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NotizieWho is who: Muḥammad Aḥmad, il Mahdī

Who is who: Muḥammad Aḥmad, il Mahdī

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Nome: Muḥammad Aḥmad ibn ʿAbd Allāh
Nazionalità: sudanese
Data di nascita: agosto 1844
Ruolo: leader della rivoluzione mahdista
Segni particolari: il “ben guidato”

Muḥammad Aḥmad ibn ʿAbd Allāh nacque nel 1844 da una famiglia che vantava l’appartenenza alla dinastia di Hassan ibn ʿAlī, figlio primogenito di ʿAlī ibn Abī Tālib, il quarto dei califfi Rāshidūn (ﺮﺍﺷﺪﻭﻥ‎), e di Fāṭima, figlia del fondatore e Profeta dell’Islam. La sua dedizione verso la fede e il misticismo, manifestata sin dalla tenera età, lo portò ad avvicinarsi all’ordine sufi della Sammāniyyah (الطريقة السمانية‎) dal quale fu presto escluso a causa dell’intransigenza delle sue posizioni. Ritiratosi sull’isola di Aba, a sud di Khartum, cominciò a predicare il ritorno all’Islam delle origini.

In quegli anni, il Sudan divenne parte dell’impero egiziano grazie alle conquiste di Muḥammad ʿAlī, padre dell’Egitto moderno. Tuttavia, il governo centrale non fu in grado di esercitare un controllo efficiente su questo territorio dove l’occupazione straniera e la corruzione dilagante fecero esplodere un malcontento generalizzato. Nel 1879, a rendere la situazione ancor più instabile, si aggiunse un vuoto di potere provocato dalla deposizione di Ismāʿīl, successore di Muḥammad ʿAlī, da parte degli inglesi.

Queste condizioni favorirono l’ascesa di Muḥammad Aḥmad che si presentò al suo popolo come “mahdī”, il messia restauratore della religione che, secondo l’escatologia islamica, governerà prima della fine del mondo ristabilendo il bene e la giustizia.  Nel 1881, egli aveva già attirato attorno a sé un nutrito gruppo di discepoli che ben presto si unirono in un vero e proprio esercito e riuscirono a penetrare nel Kordofan e occupare la capitale El-Obeid. L’aura di sacralità che circondava il mahdī e tutte le vittorie che egli riuscì a collezionare fecero allarmare il governo turco-egiziano, intenzionato a recuperare il controllo del Sudan, che inviò diverse spedizioni. La prima, guidata dall’inglese Hicks Pascià, risultò in una schiacciante vittoria dei mahdisti, la successiva fu una spedizione finalizzata all’evacuazione dal Sudan di tutti gli occupanti egiziani. A tal fine fu inviato a Khartum il valoroso comandante inglese Gordon Pascià che venne brutalmente ucciso nel mese di gennaio 1885. Con la caduta di Khartum, il Sudan mahdista aveva raggiunto la sua massima espansione.

Nel giugno dello stesso anno anche Muḥammad Aḥmad morì. Convinti protagonisti di un revival dei tempi del Profeta, i suoi seguaci- denominati “ansār” come gli “aiutanti” di Medina che avevano sostenuto Muḥammad, continuarono la lotta. Il suo fedele ʿAbdallāhi gli successe come califfo, con le stesse modalità con le quali Abu Bakr successe al Profeta. Quest’ultimo però non solo non riuscì ad espandere il suo impero, ma accentrò sempre più potere nelle sue mani creando uno stato autocratico e indebolendone l’ideologia che ne costituiva le fondamenta.  Il governo britannico decise di porre fine alla realtà statuale mahdista inviando una spedizione militare sotto il comando di Herbert Kitchner che tra la fine del 1897 e l’aprile 1898 riuscì a sconfiggere e uccidere il califfo ʿAbdallāhi.

Jessica Pulsone,
Geopolitica.info

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