Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha improvvisamente cancellato la sua visita in Kenya prevista per l’ultima settimana di aprile, in quella che secondo alcune fonti potrebbe essere una risposta alle relazioni intensificate di Nairobi con Pechino, ma anche alla crescente corruzione tra gli alti rappresentanti del governo e ai controversi legami del Kenya con i ribelli della Repubblica Democratica del Congo e del Sudan. Rubio sarebbe dovuto arrivare a Nairobi il 28 aprile come prima tappa del suo tour in Africa dopo la sua nomina lo scorso gennaio, ma ufficiali americani hanno comunicato la cancellazione del viaggio senza ragioni ufficiali. In questo articolo si approfondiscono le motivazioni che stanno dietro a questa improvvisa scelta.
La cancellazione del tour arriva pochi giorni dopo il ritorno del Presidente keniota William Ruto da una visita di Stato in Cina, durante la quale ha incontrato il Presidente Xi Jinping, il Premier Li Qiang e il Presidente del Congresso Nazionale del Popolo Zhao Leji. Il viaggio di Ruto, finalizzato a rafforzare i legami con Pechino su una vasta gamma di dossier tra cui investimenti, infrastrutture e commercio, ha suscitato malumori a Washington. Il portavoce della Casa di Stato kenyota, Hussein Mohamed, ha descritto la visita come una continuazione del Partenariato Strategico Complessivo siglato nel 2017, evidenziando come il Kenya sia partner principale della Cina nell’iniziativa Belt and Road (BRI) in Africa. In aggiunta, Ruto ha apertamente criticato l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e ha condannato un recente allineamento degli Stati Uniti con Mosca durante una votazione al Consiglio di Sicurezza ONU , aggravando ulteriormente le relazioni con Washington. Dall’altro lato, le preoccupazioni americane sono state alimentate dalla recente decisione del Kenya di ospitare a Nairobi le Forze di supporto rapido (RSF) del Sudan, nonché dal presunto sostegno alle fazioni ribelli nella RDC orientale. I diplomatici hanno espresso privatamente la loro frustrazione per la posizione regionale dell’amministrazione Ruto. Ad aggravare la tensione c’è l’ampio piano dell’amministrazione Trump di chiudere fino a 10 ambasciate e 17 consolati statunitensi in tutto il mondo, tra cui alcuni in Africa come Repubblica Centrafricana, Congo, Eritrea, Gambia, Lesotho e Sud Sudan.
L’alto funzionario americano del Dipartimento di Stato per l’Africa, Troy Fitrell, ha dichiarato che i diplomatici statunitensi nel continente hanno ricevuto istruzioni di dare priorità al sostegno alle imprese e agli investimenti americani. Inoltre, ci sarebbe la tendenza di diverse aziende statunitensi, che in precedenza si erano impegnate in investimenti multimiliardari a Nairobi, di ritirarsi nell’ultimo periodo, citando il deterioramento dei livelli di corruzione del Kenya come un importante deterrente. Tali ricadute stanno costando al Kenya opportunità per migliaia di miliardi di scellini che erano previste dopo la visita di Ruto alla Casa Bianca lo scorso anno.
Le ripercussioni della chiusura dell’USAID
La situazione si è ulteriormente deteriorata con la chiusura dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) lo scorso marzo, uno dei principali canali di finanziamento per il Kenya, segnando un drastico cambiamento nelle relazioni tra i due Paesi. Il governo keniota non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale sulla cancellazione improvvisa del segretario di Stato americano. Tuttavia, le critiche si sono moltiplicate sui social media, con alcuni kenioti che hanno messo in dubbio la tempistica del viaggio di Ruto in Cina. “Il Presidente Ruto ha scelto il momento peggiore per visitare la Cina, durante l’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Cina sui dazi. Oggi è visto come un traditore dal suo ex alleato, l’America”, ha scritto Steve Mbogo, un importante commentatore su X. Il vice governatore di Machakos, Francis Mwangangi, ha dichiarato al Quotidiano del Popolo che la cancellazione del segretario Rubio è probabilmente dovuta alle crescenti preoccupazioni sulla corruzione e sull’impegno del Kenya con i gruppi ribelli della regione. La visita è stata posticipata a data da definire e si inserisce in un contesto più ampio in cui l’amministrazione americana sta prendendo le distanze dal continente africano con azioni concrete quali la chiusura di USAID. Quest’ultima ha infatti annunciato la cancellazione di numerosi progetti in Africa, inclusi progetti in Uganda, Kenya e Somalia, con conseguenze su diversi fattori. Dal punto di vista della salute, i tagli hanno colpito programmi sanitari quali la lotta all’HIV/AIDS, malaria e tubercolosi. Sono stati interrotti anche progetti di sicurezza alimentare e miglioramento della produzione agricola, creando instabilità alimentare in diversi Paesi. Un altro settore fortemente colpito dalla chiusura di USAID è l’istruzione in quanto molti programmi formativi sono stati compromessi. Secondo il presidente Trump, USAID era un’agenzia gestita da radicali che andava eliminata, mentre, altre personalità hanno apertamente criticato questa scelta. La portavoce ONU, Stephane Dujarric, per dare la misura dell’impatto, ha dichiarato che: «Molti dei programmi cancellati riguardano Paesi fragili che dipendono fortemente dagli aiuti statunitensi per sostenere i sistemi sanitari, i programmi di nutrizione e per evitare la fame. Ciò ha impattato negativamente anche questioni importanti come la lotta al terrorismo, il traffico di esseri umani e di droga, compreso il fentanyl, e il monitoraggio e l’assistenza ai migranti risentiranno dei tagli statunitensi».

