La lunga campagna elettorale negli Stati Uniti si è conclusa. È giunto l’election day e nel giorno in cui apriranno le urne negli States, sembra opportuno dare un ultimo sguardo ai programmi elettorali dei due candidati principali. Si presentano dunque le posizioni che Kamala Harris e Donald Trump hanno sviluppato, su temi rilevanti nella politica interna degli Stati Uniti, partendo da tre grandi tematiche di particolare interesse per l’elettorato americano: economia, aborto e sanità e, infine, immigrazione e sicurezza interna.
Introduzione ai candidati
Prima di focalizzarsi sui programmi elettorali stessi è necessario presentare brevemente i due candidati per conoscerne meglio la storia e contestualizzarne la figura.
Kamala Harris è stata proiettata repentinamente in cima alla lista presidenziale democratica a luglio, dopo il ritiro di Biden dalla corsa. La sua carriera ha avuto inizio come Procuratrice distrettuale di San Francisco. Con quest’incarico, avviato nel 2010, ha contribuito all’approvazione di leggi che favorissero i proprietari di case, ha lanciato una stretta sul comportamento delle forze dell’ordine, si è battuta contro l’assenteismo scolastico e ha sostenuto politiche pro-clima. In questo periodo, però, ha anche ricevuto numerose critiche. In particolare, è stata accusata di aver fatto perseguire esageratamente le persone per reati minori legati alla marijuana e per aver sostenuto una legge che permettesse di incriminare i genitori qualora i figli si fossero assentati eccessivamente da scuola. Secondo i detrattori, infatti, la norma prendeva di mira le classi più svantaggiate e gli immigrati.
Ha ricoperto l’incarico fino al 2016 anno della sua elezione al Senato. In qualità di senatrice Kamala Harris ha espresso la sua opposizione all’ordine di Trump di vietare l’ingresso negli Stati Uniti agli immigrati provenienti da Paesi a maggioranza musulmana. Inoltre, fino al 2019, anno in cui ha lanciato una breve campagna presidenziale, era co-sponsor della legge Medicare for All che mira a fornire un sistema sanitario pubblico per tutti gli americani. Nello stesso periodo ha supportato rigide politiche pro-clima come quella che prevedeva il divieto del fracking.
Scelta come vicepresidente da Biden, è diventata la prima donna nera e asiatica americana a ricoprire questo ruolo. Come vicepresidente, ha affrontato temi complessi come i diritti riproduttivi, l’immigrazione e il diritto di voto.
Donald Trump si candida per un secondo mandato alla Casa Bianca dopo la sconfitta contro Joe Biden nel 2020. È il primo ex presidente degli Stati Uniti a essere stato condannato per crimini penali, tra cui la falsificazione di documenti legati a un pagamento del 2016 a Stormy Daniels, e deve affrontare altre accuse federali e statali, come il tentativo di sovvertire le elezioni del 2020 e la gestione impropria di documenti riservati.
Ha attaccato più volte l’amministrazione Biden-Harris per le politiche economiche, in particolare l’inflazione, e per le politiche migratorie. Durante la sua amministrazione, Trump ha nominato giudici conservatori alla Corte Suprema e altre corti federali, portando a un cambiamento ideologico in diverse corti d’appello, ha ritirato gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e indebolito politiche “verdi” come il Clean Power Plan riducendo, inoltre, l’importanza delle considerazioni sul clima nelle autorizzazioni per progetti infrastrutturali.
L’ex Presidente ha adottato politiche rigide sull’immigrazione facendo pressione sui Paesi vicini per rendere più difficile il viaggio dei migranti verso gli Stati Uniti. Le sue politiche commerciali hanno portato a una guerra di dazi con la Cina e un conseguente aumento del deficit commerciale a cui hanno contribuito anche le leggi per la riduzione delle tasse dirette a imprese e persone fisiche.
