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17/01/2025
Cyber e Tech

Verso un’IA etica: il ruolo diplomatico del Vaticano

di Gianpaolo Plini

Il 2025 si apre con l’entrata in vigore delle Linee Guida in materia di Intelligenza Artificiale redatte dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. A questo documento seguiranno leggi e regolamenti attuativi. Vediamo nel dettaglio le sue caratteristiche e dove si inserisce questo documento nello scacchiere della geopolitica dell’AI.

Il 2025 si apre con l’entrata in vigore delle Linee Guida in materia di Intelligenza Artificiale redatte dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. A questo documento seguiranno leggi e regolamenti attuativi. Vediamo nel dettaglio le sue caratteristiche e dove si inserisce questo documento nello scacchiere della geopolitica dell’AI.

Le Linee Guida in materia di intelligenza artificiale

Nel dicembre 2024, il Vaticano ha pubblicato le Linee Guida in Materia di Intelligenza Artificiale  (AI). Questo documento rappresenta un ulteriore passo nella direzione di un approccio responsabile e umano verso le tecnologie digitali. Le Linee Guida ribadiscono l’importanza di mettere la tecnologia al servizio della dignità umana e della giustizia sociale. Secondo le parole del Vescovo Paul Tighe – Segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione -, intervistato nel 2021, il Vaticano ha iniziato a interessarsi seriamente all’AI attraverso una serie di dialoghi con esperti provenienti dalla Silicon Valley e con rappresentanti accademici. Questo interesse si è poi tradotto in iniziative istituzionali concrete, tra cui la promozione della Rome Call for AI Ethics e la costante collaborazione con organizzazioni internazionali come UNESCO e FAO.

Le Linee Guida si articolano in quattro principi fondamentali:

  1. Trasparenza: I sistemi di AI devono essere comprensibili e accessibili a tutti;
  2. Inclusività: La tecnologia deve promuovere l’equità sociale e non aumentare le disuguaglianze;
  3. Responsabilità: Gli sviluppatori e utilizzatori di AI devono rispondere delle loro applicazioni;
  4. Sostenibilità: L’AI deve contribuire alla salvaguardia del pianeta e delle sue risorse.

Il documento evidenzia la necessità di affrontare il cambiamento tecnologico in modo consapevole, per garantire che i benefici derivanti dall’intelligenza artificiale siano distribuiti equamente e che vengano rispettati i principi fondamentali di sviluppo sostenibile e di non discriminazione, nella direzione della fraternità universale e della pace. Per fare ciò, viene indicata l’adozione di azioni concrete per governare il processo tecnologico in corso.

In tale contesto, si è proposto di stabilire principi etici e legali che mettano al centro la dignità e i diritti umani, assicurando che l’intelligenza artificiale venga impiegata in modo da promuovere il benessere sociale, riducendo i rischi di ingiustizie e abusi. La finalità è, quindi, quella di bilanciare le straordinarie opportunità offerte dall’intelligenza artificiale con il rispetto per i valori fondamentali che tutelano ogni persona. Il documento si presenta come una guida, una bussola per orientarsi nel futuro cammino legislativo che disciplinerà l’integrazione tecnologica, con l’obiettivo di ampliare le capacità umane, senza mai perdere di vista il valore centrale della persona.

Perché il Vaticano si interessa di AI?

La crescente influenza dell’AI sulla società moderna, dalla salute alla sicurezza, ha spinto il Vaticano a prendere posizione. L’AI non è solo una tecnologia, ma un catalizzatore di trasformazioni sociali, etiche e antropologiche. Come ha dichiarato Tighe, l’AI pone domande fondamentali su cosa significhi essere umani e su come possiamo promuovere valori che rispettino la dignità umana.

Papa Francesco ha partecipato alla sessione del G7 sull’intelligenza artificiale che si è svolta dal 13 al 15 giugno in Puglia, ma in realtà il rapporto fra Vaticano e l’AI risale agli anni ‘90. Fu Papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Motu Proprio, Vitae Mysterium dell’11 febbraio 1994, a istituire la Pontificia Accademia per la Vita, la cui sede principale si trova nello Stato della Città del Vaticano. L’Accademia ha un ruolo principalmente scientifico, per la promozione e la difesa della vita umana. Questi obiettivi di ricerca non possono non tenere conto dell’intelligenza artificiale. “L’obiettivo è non solo di garantire che nessuno sia escluso, ma anche di proteggere le libertà che potrebbero essere minacciate dal condizionamento algoritmico”, si legge nella Rome Call for AI Ethics. Papa Francesco chiarisce che questo progresso, come quello della robotica, “può rendere possibile un mondo migliore se è unito al bene comune”.

Un altro attore centrale è la Pontificia Accademia delle Scienze, il cui Direttore Marcelo Sánchez Sorondo, incoraggiato dai membri scientifici dell’Accademia, ha avviato una serie di conferenze di alto livello sul tema dell’intelligenza artificiale. Tra i partecipanti a questi incontri figurano personalità di rilievo come Stephen Hawking. L’Accademia, pur svolgendo un ruolo consultivo, ha offerto un importante spazio di riflessione e dibattito. Parallelamente, il Pontificio Consiglio della Cultura ha affrontato formalmente il tema dell’AI durante l’Assemblea Plenaria del 2017, esplorando le sue implicazioni antropologiche e decidendo di collaborare con il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. Da questa collaborazione è nata l’iniziativa più visibile: la conferenza “The Common Good in the Digital Era” tenutasi nel settembre 2019.

