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15/11/2024
Cina e Indo-Pacifico

Il dilemma di Prabowo: l’Indonesia tra USA e Cina nel post-elezioni statunitensi

di Aniello Iannone

Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il panorama geopolitico globale potrebbe entrare in una fase di rinnovate tensioni, una dinamica che non risparmierà il Sud-est asiatico, con l’Indonesia come attore centrale. La più grande democrazia della regione e una potenza economica in ascesa, l'Indonesia si trova ora ad affrontare una sfida complessa e cruciale per il proprio futuro: come si posizionerà il presidente eletto Prabowo Subianto, e quale strategia adotterà per preservare l'autonomia strategica del Paese tra l’influenza degli Stati Uniti di Trump e quella della Cina?

Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il panorama geopolitico globale potrebbe entrare in una fase di rinnovate tensioni, una dinamica che non risparmierà il Sud-est asiatico, con l’Indonesia come attore centrale. La più grande democrazia della regione e una potenza economica in ascesa, l’Indonesia si trova ora ad affrontare una sfida complessa e cruciale per il proprio futuro: come si posizionerà il presidente eletto Prabowo Subianto, e quale strategia adotterà per preservare l’autonomia strategica del Paese tra l’influenza degli Stati Uniti di Trump e quella della Cina?

Dopo anni di leadership moderata sotto Joko Widodo, Prabowo sembra intenzionato ad adottare un approccio più diretto in politica estera. Determinato a consolidare il ruolo dell’Indonesia come potenza emergente nella regione, Prabowo vuole proiettare l’Indonesia come attore chiave nel contesto internazionale. Le sue priorità includeranno la sicurezza nazionale, le controversie nel Mar Cinese Meridionale e la crescente tensione tra Cina e Taiwan. La sua strategia punta a difendere gli interessi indonesiani nel Mar di Natuna, una regione ricca di risorse e cruciale per la sovranità del Paese, mantenendo al contempo la possibilità di migliorare lo status politico dell’Indonesia sul piano internazionale.

Tuttavia, la dipendenza economica dalla Cina – primo partner commerciale dell’Indonesia – pone vincoli importanti che Prabowo difficilmente potrà ignorare. Con Trump alla guida degli Stati Uniti, le sue politiche potrebbero ridurre ulteriormente il margine di neutralità di Prabowo, limitando la filosofia della politica estera basata sulla bebas dan aktif (libera e attiva), imponendogli di scegliere tra rafforzare i legami con Washington o intensificare le relazioni con Beijing.

Fin dall’indipendenza, l’Indonesia ha mantenuto una politica di non allineamento, bilanciando abilmente le relazioni con le grandi potenze globali. Questo approccio, rafforzato in particolare sotto la presidenza di Susilo Bambang Yudhoyono (2004- 2014) e la sua politica dei a million friends and zero enemies, ha garantito una stabilità regionale strategica e ha permesso all’Indonesia di trarre vantaggio dai rapporti commerciali con la Cina. L’adesione dell’Indonesia alla politica di One China Policy  e i progetti finanziati dalla Belt and Road Initiative (BRI) hanno rafforzato i legami con Beijing. Tuttavia, mantenere questa neutralità sta diventando sempre più complesso, poiché con Trump al potere, gli Stati Uniti potrebbero intensificare le pressioni sui Paesi del Sud-est asiatico per allinearsi alla loro strategia di contenimento della Cina, chiedendo non solo maggiore collaborazione economica, ma anche supporto militare.

Il Mar Cinese Meridionale è un esempio eloquente della difficoltà di mantenere una posizione neutrale in un contesto dove la Cina espande la propria influenza militare. Beijing ha rafforzato il controllo su alcune delle isole contese in particolare nelle aree vicino alle Filippine, incrementando le operazioni per consolidare la sua posizione in questa regione strategica. L’Indonesia, che rivendica una zona economica esclusiva nel Mar di Natuna, è particolarmente vulnerabile alle incursioni cinesi. Per Prabowo, dunque, la sfida sarà trovare un equilibrio tra la sicurezza nazionale e il mantenimento dei benefici economici legati alla partnership con Beijing. 