Analisi dei programmi:
Economia
Kamala Harris propone diverse misure economiche per sostenere le famiglie americane, tra cui il sostegno per l’acquisto della prima casa con un credito d’imposta fino a 25.000 dollari per i nuovi acquirenti e fino a 6.000 dollari per i genitori di neonati. Promette di costruire 3 milioni di abitazioni per ridurre i costi di case e affitti, offrendo incentivi fiscali ai costruttori di case popolari. Per combattere l’inflazione, intende introdurre un divieto federale contro la speculazione sui prezzi dei generi alimentari. Il suo piano punta a creare “un’economia delle opportunità,” con una riduzione fiscale per la classe media che beneficerà oltre 100 milioni di americani, pur senza aumentare le tasse per chi guadagna meno di 400.000 dollari. Harris punta anche a proteggere le terre pubbliche, abbassare i costi energetici delle famiglie, e garantire aria e acqua pulite, rendendo gli inquinatori più responsabili.
Sul tema della competizione tra Stati Uniti e Cina, ha fatto sapere che non desidera un conflitto bensì relazioni economiche di “de-escalation”. Attraverso questo approccio, Harris vorrebbe posizionare gli Stati Uniti come leader nella definizione di regole comuni e misure affinché la Cina le rispetti. Si prevede, infatti, l’uso di strumenti commerciali per contrastare pratiche disoneste come il divieto di importazioni legate al lavoro forzato, la compensazione di sovvenzioni sleali, indagini sull’evasione dei dazi e l’adozione di requisiti commerciali “verdi”. Ci si aspetta, comunque, che Harris, così come Trump, mantenga le tariffe esistenti sui prodotti cinesi.
Donald Trump ha promesso di “porre fine all’inflazione e rendere l’America di nuovo accessibile.” Tra le sue proposte, figura l’espansione della produzione energetica aprendo l’Artico alle trivellazioni, per ridurre i costi energetici. Intende affrontare i costi abitativi limitando i mutui per i migranti senza documenti e avviando la costruzione di case su terreni federali. Sul fronte fiscale, prevede l’estensione dei tagli del 2017 e propone di ridurre l’imposta sulle società al 15%, oltre all’esenzione fiscale sui redditi da mancia e all’abolizione della tassa sui pagamenti della previdenza sociale per i pensionati. Per proteggere i produttori statunitensi, intende applicare tariffe del 10-20% sulla maggior parte delle merci importate, con un 60% sui prodotti cinesi. Infine, punta a eliminare regolamenti ambientali per favorire l’industria automobilistica, opponendosi a veicoli elettrici e parchi eolici offshore.
Aborto e Sanità
Kamala Harris ha posto i diritti all’aborto al centro della sua campagna, promettendo di sostenere una legislazione che garantisca i diritti riproduttivi a livello nazionale e dichiarando di impegnarsi a non permettere mai l’approvazione di un divieto nazionale all’aborto. Dopo la decisione della Corte Suprema di ribaltare la sentenza Roe v. Wade nel 2022, ha inquadrato la questione come una lotta per la libertà personale, avviando nel 2023 un tour per la libertà riproduttiva che l’ha portata a visitare diversi Stati, inclusa una clinica per aborti in Minnesota, un evento storico per un vicepresidente in carica. Sebbene in passato avesse sostenuto l’espansione dei programmi di assistenza sanitaria pubblica, come Medicare, negli ultimi tempi ha ritrattato. Ha affermato, infatti, che non spingerà per un sistema sanitario unico, promettendo allo stesso tempo, di cancellare i debiti sanitari e collaborare con gli Stati per affrontare questa problematica. Ha inoltre proposto di estendere il tetto mensile di 35 dollari per l’insulina e il limite annuo di 2.000 dollari per le spese farmaceutiche, attualmente riservati ai beneficiari di Medicare, a tutti gli statunitensi.
