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03/03/2025
Stati Uniti e Nord America

La promessa conservatrice, l’influenza del Project 2025 sulla Presidenza Trump

di Giovanni Chiacchio

Le prime settimane del secondo mandato di Donald Trump hanno visto l’emanazione di numerosi ordini esecutivi tesi a rimodellare profondamente il Governo federale statunitense. A dispetto del tentativo da parte del Presidente di prendere le distanze dal Project 2025, controverso insieme di proposte politiche rilasciato dalla Heritage Foundation, molti dei provvedimenti della nuova Presidenza del Tycoon risultano largamente in linea con quest’ultimo.

Le prime settimane del secondo mandato di Donald Trump hanno visto l’emanazione di numerosi ordini esecutivi tesi a rimodellare profondamente il Governo federale statunitense. A dispetto del tentativo da parte del Presidente di prendere le distanze dal Project 2025, controverso insieme di proposte politiche rilasciato dalla Heritage Foundation, molti dei provvedimenti della nuova Presidenza del Tycoon risultano largamente in linea con quest’ultimo.


Mandate for Leadership

Il Project 2025 rappresenta l’ultimo libro facente parte della serie Mandate for Leadership, pubblicata dalla Heritage Foundation, principale think tank americano conservatore. Fondata nel 1973 durante la Presidenza Nixon, la Heritage Foundation rappresentò sin da subito un incubatore di proposte politiche fortemente conservatrici, in contrasto con la visione moderata portata avanti dall’allora Presidente repubblicano. Il punto di svolta nella storia della Heritage si ebbe nel 1981 con la pubblicazione del libro Mandate for Leadership: Policy Management in a Conservative Administration, primo testo della serie Mandate for Leadership. Il volume, contenente oltre 2000 raccomandazioni rivolte all’Amministrazione Reagan, venne enormemente apprezzato dal Presidente, il quale reclutò molti dei suoi redattori all’interno della propria amministrazione. L’enorme peso della Heritage Foundation durante la Presidenza Reagan determinò una fortissima crescita del prestigio di tale think tank, sino a renderlo una delle organizzazioni maggiormente influenti a livello politico negli Stati Uniti. 
Pubblicato nell’ambito della nona edizione del Mandate for Leadership, il Project 2025 rappresenta un insieme di proposte volte a rimodellare il Governo federale statunitense in senso fortemente conservatore. L’iniziativa mira in particolare a favorire un’espansione dei poteri presidenziali in linea con la teoria dell’esecutivo unitario, riformando profondamente la Pubblica Amministrazione in senso più favorevole all’esecutivo stesso. Sotto il profilo delle politiche sociali, il documento si pone a favore dell’incremento del potere decisionale dei genitori e dei governi locali sui testi scolastici dei figli e l’adozione di politiche più restrittive su immigrazione, aborto e identità di genere. Il Project 2025 mira altresì a pervenire ad una forte riduzione delle dimensioni del Governo federale.
L’agenda presidenziale
I contenuti del Project 2025 hanno determinato l’insorgere di numerose controversie. Diversi critici hanno identificato l’iniziativa come una minaccia allo stato di diritto e al principio di separazione dei poteri, nonché la separazione tra Stato e Chiesa. Durante la campagna elettorale per le elezioni del 2024 il Tycoon ha rimarcato come l’unico piano ufficiale per la sua Presidenza fosse l’Agenda 47, distanziandosi dall’iniziativa della Heritage Foundation e  bollando alcuni dei contenuti d quest’ultima come “assurdi”. Il tentativo di Trump di dissociare la propria campagna elettorale dal Project 2025 avrebbe visto il successivo oscuramento dei contenuti dell’Agenda 47, al fine di nascondere le evidenti similitudini con il Project 2025. 
A dispetto delle dichiarazioni di Donald Trump, una recente analisi di Politico ha evidenziato come gli ordini esecutivi emanati durante le prime settimane del suo secondo mandato risultino essere largamente sovrapponibili alle raccomandazioni del Project 2025, anche nel linguaggio utilizzato. In particolare, ciò si è riscontrato in quattro grandi campi: questioni sociali, immigrazione, Pubblica Amministrazione e affari esteri. In relazione alla prima, l’Amministrazione Trump ha rilasciato un ordine esecutivo volto ad incrementare la libertà educativa e rafforzare il potere decisionale dei genitori nella scelta dei testi scolastici dei figli, in linea con il capitolo 11 del Project 2025. Al contempo, la Presidenza ha posto fine alle politiche di inclusione dei transgender all’interno delle forze armate e riconosciuto ufficialmente l’esistenza di due soli sessi, maschile e femminile. 
