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12/02/2025
Cina e Indo-Pacifico, Difesa, Europa, Italia

Nell’incertezza, il Giappone si guarda attorno

di Andrei Daniel Lacanu

La seconda Presidenza Trump riporta un grado di incertezza nella relazione tra Stati Uniti e Giappone. Tokyo non rinuncerà all’alleanza con Washington, ma continuerà a rafforzare i legami con altri partner, tra cui l’Unione Europea. Il 1 novembre 2024, pochi giorni prima delle elezioni negli Stati Uniti, è stata annunciata una partnership in materia di sicurezza e difesa.

La seconda Presidenza Trump riporta un grado di incertezza nella relazione tra Stati Uniti e Giappone. Tokyo non rinuncerà all’alleanza con Washington, ma continuerà a rafforzare i legami con altri partner, tra cui l’Unione Europea. Il 1 novembre 2024, pochi giorni prima delle elezioni negli Stati Uniti, è stata annunciata una partnership in materia di sicurezza e difesa.

La rielezione di Donald Trump alla Casa bianca ha riaperto spazi di incertezza nella politica estera giapponese. Benché l’Indo-Pacifico e la competizione strategica con la Cina rimarranno prioritarie per gli Stati Uniti, l’approccio personalistico e transazionale, l’avversione per il multilateralismo, la passione per i dazi e il marcato posizionamento anti-cinese di Trump e del suo esecutivo sono fonte di preoccupazione per Tokyo.

Al momento, sembra che il Giappone non sia ancora nel mirino di misure daziarie americane, ma le tariffe recentemente annunciate nei confronti della Repubblica Popolare Cinese potrebbero avere delle ripercussioni sulle catene del valore del Giappone. Inoltre, dal punto di vista della relazione militare tra i due Paesi, nel 2026 dovrà essere rinnovato l’accordo per la permanenza delle forze americane in Giappone; una questione che, soprattutto per la divisione dei costi, ha già creato qualche frizione in passato.

Di fronte a un alleato sempre più incerto e imprevedibile, il Giappone non è, tuttavia, rimasto con le mani in mano. La percezione di una crescente pericolosità e assertività della Cina, in particolare nel mar cinese orientale e nel mar cinese meridionale, ha spinto Tokyo ad accelerare il suo processo di “normalizzazione”, aumentando le spese militari, e rafforzando i suoi legami con diversi partner dell’area. 

Lo scoppio della guerra in Ucraina, l’annunciata “amicizia senza limiti” tra Russia e Cina e il ritrovato asse Mosca-Pyongyang hanno ulteriormente complicato lo scenario, rafforzando la convinzione che esista un collegamento tra gli equilibri di sicurezza europei e quelli indo-pacifici.

A riprova, il crescente dialogo tra NATO, da una parte, e Australia, Corea del Sud, Giappone e Nuova Zelanda dall’altra: al 75esimo summit dell’alleanza atlantica, tenutosi a Washington la scorsa estate, i quattro Paesi hanno partecipato come invitati per la terza volta consecutiva.

Il rafforzamento della partnership con l’Unione Europea può, dunque, essere letto in questo quadro di incertezza e crescente interdipendenza dei contesti europeo ed asiatico. Le relazioni con Bruxelles sono state elevate a livello di partnership strategica con un accordo firmato nel luglio 2018, ratificato nell’aprile 2024: un partenariato che si fonda su valori comuni come la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali.

L’1 novembre 2024, in occasione del primo Dialogo Strategico tra i Ministri degli Esteri dell’UE e del Giappone, è stato inoltre formalizzato un partenariato di sicurezza e difesa, mirato a garantire la stabilità in diversi settori chiave.

In particolare, l’accordo prevede una maggiore cooperazione in sicurezza marittima, cybersicurezza, sicurezza spaziale, minacce ibride e contrasto al terrorismo. Si tratta di un significativo passo avanti, fondamentale nella relazione tra i due attori che si sono impegnati a stabilire regolari incontri a livello di gruppi di lavoro in materia di difesa e sicurezza ma anche di svolgere esercitazioni navali congiunte.

Una delle priorità di Tokyo per l’Indo-Pacifico è la sicurezza marittima nell’ottica di mantenere aperta e libera la circolazione nei mari. In questo senso, il Giappone ha avviato un percorso di investimento e rinnovamento delle sue forze aeronavali, tra cui l’ammodernamento di vascelli portaelicotteri che in futuro dovrebbero impiegare anche jet militari a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL), come l’F35B. 

L’Italia svolge un ruolo chiave negli sforzi giapponesi per aumentare le proprie capacità aeronavali. Nell’estate del 2024, infatti, la portaerei italiana Cavour si è diretta in Giappone dove si sono tenute manovre congiunte con le Forze di autodifesa marittima giapponesi proprio allo scopo di condividere l’esperienza della Marina Italiana nell’impiego degli  STOVL.

Ma la cooperazione tra Roma e Tokyo è più ampia. Con anche il coinvolgimento del Regno Unito, a dicembre 2022 è stato firmato un accordo trilaterale con il quale ha preso trazione il Global Combat Air Programme (GCAP), un progetto per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione. 

Dal 6 all’8 febbraio, il Primo ministro giapponese Ishiba è volato a Washington per riaffermare l’importanza strategica dell’alleanza. Allo stesso tempo, però, dovesse complicarsi la relazione con il Presidente Trump, il Giappone sta rafforzando i suoi rapporti con diversi attori “like-minded”: tra questi, l’Unione europea e l’Italia giocano un ruolo sempre più strategico. 

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