Evidenza

Dal 2004, il Centro Studi Geopolitica.info contribuisce allo studio delle Relazioni Internazionali e al dibattito sulla politica estera dell'Italia

Chi siamo
20/10/2025
News, Taiwan Spotlight

Due sfide globali: includere Taiwan nella cooperazione internazionale

di Redazione Taiwan Spotlight

Criminalità transnazionale e cambiamento climatico. Due dinamiche apparentemente distinte, ma accomunate da una caratteristica essenziale: la dimensione globale. Né la criminalità organizzata né le emissioni di gas serra conoscono confini geografici. Entrambe minacciano la sicurezza e la stabilità internazionale, e per affrontarle serve un impegno collettivo, basato sulla cooperazione, sulla trasparenza e sull’inclusione di tutti gli attori responsabili del “villaggio globale”. In questo contesto, lasciare Taiwan ai margini delle principali organizzazioni delle Nazioni Unite — come l’INTERPOL e la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) — non è solo ingiusto, ma anche controproducente.

Criminalità transnazionale e cambiamento climatico. Due dinamiche apparentemente distinte, ma accomunate da una caratteristica essenziale: la dimensione globale. Né la criminalità organizzata né le emissioni di gas serra conoscono confini geografici. Entrambe minacciano la sicurezza e la stabilità internazionale, e per affrontarle serve un impegno collettivo, basato sulla cooperazione, sulla trasparenza e sull’inclusione di tutti gli attori responsabili del “villaggio globale”. In questo contesto, lasciare Taiwan ai margini delle principali organizzazioni delle Nazioni Unite — come l’INTERPOL e la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) — non è solo ingiusto, ma anche controproducente.

Taiwan e la cooperazione di polizia internazionale: una questione di sicurezza globale

La lotta alla criminalità transnazionale richiede una rete internazionale forte, senza vuoti o zone d’ombra. Oggi più che mai, traffici di droga, tratta di esseri umani, crimini informatici e riciclaggio di denaro sfruttano le falle nella cooperazione tra Stati. Taiwan, che secondo il Numbeo Global Database 2024 si colloca al quarto posto mondiale per sicurezza pubblica, è un esempio di efficienza e di impegno nella tutela della legalità. Con un tasso di omicidi tra i più bassi al mondo e un’efficace collaborazione tra forze dell’ordine e società civile, Taiwan rappresenta un modello di governance responsabile.

Le autorità taiwanesi vantano un’esperienza consolidata nella lotta alle frodi digitali e ai reati di tratta, settori in cui hanno conseguito risultati notevoli. Tuttavia, l’esclusione di Taipei dall’INTERPOL — dettata da considerazioni politiche e non operative — limita gravemente la capacità di scambiare informazioni in tempo reale con altri paesi. Ne derivano ritardi nelle indagini, possibilità di fuga per i sospettati e, in ultima analisi, un indebolimento della sicurezza globale.

Basti pensare al caso del forum Creative Private Room, una piattaforma online per la diffusione di materiale pedopornografico smantellata nel 2024 grazie all’intervento delle autorità taiwanesi. L’indagine, che ha coinvolto più di 5.000 utenti e una complessa rete di pagamenti in criptovaluta, ha dimostrato la capacità tecnica e la determinazione di Taiwan nel contrastare crimini informatici transnazionali. Ma senza accesso al sistema di comunicazione globale della polizia I-24/7 dell’INTERPOL, Taiwan è costretta a operare ai margini di un sistema che dovrebbe invece valorizzarne la competenza e il contributo.

È tempo che la comunità internazionale sostenga la partecipazione di Taiwan come osservatore alla 93ª Assemblea Generale dell’INTERPOL e garantisca il suo accesso ai canali di comunicazione e formazione dell’organizzazione. Includere Taiwan non è un favore politico, ma una misura di sicurezza collettiva: senza Taiwan, la rete di sicurezza globale resta incompleta.

Taiwan e la lotta al cambiamento climatico: un attore credibile per la transizione globale

Analogamente, nella sfida al cambiamento climatico, Taiwan ha dimostrato di essere non solo un attore responsabile, ma anche un innovatore. Di fronte ai rischi ambientali che minacciano la regione indo-pacifica — dalle ondate di calore alle inondazioni — Taipei ha reso la transizione verso la neutralità carbonica una priorità nazionale.

Il governo ha approvato obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni, puntando a un taglio del 28% entro il 2030 e del 38% entro il 2035, entrambi con un margine di flessibilità di due punti percentuali in più o in meno (cioè tra il 26% e il 30% per il 2030, e tra il 36% e il 40% per il 2035). Questo approccio consente di tener conto di possibili variazioni legate all’andamento economico, all’evoluzione tecnologica e ad altri fattori strutturali, mantenendo però salda la traiettoria verso l’obiettivo finale della neutralità carbonica entro il 2050.

Taiwan ha inoltre introdotto una tassa sul carbonio (10 USD per tonnellata metrica) e prepara l’avvio di un sistema ETS (Emission Trading Scheme) per il 2026, affiancando strumenti di mercato e meccanismi fiscali in linea con le migliori pratiche globali.

L’Inventario Nazionale dei Gas Serra 2025 mostra già progressi concreti: le emissioni nette di Taiwan nel 2023 sono scese del 4,64% rispetto all’anno di riferimento, e l’intensità di carbonio è diminuita del 44,6%. Questi risultati sono accompagnati da programmi di adattamento climatico avanzati, che coinvolgono governi locali, comunità indigene, ONG e imprese in una rete nazionale di resilienza ambientale.

Eppure, Taiwan resta esclusa dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) e dalla prossima COP30 di Belém, in Brasile. Una contraddizione evidente: un paese che produce conoscenza, investe nella decarbonizzazione e promuove partnership globali non può partecipare al principale forum mondiale sul clima.

Nel pieno spirito del Global Mutirão della COP30, è giunto il momento di permettere a Taiwan di contribuire alla transizione globale verso un mondo a emissioni net-zero. L’esclusione non solo penalizza Taiwan, ma priva la comunità internazionale di un partner esperto, democratico e tecnologicamente avanzato.

Inclusione, cooperazione, responsabilità

Dall’INTERPOL all’UNFCCC, il messaggio è lo stesso: Taiwan è pronta a fare la sua parte. È una democrazia matura, un’economia avanzata e un membro responsabile della comunità internazionale. Sostenere la partecipazione di Taiwan non significa schierarsi politicamente, ma rafforzare la capacità collettiva di rispondere alle sfide globali — dal contrasto alla criminalità internazionale alla lotta contro il cambiamento climatico.

In un mondo interconnesso, dove la sicurezza e la sostenibilità sono beni condivisi, l’inclusione di Taiwan è una scelta di buon senso e di responsabilità. Per un pianeta più sicuro, più verde e più giusto, è tempo di dare spazio a Taiwan.

Gli Autori