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07/11/2024
Cina e Indo-Pacifico

Prabowo Presidente: l’illusione di un cambiamento

di Aniello Iannone

Con l’inizio del mandato di Prabowo Subianto, l’Indonesia si trova in una fase di trasformazione politica cruciale. Il nuovo presidente sarà chiamato a decidere se seguire la strada tracciata dal predecessore Joko Widodo (Jokowi), oppure se adottare un nuovo corso politico.

Con l’inizio del mandato di Prabowo Subianto, l’Indonesia si trova in una fase di trasformazione politica cruciale. Il nuovo presidente sarà chiamato a decidere se seguire la strada tracciata dal predecessore Joko Widodo (Jokowi), oppure se adottare un nuovo corso politico.

Durante il suo decennio di governo, Jokowi ha puntato con determinazione sulla crescita economica e sullo sviluppo delle infrastrutture, ponendosi obiettivi ambiziosi. Tuttavia, molti di questi traguardi sono rimasti parzialmente raggiunti: ad esempio, la crescita economica prevista al 7% ha incontrato ostacoli che hanno impedito un’espansione stabile, risultando ben al di sotto delle aspettative.

Ripercorrendo la politica di Jokowi, una delle principali riforme economiche di rilievo nel suo secondo mandato è stata l’Omnibus Law che ha introdotto la riforma del lavoro (UU Cipta Kerja), concepita in particolare per attrarre investimenti esteri e stimolare il mercato interno. Questa normativa, se da un lato ha cercato di migliorare l’attrattività del paese per il capitale internazionale, ha però generato un senso di precarietà per i lavoratori, in particolare per la classe media e i dipendenti con contratti a termine, che hanno visto ridursi i loro diritti. Prabowo ha promesso di proseguire su questa linea, puntando al rafforzamento infrastrutturale e a una crescita economica ambiziosa dell’8%, una promessa più propagandistica che reale, che non ha dettagli operativi sul piano di implementazione, creando dubbi circa l’efficacia e la reale sostenibilità di queste promesse.

Povertà in Indonesia: oltre la misurazione quantitativa

Tra gli obiettivi di Prabowo emerge l’eliminazione della povertà, un tema sensibile in un paese dove, secondo la Asian Development Bank, circa il 9,4% della popolazione vive ancora in povertà assoluta, equivalente a circa 30 milioni di persone. Per affrontare questo problema, il piano di Prabowo include misure come la distribuzione di pasti gratuiti nelle scuole, a sostegno dei gruppi più vulnerabili. Questo tema è stato centrale durante la sua campagna elettorale e ha trainato l’elettorato medio al voto, mettendo in luce la fragilità della classe sociale nel paese. Tuttavia, le politiche di sussidio di questo livello, oltre a richiedere fondi enormi (in Indonesia questa misura è stimata a un costo di 74 trilioni di rupie indonesiane), servono solo nel medio periodo e tendono a essere fallimentari nel lungo termine. Per affrontare davvero la povertà è necessaria una prospettiva che superi l’assistenza di base, affrontando le radici della disuguaglianza e della precarietà lavorativa.

Se Prabowo intende affrontare il problema con serietà, dovrà privilegiare un approccio che non si limiti alla redistribuzione delle risorse, ma che punti a creare vere opportunità di emancipazione. Senza un’azione strutturale in questa direzione, le misure proposte rischiano di risultare temporanee, promuovendo dipendenza anziché vera autonomia.

Un altro tema che sta diventando importante per il paese è la sicurezza lavorativa, che resta una questione complessa e centrale per la politica interna indonesiana. Sebbene il tasso di povertà sia diminuito, molti lavoratori si trovano in una condizione di continua incertezza e precarietà. Tale precarietà solleva domande profonde su cosa significhi veramente “ridurre la povertà” nella prospettiva di Prabowo,  in un contesto segnato da disuguaglianza e da un mercato del lavoro volatile sempre più chiuso e competitivo in un paese con il tasso di disuguaglianza sociale tra i più alti al mondo. 

La riforma del lavoro di Jokowi ha tuttavia portato a una riduzione dei diritti dei lavoratori, specie riguardo ai salari minimi e alla sicurezza contrattuale. Il potere negoziale dei dipendenti ne è uscito ridimensionato, e la loro capacità di migliorare le proprie condizioni economiche è oggi più limitata. Prabowo, ad oggi, non ha presentato un piano specifico per affrontare tali criticità e sembra incline a proseguire sulla stessa rotta di Jokowi, offrendo soluzioni temporanee e senza una strategia chiara per aumentare i salari o creare occupazione stabile.

Disuguaglianza: una sfida Indonesiana 

La disuguaglianza sociale costituisce una delle sfide più ardue per il benessere dell’Indonesia. Malgrado i progressi sul fronte infrastrutturale e l’accesso ai servizi di base sotto il governo di Jokowi, la distribuzione della ricchezza rimane fortemente disomogenea. Questa disparità appare in modo evidente nelle aree urbane come Jakarta, dove la vita di lusso della classe alta coesiste accanto alla povertà nelle periferie. Prabowo ha citato alcuni indicatori della disuguaglianza, come la malnutrizione e la mortalità infantile, tuttavia, per rispondere davvero al problema, è necessario estendere il concetto di disuguaglianza oltre le risorse materiali, includendo la libertà di scelta e la possibilità di costruire una vita dignitosa. Senza interventi concreti in tal senso, l’Indonesia rischia di mantenere un sistema con opportunità limitate e in cui gli individui faticano a uscire da una condizione di precarietà.

Per ridurre la povertà e la disuguaglianza in modo efficace, Prabowo dovrà rivedere l’approccio allo sviluppo economico. Non è solo la crescita economica a migliorare il benessere sociale, ma anche la possibilità di creare opportunità per la realizzazione individuale e collettiva. Ciò richiede maggiori investimenti in settori chiave come l’istruzione e la sanità, pilastri fondamentali per garantire un accesso equo e favorire una mobilità sociale reale. Questo è essenziale in particolare  per raggiungere gli obiettivi della Generasi Emas 2045 (Generazione d’oro 2045), un piano che mira a preparare le giovani generazioni indonesiane a essere di qualità, competenti e altamente competitive.

Investire nel capitale umano significa creare un contesto in cui le persone possano sviluppare il proprio potenziale e contribuire attivamente alla società. Se Prabowo intende trasformare l’Indonesia, dovrà concentrare gli sforzi su politiche strutturali che vadano oltre l’assistenza economica temporanea e che mirino a migliorare la formazione e le competenze della popolazione.

L’Indonesia di Prabowo Subianto sembra destinata a seguire le politiche di Jokowi, almeno per la sua prima fase. Tuttavia, se l’obiettivo è un cambiamento vero e tangibile, è essenziale comprendere che povertà e disuguaglianza non si risolveranno con misure provvisorie o incentivi economici superficiali. Prabowo dovrà investire nel capitale umano e creare opportunità autentiche per migliorare la qualità della vita e ridurre le disparità, gettando le basi per un futuro più equo e prospero.