L’amministrazione Trump rappresenta una linea di netta contrapposizione verso la Cina, una posizione che potrebbe spingere Prabowo a prendere in considerazione scenari finora meno esplorati. Washington potrebbe intensificare le pressioni sui Paesi strategici del Sud-est asiatico per contenere l’espansione cinese, anche se ciò comportasse sacrifici per i partner economici della Cina. Questo metterebbe l’Indonesia di fronte a un bivio: assecondare le richieste di Washington, rischiando di compromettere i rapporti con Beijing, o cercare di mantenere una neutralità sempre più difficile.

Un’alleanza stretta con gli Stati Uniti comporterebbe sfide significative per Prabowo. Sul piano commerciale, la Cina è un partner economico di primo piano per l’Indonesia, rendendo improbabile un allontanamento rapido; tuttavia, anche Washington ha già espresso interesse a collaborare con l’Indonesia come partner strategico nella produzione di semiconduttori, una prospettiva che potrebbe essere ben accolta a Jakarta, aprendo la strada a nuovi investimenti americani nel Paese.

La dipendenza economica dell’Indonesia dalla Cina rappresenta una fonte di forza, ma anche una potenziale vulnerabilità. La Belt and Road Initiative ha portato enormi investimenti infrastrutturali, ma ha anche vincolato l’Indonesia a Beijing con una relazione che va oltre i semplici accordi commerciali. Se l’Indonesia decidesse di allinearsi con gli Stati Uniti, il costo economico potrebbe essere alto, poiché Beijing potrebbe rivedere il proprio sostegno ai progetti infrastrutturali in Indonesia, con ripercussioni significative sull’economia del Paese. Inoltre, vi è la questione di Taiwan che rappresenta un ulteriore punto di frizione. Recentemente, l’Indonesia ha intensificato i contatti diplomatici con Taiwan, una mossa che potrebbe complicare le tensioni tra Washington e Beijing, con possibili pressioni americane su Jakarta per adottare una linea più favorevole alla stabilità dello Stretto di Taiwan. Un avvicinamento militare con Washington potrebbe generare tensioni interne, data la storica diffidenza dell’opinione pubblica indonesiana verso le ingerenze straniere negli affari regionali.

Malgrado questa dipendenza economica, Prabowo ha segnalato una possibile apertura verso nuove alleanze. L’adesione ai BRICS potrebbe rafforzare l’indipendenza di Jakarta dagli Stati Uniti, offrendo un’alternativa economica e diplomatica. Tuttavia, l’adesione a questo gruppo, che include rivali strategici degli Stati Uniti come Cina e Russia, potrebbe complicare ulteriormente i rapporti con Washington.

Prabowo è consapevole che, in un contesto internazionale sempre più polarizzato, le scelte di politica estera avranno conseguenze dirette sulla stabilità interna. La sua legittimità politica si fonda in gran parte sulla stabilità economica e sulla percezione che l’Indonesia possa crescere senza interferenze esterne. Un allineamento troppo esplicito con una delle due superpotenze potrebbe minare questo equilibrio, generando dissenso interno, soprattutto se la popolazione percepisce un indebolimento della posizione di Jakarta.

Con il ritorno di Trump e le future pressioni degli Stati Uniti sulla regione, Prabowo potrebbe trovarsi costretto a prendere decisioni difficili e impopolari, mettendo alla prova la coesione sociale del Paese. Le sue prossime mosse saranno cruciali per definire il ruolo dell’Indonesia nel nuovo scenario geopolitico.

La politica estera che Prabowo adotterà influenzerà non solo l’Indonesia, ma avrà ripercussioni sull’intera regione indo-pacifica. In un mondo sempre più polarizzato, mantenere un’autonomia strategica sarà una sfida crescente. L’Indonesia sembra intenzionata a perseguire la sua politica di equilibrio, ma le pressioni esterne rendono questo approccio sempre più difficile. Se Prabowo riuscirà a gestire con successo la doppia sfida di garantire stabilità interna e posizionare l’Indonesia come potenza regionale, potrebbe emergere come un leader cruciale in una regione che, oggi più che mai, guarda con apprensione all’evolversi delle tensioni globali.