Anche la Congregazione per l’Educazione Cattolica ha mostrato attenzione al tema, promuovendo la sensibilizzazione nelle università cattoliche e affrontando le preoccupazioni legate all’AI. La Pontificia Accademia per la Vita, da parte sua, ha ampliato il proprio raggio d’azione, includendo questioni come la robotica e l’intelligenza artificiale accanto ai temi tradizionali quali eutanasia e ricerca genetica. In particolare, ha avviato una collaborazione con IBM e Microsoft che ha portato alla creazione della Rome Call for AI Ethics.

Una necessità evidente è che la Segreteria di Stato, in quanto organo centrale di coordinamento della Santa Sede, lavori per coordinare i diversi stakeholder e formulare una politica coerente sull’AI. Questo approccio strutturato permetterebbe di articolare una risposta consistente alle sfide poste dall’AI nei vari contesti internazionali. Infatti, Papa Francesco, nel capitolo sei dell’enciclica Fratelli Tutti, ha sottolineato l’importanza di un approccio dialogico e consensuale nella ricerca della verità. Sebbene il consenso sia fondamentale, il Papa ricorda che la verità possiede un valore intrinseco indipendente dal consenso stesso. Questa intuizione si traduce nella necessità di un dialogo inclusivo, capace di coinvolgere prospettive diverse per articolare valori e azioni condivise a beneficio di tutta l’umanità.

Il Vaticano, grazie alla sua posizione diplomatica unica e all’assenza di interessi commerciali nel settore dell’intelligenza artificiale, può offrire uno spazio di dialogo neutrale per colmare divisioni e costruire ponti. Questo ruolo simbolico e di leadership si è concretizzato, ad esempio, nei dialoghi con leader della Silicon Valley, dove è emerso un rispetto reciproco per le buone intenzioni alla base dello sviluppo tecnologico. La conferenza del 2019 ha visto la partecipazione di figure di spicco come Reid Hoffman di LinkedIn e Mitchell Baker di Mozilla, dimostrando l’impegno del Vaticano a favorire un confronto costruttivo su scala globale.

Il Pontificio Consiglio della Cultura, attraverso il suo Centro per la Cultura Digitale, ha riconosciuto la necessità di attingere a competenze più ampie, coinvolgendo il network globale delle università cattoliche per affrontare le sfide dell’AI con una prospettiva interdisciplinare e internazionale. Specificatamente, il tema dell’AI, secondo la dottrina della Chiesa, va interpretato alla luce del principio della centralità dell’essere umano, come delineato nell’enciclica Laudato Si’. Questo significa che le tecnologie devono essere valutate non solo per le loro capacità tecniche, ma anche per il loro impatto sull’ambiente, sulla giustizia sociale e sul bene comune. La Chiesa sottolinea che l’etica deve guidare lo sviluppo tecnologico per prevenire derive che possano nuocere alla dignità umana.

Rome Call for AI Ethics

Un momento fondamentale di discussione diplomatica intorno al tema dell’impiego etico dell’AI si è registrato nel 2020, quando il Vaticano si è impegnato in un dialogo interreligioso e interdisciplinare che è scaturito nell’adozione del Rome Call for AI Ethics Document. Questo documento è stato firmato in collaborazione con IBM, Microsoft, Cisco, il Ministero dell’Innovazione italiano e altri partner. I firmatari si impegnano a rispettare i principi della Rome Call in termini di trasparenza, inclusione, responsabilità, imparzialità, affidabilità, sicurezza e privacy, affinché l’AI sia comprensibile per tutti, non discriminatoria, responsabile, libera da pregiudizi, affidabile e sicura. 

La Rome Call for AI Ethics si concentra su tre aree di impatto fondamentali: etica, educazione e diritti. In termini di etica, la Chiesa sottolinea che tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti, un principio che deve essere riflesso nello sviluppo e nell’uso dell’AI. L’educazione è vista come un mezzo per costruire un futuro sostenibile attraverso l’innovazione, coinvolgendo le giovani generazioni. I diritti devono essere protetti da regolamentazioni che salvaguardino le persone, specialmente i più vulnerabili, e l’ambiente. Il documento è stato anche sottoscritto da rappresentanti musulmani e dal Gran Rabbinato d’Israele. A luglio, è stato firmato dai leader delle religioni orientali a Hiroshima, un luogo simbolico scelto per ribadire che la tecnologia non deve mai più essere usata come strumento di distruzione. 

L’arcivescovo Paglia ha aggiunto: “Quando nel 2020, per la prima volta, abbiamo proposto l’urgenza di un’algoretica, sapevamo che i tempi erano maturi. Oggi l’AI non è più un argomento di settore, ma una sfida globale che richiede un’etica condivisa”. Questo impegno dimostra come il Vaticano stia guidando un movimento globale per garantire che l’intelligenza artificiale non solo sia tecnologicamente avanzata, ma anche eticamente responsabile.

Quale ruolo per il Vaticano?

In conclusione, il Vaticano, con la sua tradizione di riflessione morale e il suo ruolo unico nel panorama globale, può fungere da ponte tra mondi diversi: religione, tecnologia e politica. La sfida sarà quella di tradurre i principi enunciati nelle linee guida in azioni concrete che possano influenzare positivamente il futuro dell’intelligenza artificiale e dell’umanità. Come sottolineato dal Vescovo Tighe, “Il Vaticano ha una straordinaria capacità di convocare esperti e leader globali per promuovere un dialogo costruttivo sull’IA e sul suo ruolo nella società”.