25/04/2020
America Latina, Notizie

Bolivia: incertezze sul futuro

di Stefano Di Giambattista

Lโ€™instabilitร  politica e sociale generata dallโ€™esilio forzato di Evo Morales non si estinguerร  nellโ€™immediato. Le elezioni presidenziali che si sarebbero dovute tenere il prossimo 3 maggio, per sostituire il governo ad interim guidato da Jeanine รรฑez, sono state rinviate a data da destinarsi a causa dellโ€™espandersi del nuovo coronavirus.

Nonostante i dati legati allโ€™epidemia non abbiano raggiunto livelli elevati come quelli di altri Paesi del Sud America (564 contagiati e 33 vittime[1]), la Bolivia ha deciso di adottare misure rigide contro il COVID-19.  Il governo boliviano della presidente ad interim Jeanine รรฑez ha infatti deciso di estendere la quarantena su tutto il territorio nazionale almeno fino al 30 aprile. I provvedimenti prevedono la chiusura totale delle frontiere e il divieto di spostamento delle persone tra le varie province del Paese; resta attivo ovviamente il trasferimento di merci. Se le restrizioni porteranno a risultati positivi potranno anche essere allentate le maglie dato che, come ha spiegato il Capo di Gabinetto Yerko Nuรฑez, โ€œgrazie al rispetto delle misure di quarantena il primo impatto della pandemia non รจ stato cosรฌ forte come in altri Paesi; se si mantiene questa tendenza entro la fine del mese [di aprile] si potranno eliminare alcune restrizioniโ€.

La questione piรน intricata, in realtร , sembra essere quella politica e sociale. Difatti, la proroga delle politiche anti-coronavirus ha spinto il Tribunale Supremo Elettorale (Tse) a posticipare le elezioni presidenziali del prossimo 3 maggio. Secondo il Tse la consultazione popolare verrร  recuperata in un periodo compreso tra il 7 giugno e il 6 settembre.

La competizione elettorale avrebbe posto fine allโ€™instabilitร  politica creatasi dopo le elezioni dellโ€™ottobre 2019, con le quali Evo Morales era stato confermato per la quarta volta alla guida del Paese sudamericano. Il risultato รจ stato messo perรฒ sotto accusa dalle opposizioni, certe che lโ€™ex sindacalista avesse ritoccato il conteggio dei voti per raggiungere il distacco del 10% dal secondo candidato (Carlos Mesa), necessario per evitare il ballottaggio.  A supportare questa tesi ci ha pensato un rapporto dellโ€™Organizzazione degli Stati Americani, il quale evidenziava come fossero state riscontrate delle โ€œchiare manipolazioni del sistema di voto. Il primo turno delle elezioni del 20 ottobre deve essere quindi annullatoโ€.

Da quel momento le sicurezze di Evo Morales sono iniziate a venir meno, fino a quando lโ€™ammutinamento dellโ€™esercito e della polizia lโ€™hanno costretto alla fuga, prima in Messico e poi in Argentina, dove ora risiede come rifugiato politico. Il potere, grazie anche alle dimissioni delle tre cariche piรน alte del Paese, รจ rapidamente passato nelle mani di Jeanine รรฑez, seconda vicepresidente del Senato e membro del partito di destra Movimiento Demรณcrata Social.

Nonostante la distanza, Evo Morales continua perรฒ a supportare il suo partito, Movimiento al Socialismo (MAS), e Luis Alberto Arce Catacora, ex ministro dellโ€™Economia nei suoi governi e candidato alla presidenza 2020. Il peso politico del primo Presidente indigeno della Bolivia รจ ancora molto forte, i tredici anni ininterrotti di presidenza hanno lasciato il segno. Durante questo periodo il Paese ha registrato un tasso annuale di crescita economica pari al 5%, dato piรน alto dellโ€™intera regione; la povertร  รจ scesa dal 38% al 17%, grazie a misure di sostegno come i sussidi per le persone anziane e per le donne in gravidanza; lโ€™analfabetismo รจ stato notevolmente ridotto e la mortalitร  infantile dimezzata.

Proprio per queste ragioni pensare ad uno scollamento totale della popolazione boliviana nei confronti di Evo Morales appare alquanto improbabile. Secondo gli ultimi sondaggi di febbraio, infatti, il candidato Presidente del MAS, Luis Arce, avrebbe il 31,6% delle preferenze, ben distante da Carlos Mesa, primo tra i candidati di centrodestra con il 17,1%, e dalla stessa Presidente รรฑez, con il 16,5%.

Con questi risultati non ci sarebbe bisogno di un secondo turno e il ritorno in patria di Evo Morales sarebbe cosa fatta. Lo stop forzato alle elezioni perรฒ e la volontร  del campo di destra, piรน o meno radicale, di invertire la rotta, dopo quasi quindici anni di guida socialista, rendono il futuro decisamente incerto.

Stefano Di Giambattista

Geopolitica.info


[1] Dati elaborati dalla John Hopkins University aggiornati alle 18:30 del 20 aprile

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