Lo scorso settembre è stato presentato il rapporto Draghi sul futuro della competitività europea. Il rapporto rappresenta un severo avvertimento, evidenziando le carenze competitive dell’Europa rispetto alla Cina e agli Stati Uniti in molte aree, tra cui l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale.
Sebbene l’UE si trovi in una posizione di svantaggio competitivo per quanto riguarda gli investimenti nello sviluppo dell’IA e nella creazione di aziende tecnologiche innovative con una portata globale, così come nel mercato dei servizi cloud, questo scenario potrebbe cambiare con l’avvento del calcolo quantistico. L’UE ha sviluppato un piano globale per supportare ulteriormente lo sviluppo delle aziende quantistiche attraverso una serie di programmi e iniziative paneuropee. Tuttavia, il raggiungimento di questi obiettivi è ancora lontano, e gli svantaggi posti dalla mancanza di investimenti privati, dalla carenza di capitale umano e dalla frammentazione delle giurisdizioni e delle regolamentazioni rappresentano grandi ostacoli al raggiungimento della leadership economica, la competitività industriale e la sicurezza strategica del continente.
Cos’è quantum?
I computer classici usano il linguaggio dei bit, assumendo valori di zero o uno. Questi sono molto affidabili e lavorano in sequenza. Quindi, se a un computer viene assegnato il compito di risolvere un labirinto, lo farà controllando ogni possibile percorso uno per uno fino a trovare una soluzione. A seconda della dimensione del labirinto, ciò potrebbe richiedere secondi, minuti o persino anni. I computer quantistici, invece, utilizzano i qubit (quantum bits), che possono assumere il valore di zero o uno, ma anche una combinazione complessa di zero e uno allo stesso tempo. Questa capacità dei qubit di essere in due stati contemporaneamente significa che una serie di qubit può risolvere molti calcoli simultaneamente. Quindi, chiedere a un computer quantistico di risolvere un labirinto significa che può considerare tutte le possibili vie contemporaneamente e risolvere il problema istantaneamente. Un computer quantistico potrebbe risolvere in pochi minuti calcoli così complessi che invece richiederebbero milioni di anni agli attuali supercomputer.
I qubit rappresentano dunque una svolta fondamentale per l’avanzamento scientifico. Ma, a causa di questo cambiamento fondamentale, è necessaria una riprogettazione di hardware, software, dei linguaggi di programmazione e persino dell’approccio dei programmatori ai problemi.
Le performance di Stati Uniti e Cina
Le strategie degli Stati Uniti e della Cina indicano chiaramente che entrambi i Paesi considerano la tecnologia quantistica come un fattore strategico cruciale, capace di potenziare notevolmente sia gli aspetti economici che militari del potere nazionale. Gli Stati Uniti puntano ad un approccio scientifico, supportando l’industria privata e formando una forza lavoro specializzata. La Cina, invece, mira allo sviluppo di capacità quantistiche autoctone, cercando di eliminare la dipendenza da componenti e materiali stranieri.
Diversi indicatori ci permettono di confrontare le posizioni di Cina e Stati Uniti: spesa totale in R&S, numero di brevetti e numero di pubblicazioni scientifiche. In termini di spesa totale in R&S, la Cina supera nettamente sia gli Stati Uniti che l’UE. Secondo varie stime, la Cina ha destinato circa 15,3 miliardi di dollari alla tecnologia quantistica, rappresentando oltre il 50% della spesa pubblica globale in questo settore. Gli Stati Uniti, invece, hanno stanziato solo 1,9 miliardi. Tuttavia, gli Stati Uniti compensano con un maggiore apporto di investimenti privati, che supera quello cinese e quello europeo.
Per quanto riguarda il numero di brevetti, gli Stati Uniti mantengono un vantaggio significativo. Tra il 2010 e il 2022, l’ufficio brevetti statunitense ha ricevuto più di 1.800 domande di brevetto nel campo del calcolo quantistico, mentre la Cina ne ha ricevute circa 900. Sul fronte delle pubblicazioni scientifiche, la Cina domina in termini di volume, producendo il maggior numero di articoli sul calcolo quantistico a livello globale. Tuttavia, gli articoli pubblicati dagli Stati Uniti tendono a essere citati più frequentemente, suggerendo una qualità superiore. In sintesi, gli Stati Uniti vantano un leggero vantaggio complessivo sulla Cina, che tuttavia rappresenta un avversario temibile ed estremamente preparato.
Cosa sta facendo l’UE
Come parte della sua strategia di trasformazione digitale, l’UE si è posta l’obiettivo di essere all’avanguardia nelle capacità quantistiche entro il 2030. Tuttavia, il rapporto Draghi del 2024 sottolinea che, nonostante i progressi fatti, l’Europa è ancora indietro rispetto a concorrenti globali come gli Stati Uniti e la Cina, soprattutto in termini di investimenti privati. Mentre l’UE è al secondo posto mondiale per investimenti pubblici nel settore, con circa 7 miliardi di euro già allocati, resta indietro nelle risorse finanziarie private, che risultano fondamentali per lo sviluppo industriale e la commercializzazione delle tecnologie quantistiche.
Il rapporto evidenzia che, sebbene l’UE possieda eccellenti competenze di ricerca e il più alto a livello globale di esperti qualificati (oltre 100.000 quantum-ready experts), il settore privato europeo non investe abbastanza in questa tecnologia emergente. Solo il 5% dei finanziamenti privati globali nel settore quantistico è destinato a imprese europee.
Sul fronte delle iniziative strategiche, l’UE ha lanciato programmi rilevanti come il Quantum Technologies Flagship per la ricerca e sviluppo, e l’iniziativa EuroQCI per l’infrastruttura di comunicazione quantistica paneuropea. Inoltre, sono previsti investimenti per lo sviluppo di computer quantistici con capacità accelerata entro il 2025, distribuiti su sei siti in tutta l’UE.
Tuttavia, nonostante queste iniziative, il rapporto Draghi sottolinea che l’UE rischia di non raggiungere i suoi obiettivi di breve termine entro il 2030, a meno che non vi sia un maggiore coinvolgimento del settore privato. Il rapporto raccomanda, pertanto, un’espansione delle partnership pubblico-private per sostenere l’intero ecosistema tecnologico, inclusi componenti critici come i chip quantistici. A tal proposito, il Chips Act dell’UE gioca un ruolo chiave, fornendo supporto alla creazione di linee pilota per il testing di queste tecnologie.Un altro tema centrale è la federazione delle infrastrutture quantistiche a livello europeo, come auspicato nel Report sulla Digital Decade del 2023. Tale federazione è vista come essenziale per creare un approccio coordinato a livello europeo, capace di competere a livello internazionale. A tal fine, il rapporto Draghi propone la creazione di laboratori di test quantistici collegati ai centri HPC (high performance computing) dell’UE, per accelerare la ricerca e l’implementazione delle tecnologie quantistiche. Inoltre, viene proposta la creazione di un nuovo gruppo di esperti nell’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza informatica (ENISA), con il compito di monitorare i progressi nel settore e formulare raccomandazioni per la protezione dei sistemi crittografici dell’UE contro minacce future.

