I cavi sottomarini rappresentano un’infrastruttura cruciale dal momento che la maggior parte del traffico internazionale di dati attraversa i fondali marini per una lunghezza totale di 1,2 milioni di chilometri. Il sistema economico globale odierno fa sempre maggiore affidamento sul funzionamento di Internet, sulla connettività internazionale e sulla digitalizzazione che garantiscono il raggiungimento di un elevato livello di competitività e autonomia strategica. I cavi sottomarini rappresentano un punto focale nelle dinamiche internazionali che vedono diversi attori affacciarsi sulla sfera globale. L’Unione europea ha quindi avanzato una serie di iniziative a favore del conseguimento di maggiore sovranità digitale.
La strategia avanzata dall’Unione europea
A livello europeo sono state intraprese diverse iniziative indirizzate al rafforzamento della strategia di sicurezza marittima e dei cavi sottomarini, il cui tema è stato oggetto di una recente raccomandazione 2024/779 della Commissione. L’obiettivo comune mira a favorire maggiore sinergia per potenziare la sicurezza e la resilienza di queste infrastrutture critiche. È stata prevista la creazione di un gruppo informale di esperti allo scopo di fornire consulenza e competenze alla Commissione. Viene poi richiesta la collaborazione tra gli Stati membri in vista dell’elaborazione di un toolbox in materia di sicurezza dei cavi per sviluppare capacità di manutenzione e riparazione e mitigare possibili danni e vulnerabilità di queste infrastrutture.
Non per ultimo, la raccomandazione della Commissione invita gli Stati membri ad adottare azioni specifiche congiunte attraverso progetti di interesse europeo sui cavi (CPEI).
La strategia europea Global Gateway prevede una serie di finanziamenti a favore di progetti di connettività digitale a carattere internazionale per il periodo 2021-2027. L’insieme di queste azioni cercare di concorrere con le iniziative cinesi intraprese nel quadro della Belt and Road Initiative. Sono stati stanziati circa trecento miliardi di euro di investimenti per progetti riguardanti la connettività digitale che comprendono: cavi in fibra ottica sottomarini e terrestri e sistemi di comunicazione sicura nello spazio. Gran parte di questi finanziamenti sono destinati ai Paesi terzi, in primis si colloca l’Africa dove è stato avviato il progetto Medusa che ha lo scopo di collegare l’Europa meridionale con i Paesi del Nord Africa attraverso il Mar Mediterraneo tramite un investimento totale di 340 milioni di euro.
È in fase di studio un altro progetto intitolato EurAfrica Gateway con l’obiettivo di collegare la Penisola iberica lungo la costa atlantica dell’Africa occidentale passando dal Golfo di Guinea fino alla Repubblica Democratica del Congo. Un’altra area di interesse è rappresentata dall’America Latina e i Caraibi, dove è prevista l’estensione dell’infrastruttura Bella, inaugurata di recente tra Portogallo e Brasile, per estendere la connessione anche a Cile e America centrale. L’Unione europea dispone infine di fondi per collegare la Scandinavia al Giappone attraverso il cavo Far North Fiber posizionato nell’Artico per aggirare i principali punti di strozzatura rappresentati dal Canale di Suez e dal Mar Cinese Meridionale.
In generale, questi strumenti sono stati messi in atto nel tentativo di implementare un’autonomia strategica per far fronte alla crescente competizione con gli altri grandi attori ma anche rilanciare modelli economici e istituzionali affini. Sono state avanzate ulteriori proposte per potenziare la connettività con l’Asia meridionale, le quali però non hanno ancora ricevuto dei fondi dedicati o non sono state ancora iscritte nel bilancio. La decisione di dare maggiore priorità a determinate aree geografiche è frutto della combinazione di interessi economici, commerciali e dinamiche politiche.
La posizione dell’Italia
L’Italia svolge un ruolo cruciale nella dimensione subacquea sotto diversi punti di vista. Di estrema rilevanza è la posizione strategica del Paese in quanto si affaccia sul Mediterraneo ospitando il 16% del traffico Internet mondiale. Il Paese occupa quindi un ruolo centrale rispetto alle rotte dei cavi sottomarini evidenziando la necessità di valorizzare e implementare le decisioni in questo settore.