Con riferimento alla seconda categoria, l’Amministrazione Trump ha adottato un provvedimento volto a consentire il trattenimento, nella misura massima autorizzata dalla legge sugli immigrati fermati perché sospettati di aver violato la legge federale. L’amministrazione ha rilasciato un ordine esecutivo che impone sanzioni a danno delle Nazioni che non accettano immigrati deportati dagli Stati Uniti. In relazione alla Pubblica Amministrazione, la Presidenza Trump ha emanato un ordine esecutivo volto a far sì che ogni agenzia riassegni i membri del Senior Executive Service al fine di garantire che tali funzionari siano allineati agli intenti del POTUS e ha ufficialmente ripristinato la Schedule F. Al contempo, il Tyccon ha offerto ai dipendenti di quasi tutte le categorie di dipendenti federali, con l’esclusione del personale militare e dei servizi postali, la possibilità di dimettersi dai loro incarichi ricevendo stipendio e benefit completi sino al 30 settembre. L’enorme importanza della Pubblica Amministrazione nell’ottica dei progetti dell’Amminstrazione Trump è stata rappresentata dall’istituzione del Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE). Il DOGE risulta essere un organo consultivo incaricato di ridurre drasticamente la spesa mediante una significativa riduzione delle dimensioni del Governo Federale. Tale iniziativa si allinea perfettamente con gli intenti del Project 2025. Uno dei principali pilastri dell’iniziativa risulta essere proprio una grossa riduzione della burocrazia statunitense.
Infine, in rapporto agli affari esteri, il Presidente Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e congelato gli aiuti esteri statunitensi in attesa di una revisione che ne attesti l’effettiva rispondenza agli interessi nazionali americani. Al contempo, il Tycoon ha nuovamente ritirato gli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi sul clima. Il suddetto provvedimento cita come l’adesione di Washington ad accordi internazionali di questo tipo abbiano determinato una fuoriuscita delle risorse dei contribuenti americani verso nazioni straniere, ribadendo come gli Stati Uniti entreranno solo in accordi internazionali in linea con i propri interessi. In ultima analisi, l’Amministrazione Trump ha radicalmente rimodulato la postura statunitense nei riguardi dell’Ucraina. Il neopresidente ha infatti criticato duramente il capo di stato ucraino Volodymyr Zelensky, definendolo un “dittatore”, avviando colloqui diretti con la Federazione Russa  per la cessazione delle ostilità a Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita, senza coinvolgere l’Ucraina. Contemporaneamente, Washington ha richiesto a Kiev la firma di un accordo relativo allo sfruttamento delle risorse minerarie del paese. Le prime proposte sono state tuttavia respinte dal Presidente ucraino Zelensky, in virtù dei termini eccessivamente sfavorevoli per Kiev, tuttavia, le parti sembrano essere giunte ad un accordo dopo la rinuncia da parte di Washington ai termini più duri dell’accordo. Le manovre del Presidente Trump in relazione agli affari esteri indicano una forte volontà da parte dell’inquilino della Casa Bianca di impegnare gli Stati Uniti solo in azioni che possano determinare il conseguimento di un vantaggio economico per Washington.
Trump 2.0
La prima Amministrazione Trump è stata caratterizzata da un profondo caos interno. I quattro anni del mandato del Tycoon hanno visto avvicendarsi ben quattro capi di staff all’interno della Casa Bianca. Al contempo, essa ha visto elevato tasso di licenziamenti, costanti faide politiche e scarsa comunicazione tra i membri del Gabinetto Presidenziale, nonché dalla generale insoddisfazione di questi ultimi. Tale processo sarebbe culminato nel fallimento del GOP di redigere una piattaforma concreta per la Convention del 2020. Ciò ha contribuito al generale fallimento delle priorità legislative della Presidenza, in virtù della sua incapacità di ricomporre le varie correnti interne al Partito Repubblicano. Allo stato attuale, la seconda Presidenza Trump risulta essere molto meglio strutturata rispetto alla precedente. Il Project 2025 ha fornito una chiara lista delle priorità da perseguire per la Presidenza, sulla falsariga dell’Amministrazione Reagan, preparando al contempo una lista di potenziali nomine a livello federale. Molte delle principali personalità che hanno contribuito alla redazione del Project 2025 sono state nominate in importanti posizioni all’interno dell’Amministrazione Trump, venendo successivamente confermati dal Senato. Contemporaneamente, il neopresidente dispone di una forza politica nettamente superiore rispetto al 2016, data dalla forte affermazione elettorale in occasione delle elezioni del 2024 e dal controllo repubblicano su entrambi i rami del Congresso. Il secondo mandato presidenziale di Donald Trump vedrà pertanto una maggiore capacità della sua Amministrazione di adottare la propria agenda e potrebbe tradursi in un drastico mutamento delle dimensioni e dei compiti del governo federale statunitense.