Recentemente, l’amministrazione Biden-Harris ha lavorato proprio su questo tema per rendere l’assistenza sanitaria più equa e accessibile a tutti. Negli Stati Uniti, infatti, i nativi americani e i nativi dell’Alaska presentano disparità significative rispetto alla popolazione generale in quanto a disponibilità di trattamenti sanitari. È stata prevista, anche a queste comunità, l’estensione di Medicaid, un programma di copertura dei costi medici per persone e famiglie bisognose e del Children’s Health Insurance Program, un programma di assicurazione sanitaria per bambini. L’approvazione dell’emendamento in questione, oltre a colmare le differenze esistenti, potrebbe aiutare numerose famiglie, altrimenti escluse, ad ottenere le agevolazioni previste dai due programmi.
Trump sostiene che gli Stati dovrebbero decidere autonomamente le leggi sull’aborto, ma di recente ha cercato di assumere una posizione più moderata per non alienare la sua base conservatrice. Ha criticato il divieto di aborto oltre le sei settimane introdotto in Florida ma si è opposto a una misura che garantirebbe il diritto all’aborto nello Stato. Tuttavia, durante il dibattito presidenziale, ha affermato che non firmerebbe una legge federale che vieti l’aborto a livello nazionale. Promette di non tagliare Medicare e, sebbene avesse tentato senza successo di affossare l’Affordable Care Act (Obamacare), che ha esteso l’assicurazione a milioni di persone, ha recentemente dichiarato che non lo abolirebbe. Inoltre, Trump intende eliminare le politiche di Biden sui trattamenti di affermazione di genere per i giovani, affermando che se gli ospedali offrissero tali cure ai minori, non potrebbero rispettare gli standard di Medicaid e Medicare.
Immigrazione e Sicurezza interna
Il dossier immigrazione è uno dei più importanti per Kamala Harris, che nel tempo ha assunto un atteggiamento più moderato sul tema delle politiche di confine.
Durante la campagna elettorale ha ribadito il suo sostegno alla proposta di legge interpartitica sulla sicurezza delle frontiere. La norma, che a febbraio 2024 è stata affossata dai repubblicani nel Congresso su richiesta di Trump, avrebbe portato centinaia di milioni di dollari per la costruzione del muro di confine. Avrebbe, inoltre, contribuito a velocizzare le decisioni sulle richieste di asilo, limitato la libertà condizionata per motivi umanitari e accresciuto le possibilità di espulsione dei migranti. La vicepresidente ha dichiarato di voler riprendere il disegno di legge e di volerlo firmare.
Pur avendo sostenuto, in passato, un approccio più tollerante, in questi mesi ha affermato che “dovrebbero esserci delle conseguenze” per chi decide di attraversare illegalmente il confine degli Stati Uniti. Come vicepresidente, è stata incaricata proprio di affrontare le cause del numero record di migranti centroamericani che hanno attraversato il confine meridionale. Per questo ha contribuito a raccogliere 3 miliardi di dollari, provenienti in larga misura da aziende private, per finanziare investimenti oltreconfine tesi ad incoraggiare la popolazione locali a rimanere nei loro Paesi d’origine.
Nonostante abbia rivelato di possedere una pistola per motivi di sicurezza personale, Kamala Harris è da sempre sostenitrice delle norme sulla sicurezza delle armi. In effetti, da quando è stato creato nel 2023, è a capo dell’Ufficio della Casa Bianca per la prevenzione e la violenza delle armi. Nel 2022, l’amministrazione Biden-Harris ha promulgato il Bipartisan Safer Communities Act, che include controlli più rigidi per gli acquirenti di armi sotto i 21 anni e fornisce finanziamenti per i servizi di salute mentale. Nonostante si dica sostenitrice del Secondo Emendamento, Harris promette comunque di vietare le armi d’assalto e i caricatori ad alta capacità, di introdurre controlli universali sul background degli acquirenti, di sostenere leggi per prevenire l’accesso alle armi da parte dei condannati per violenza domestica e di revocare le licenze di produttori e rivenditori di armi che abbiano violato la legge.
Come nel 2016 il tema dell’immigrazione rappresenta una priorità per Trump che promette di completare il muro con il Messico e applicare leggi più restrittive. La promessa è quella di realizzare la più grande deportazione di immigrati privi di documenti nella storia degli Stati Uniti. Come sostenuto dal candidato vicepresidente J.D. Vance l’obiettivo finale sarebbe quello di espellere fino a un milione di persone. Inoltre, un’altra proposta di Trump prevede che i figli di residenti privi di documenti non abbiano più diritto alla cittadinanza.
