flessibile e riconfigurabile per la validazione di algoritmi di IA nei sistemi di distribuzione elettrica. Attraverso la modellazione realistica di reti di distribuzione e l’emulazione di sistemi cyber-fisici, il nodo consente di testare le prestazioni degli algoritmi, ponendo particolare attenzione sulla gestione delle congestioni e l’integrazione delle risorse energetiche, confrontandoli con metodi ingegneristici tradizionali. AI-EFFECT, quindi, mira a colmare il divario tra ricerca e applicazione industriale dell’IA, così da favorirne un uso responsabile, sicuro e orientato alla transizione energetica europea.

La svolta cinese

In materia di transizione energetica, la Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha registrato un’evoluzione significativa rispetto alle decadi comprese tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila, periodo in cui il Paese era frequentemente associato a livelli particolarmente elevati di inquinamento e a un modello di crescita fortemente dipendente dal carbone. Negli ultimi anni, Pechino ha progressivamente orientato la propria strategia energetica verso obiettivi di sostenibilità ambientale, promuovendo un’espansione su larga scala delle fonti rinnovabili. In particolare, la Cina si è affermata come leader globale nella produzione e installazione di pannelli fotovoltaici, superando quota 1 TW nel solo comparto solare, consolidando così il proprio ruolo centrale nella transizione energetica mondiale. Con il più recente Piano Quinquennale, la RPC ha ulteriormente rafforzato questa traiettoria, imprimendo una svolta tecnologica alla propria politica energetica. In tale contesto, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di produzione, gestione e distribuzione dell’energia è stata individuata come leva strategica per migliorare l’efficienza del sistema, ottimizzare l’impiego delle risorse e sostenere l’obiettivo di una crescita verde e a basse emissioni di carbonio. L’8 settembre 2025 il governo cinese, congiuntamente con la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC) e l’Amministrazione nazionale per l’energia (NEA), ha svelato un piano che accelererà l’integrazione dell’IA all’interno del sistema energetico cinese, in modo da automatizzare processi e accelerare la transizione energetica. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel settore energetico cinese, quindi, si configura come una strategia per rafforzare la pianificazione energetica e sostenere la resilienza climatica del Paese. In tale prospettiva, l’autorità nazionale di regolazione dell’energia ha promosso progetti pilota “AI+Energy”, finalizzati all’adozione su larga scala di modelli avanzati di IA nelle operazioni di rete, nella previsione della produzione da fonti rinnovabili, nella pianificazione infrastrutturale e nell’ottimizzazione del sistema elettrico. Entro il 2027 è prevista l’implementazione di almeno cinque modelli energetici di IA su larga scala, affiancati da progetti dimostrativi replicabili nei diversi segmenti della filiera, dalla generazione alle reti, fino alle centrali elettriche virtuali. Nel triennio successivo, l’obiettivo è conseguire un livello di leadership globale nell’integrazione tra tecnologie di IA specializzate e comparto energetico. La strategia cinese mira, infatti, alla creazione di soluzioni altamente specifiche e personalizzate, progettate per supportare in modo mirato le attività del sistema elettrico e dei diversi sottosettori industriali, quali l’eolico e il nucleare, rafforzando così l’efficienza e la modernizzazione dell’intero comparto energetico. Inoltre, nel quadro cinese, oltre alla gestione operativa, l’intelligenza artificiale viene sviluppata anche per la valutazione del rischio climatico e la pianificazione dell’adattamento, mediante modelli predittivi basati su big data climatici, idrologici e demografici. Tali strumenti consentono di simulare scenari futuri, individuare vulnerabilità e orientare in modo più efficiente gli investimenti infrastrutturali, riducendo l’incertezza decisionale e rendendo gli investimenti più solidi anche sotto il profilo finanziario.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle politiche energetiche europee e cinesi, de facto, mostra come la transizione non si giochi più esclusivamente sul piano dell’espansione delle fonti rinnovabili. Se l’Unione europea punta su sperimentazione, regolazione e certificazione per garantire un’adozione sicura e affidabile dell’IA, la Cina ne fa un pilastro della propria pianificazione energetica e della resilienza climatica. In entrambi i contesti, l’intelligenza artificiale si afferma progressivamente come pilastro della governance energetica contemporanea, incidendo su efficienza, sicurezza e sostenibilità dei sistemi.


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