Un ulteriore elemento degno di nota riguarda anche l’inaugurazione del Polo nazionale della dimensione subacquea avvenuto a La Spezia in dicembre 2023. Questa struttura si propone di diventare un punto di riferimento e di attrazione per conoscenze e tecnologie utili ad esplorare la sfera sottomarina e difendere le infrastrutture critiche. Il Polo si presenta come un’area di incontro tra strutture pubbliche e private, come, per esempio: la Marina Militare, il mondo accademico e scientifico e il settore industriale. Questa nuova dimensione promuove le eccellenze italiane nel campo della sicurezza e della difesa ponendo il Paese in prima linea nella protezione delle infrastrutture critiche sottomarine.
La questione dei cavi sottomarini è tornata di recente al centro della politica estera italiana con il Piano Mattei che mira a promuovere un ruolo propositivo nel Mediterraneo da parte dell’Italia sostenendo una visione euromediterranea.
La competizione geoeconomica e geopolitica tra i vari attori
I cavi sottomarini rappresentano un potente strumento di influenza in un mondo sempre più interconnesso delineando una sfera di contesa che coinvolge in particolar modo Stati Uniti, Europa e Cina. La posa e la gestione dei cavi sottomarini implica la necessità di mantenere la propria competitività economica garantendo al contempo la protezione dei mercati e la sicurezza dei cittadini.
Nello scenario internazionale la maggiore minaccia è rappresentata dalla Cina, in quanto il Paese ha dichiarato di voler raggiungere una quota di mercato pari al 60% entro il 2025 attraverso una serie di finanziamenti per un totale di 95 miliardi di dollari investiti nell’ambito della Via della Seta. L’attivismo avanzato dalla Cina nel campo digitale rappresenta quindi un serio campanello d’allarme per tutto l’Occidente.
Da un lato, gli Stati Uniti hanno escluso ogni tipo di cooperazione con la Cina nell’ambito dei cavi sottomarini per ragioni di carattere economico e di sicurezza; mentre, l’Unione europea ha lanciato l’iniziativa Global Gateway per contrastare la potenza orientale sia sul piano materiale che digitale.
Un’ulteriore sfida proviene però anche dalla Russia in seguito all’attacco contro l’Ucraina che desta preoccupazione verso una possibile offensiva tramite infiltrazioni compiute da Mosca attraverso i cavi sottomarini. La sicurezza dei cavi torna quindi al centro dell’attenzione in relazione alla necessità di contrastare ogni forma di spionaggio.
Sebbene sia rilevabile un’apparente condivisione di posizione verso questi due attori, l’UE e gli Stati Uniti presentano un approccio differente che rende difficile un allineamento completo.
Per Washington è essenziale creare un mercato globale dove le proprie aziende digitali possano competere mentre l’Unione europea non dispone ancora di multinazionali in grado di entrare in questa dinamica di mercato. Non si può dire lo stesso per Google, Microsoft, Meta ed Amazon che dal 2016 hanno incrementato gli investimenti destinati ai cavi sottomarini rimanendo coinvolte nella quasi totalità delle recenti pose. Gli USA hanno conquistato il primato mondiale in quanto controllano più della metà dei cavi sottomarini per la trasmissione di dati.
Conclusione
Nel complesso, l’Unione europea si è attivata per adottare misure rilevanti a favore della creazione ed estensione delle infrastrutture sottomarine in considerazione delle continue evoluzioni a livello internazionale. I cavi sottomarini rappresentano infatti un elemento nevralgico per l’ecosistema globale digitale. Si tratta di una consapevolezza ampiamente diffusa che ha portato l’UE ad assumere una serie di impegni in vista del rafforzamento della sicurezza e resilienza di queste infrastrutture. Al contempo, anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione per rafforzare il proprio ruolo in virtù della posizione geografica del Paese.
Giulia Marchesi