L’ex Presidente, si è impegnato a combattere i cartelli della droga e a risanare le città gestite dai democratici, che definisce invase dalla criminalità. Il suo programma prevede di ripristinare la sicurezza nei quartieri, rifornendo i dipartimenti di polizia e proteggendo gli agenti da quelle che definisce “cause legali frivole”.
Donald Trump si presenta come un forte sostenitore del diritto alla difesa per tutti gli americani. Subito dopo il suo insediamento nel 2017, ha abrogato un regolamento che rendeva più difficile l’acquisto di armi per le persone affette da malattie mentali. Nel 2018, in seguito all’ennesima sparatoria in una scuola, aveva suggerito dei bonus per gli insegnanti “abili con le armi” favorendo il porto d’armi per i docenti.
Durante la campagna elettorale, Trump non ha proposto idee specifiche sul tema. Tuttavia, in un discorso tenuto in Pennsylvania, ha promesso che, se venisse rieletto, non permetterebbe alcun intervento sulle norme in materia di armi da fuoco. L’ex Presidente afferma di non aver posto alcun limite alle armi durante il suo mandato. Tuttavia la sua amministrazione nel 2017 ha emesso un divieto sui bump stock, una modifica a basso costo che permette di aumentare notevolmente le prestazioni dell’arma. Inoltre, in seguito a sparatorie di massa, come quella a Parkland nel 2018, Trump aveva espresso il suo sostegno a controlli più rigidi sui precedenti penali. Tali misure, però, sono state avversate duramente dagli “attivisti del Secondo Emendamento” e, per questa ragione, sono state cestinate.
Conclusione
In sintesi, Harris e Trump presentano visioni contrastanti per il futuro degli Stati Uniti. Harris si concentra su un’economia inclusiva, garantendo diritti civili come l’aborto, proponendo maggiori controlli sulle armi e politiche ambientali rigorose. Il suo approccio mira a proteggere i diritti e rafforzare le opportunità per la classe media, mantenendo un equilibrio sulla sicurezza dei confini e ponendo attenzione alle famiglie e alle persone vulnerabili.
Trump, d’altro canto, propone politiche economiche incentrate su tagli fiscali, espansione della produzione energetica e una maggiore rigidità su immigrazione e sicurezza. Punta a rafforzare l’industria statunitense, ridurre la regolamentazione ambientale e riaffermare il controllo statale sull’aborto, lasciando agli Stati la libertà di decidere.
Fatte queste considerazioni si potrebbe passare, in chiusura, per una breve analisi dell’elettorato a cui si rivolgono i due candidati, per comprendere a chi sono stati diretti gli ultimi sforzi.
In uno studio condotto dal New York Times sulle elezioni del 2020, è emerso che il Partito Democratico ha riscontrato maggiore consenso tra le donne e nelle aree urbane, tra le persone non bianche — in particolare tra le tre maggiori minoranze negli Stati Uniti: afroamericani, latinoamericani e asiatico-americani — nonché tra coloro che possiedono un’istruzione universitaria e tra le persone non sposate o con redditi inferiori a 50.000 dollari annui.
Da parte sua, il Partito Repubblicano ha ottenuto il maggior sostegno tra gli uomini e nelle aree rurali, tra gli elettori bianchi di età superiore ai 45 anni, tra coloro che non possiedono una laurea, sposati e con redditi superiori a 100.000 dollari annui. Sarà a questi gruppi che si sono rivolti rispettivamente Kamala Harris e Donald Trump per convincere gli ultimi indecisi soprattutto negli Swing States. Un ruolo di particolare rilevanza, infatti, sarà riservato alle minoranze di latinos e afroamericani presenti in Pennsylvania e Wisconsin e alle comunità rurali di Arizona, Georgia e North Carolina.

