Il contributo analizza l’Asia Centrale attraverso il concetto di liminalità, tra diversi ordini geopolitici, economici e normativi. Attraverso i casi di Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan, mostra come la regione trasformi la propria marginalità in una risorsa. I saggi evidenziano forme diverse di liminalità strategica, dalla diplomazia multivettoriale fino alla riconfigurazione delle catene globali. Nel complesso, il contributo propone una lettura dell’Asia Centrale come attore attivo e non periferico nelle trasformazioni dell’ordine internazionale.

