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30/01/2013
Who is who

Who is who: Moaz al-Khatib

di Caterina Bassetti

Nome: Moaz al-Khatib
Nazionalità: siriana
Data di nascita: 1960
Chi è: Leader dell’opposizione interna a Bashar al-Assad

Lo scorso novembre è nata ufficialmente la Coalizione Nazionale Siriana per le Forze Rivoluzionarie e di Opposizione, alleanza di opposizione al governo di Assad il cui leader, Sheikh Ahmed Moaz al-Khatib costretto a lasciare il paese dopo il quarto arresto, sta guadagnando sempre maggiori consensi a livello internazionale. Obama ha accolto la notizia con favore e ha definito incoraggiante la formazione di questa Coalizione più estesa e coesa della precedente rappresentante delle legittime aspirazioni del popolo siriano.

Moaz al-Khatib nasce nel 1960 da una stimata famiglia sunnita di Damasco e il padre, Sheikh Mohammed Abu al-Faraj al-Khatib, è un rispettato studioso e predicatore islamico. Laureatosi in geofisica applicata Moaz lavora per sei anni come geologo presso la al-Furat Petroleum Company. Diviene poi predicatore e in seguito Imam della storica Moschea di Umayyad a Damasco. Il suo rapporto conflittuale con il regime è già manifesto durante il governo del padre di Assad, Hafez al-Assad, che vieta a Moaz di predicare in pubblico costringendolo ad esercitare in clandestinità. Da allora inizia la sua lunga battaglia per la democratizzazione della società siriana in un’ottica moderata nel tentativo di unificare le diverse forze politiche e religiose del paese in opposizione al regime di Assad. Obiettivo della Coalizione è quello di abbattere il regime e convocare una conferenza nazionale che apra la strada verso un nuovo futuro per la Siria e per il suo popolo.

In un recente discorso Moaz al-Khatib ha espresso le richieste della Coalizione rivolte alla Comunità Internazionale. Riconoscimento della Coalizione che legittimamente rappresenta il popolo siriano; predisposizione di aiuti finanziari, medici e di supporto alla popolazione e di un fondo volto alla ricostruzione delle infrastrutture e al supporto tecnico; riconoscimento del diritto del popolo siriano di difendersi con ogni mezzo possibile; congelamento dei fondi amministrati dall’attuale governo.

Le perplessità sulle capacità di leadership politica di Moaz al-Khatib permangono e la fornitura di armi ai ribelli è per ora esclusa nel timore di armare le forze più estremiste del paese. Sebbene piccoli passi in avanti siano stati fatti verso una maggior presa di coscienza della situazione in Siria, l’intervento della Comunità Internazionale non sembra essere prossimo e Obama ha chiarito che il suo sostegno alla Coalizione non si traduce ancora in un riconoscimento di un governo siriano in esilio. 

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