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12/09/2024
Who is who

Who is who? Raffaele Fitto

di Lorenzo Avesani

L’attuale Ministro degli Affari Europei è il possibile candidato italiano per entrare nei quadri della Commissione Europea. Profilo moderato di grande esperienza nazionale ed europea, la strada di Fitto è ancora in fase di definizione.



L’attuale Ministro degli Affari Europei è il possibile candidato italiano per entrare nei quadri della Commissione Europea. Profilo moderato di grande esperienza nazionale ed europea, la strada di Fitto è ancora in fase di definizione.

Nome e cognome: Raffaele Fitto

Nazionalità: Italiano

Luogo e data di nascita: Maglie, 28 agosto 1969

Ruolo: Politico

Nato e cresciuto nella provincia di Lecce, è laureato in Giurisprudenza all’Università di Bari. La sua carriera politica segue la scia del padre Salvatore, politico democristiano e Presidente della Regione Puglia dal 1985 al 1988, anno in cui è tragicamente scomparso a causa di un incidente stradale. Nel 1990, a soli 21 anni, Raffaele Fitto viene eletto come Consigliere Regionale con la Democrazia Cristiana oltre a ricoprire il ruolo di assessore per il Turismo. Inoltre, dal 1995 al 1998, Fitto è stato Vicepresidente della Regione.

La sua carriera politica conosce una svolta importante nel biennio 1999-2000. Dapprima, viene eletto come Parlamentare Europeo nella circoscrizione Sud, entrando per la prima volta in contatto con le istituzioni europee. Tuttavia, dopo pochi mesi correrà, vincendo contro lo sfidante dell’Ulivo, Giannicola Sinisi, alle elezioni regionali pugliesi del 2000, diventando il più giovane Presidente di Regione di sempre in Italia.

Il passaggio dalla politica regionale a quella nazionale avverrà grazie a Forza Italia, gruppo politico a cui si è unito nel 2001. Difatti, a seguito della mancata rielezione alla Presidenza della Regione, Fitto entrerà in Parlamento, nel 2006, come deputato nelle liste forziste. Durante il governo Berlusconi IV, ha ricoperto i ruoli di Ministro per gli Affari Regionali e quello della Coesione Territoriale.

Nel 2014, Fitto abbandona la politica nazionale in quanto verrà eletto alle elezioni europee nella circoscrizione Sud per Forza Italia, partito che abbandonerà l’anno successivo a seguito del Patto del Nazareno, un accordo politico tra forzisti e Partito Democratico per una nuova legge elettorale. Difatti, egli si avvicinerà al gruppo politico europeo dei Conservatori e Riformisti (ECR) entrando in Fratelli d’Italia, a febbraio 2019, arrivando a diventarne co-presidente. Come eurodeputato, Fitto ha partecipato alle discussioni riguardanti le politiche commerciali, la cooperazione con Paesi extra-UE in materia di giustizia e sicurezza e politiche sociali e quelle di contrasto all’immigrazione clandestina.

Nel settembre del 2022, a seguito della vittoria di Fratelli d’Italia, Fitto è rientrato a Roma nel ruolo di Ministro per gli Affari Europei con delega alla Coesione territoriale e al Sud, occupandosi nello specifico del delicato dossier del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR). Nonostante le aspre critiche sulle allocazioni dei Fondi Europei per il Sud, i dati della Commissione Europea confermano il buon operato del Ministro in quanto l’Italia è quinta per percentuale di obiettivi raggiunti sul totale (178 su 617 ovvero il 37%). Fitto è certamente una figura di alto livello che può aiutare a ricucire i rapporti con Bruxelles a seguito della mancata fiducia al secondo mandato di Ursula Von der Leyen alla Presidenza della Commissione. Tuttavia, la strada di Fitto per Bruxelles è meno semplice di quanto appare. In primo luogo, la questione di genere può complicare la sua nomina. Von der Leyen ha lamentato la penuria di donne nelle Commissioni. In secondo luogo, i gruppi che compongono l’attuale maggioranza europea, ad eccezione dei popolari, hanno espresso preoccupazioni per la possibile nomina di Fitto in quanto stando alle parole del capogruppo dei verdi, Terry Reintke, “minerebbe intenzionalmente la coalizione democratica ed europeista di luglio”. Difatti, Fitto proviene da ECR, gruppo tradizionalmente ostile a maggior integrazione comunitaria che non ha sostenuto la rielezione di Von der Leyen. Per ultimo, non è stata ancora definita la posizione che ricoprirà, questione da cui passa il ruolo dell’Italia nella Commissione europea che verrà.

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