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Il 16 dicembre, la Giornata Nazionale dello Spazio. Obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del settore

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E’ ormai prossima l’istituzione della Giornata Nazionale dello Spazio. Il 5 ottobre il Consiglio dei Ministri presieduto da Mario Draghi è stato sentito su questo tema, su proposta del Ministro Vittorio Colao, il nuovo delegato per le politiche spaziali e aerospaziali dallo scorso agosto. Il giorno scelto per la ricorrenza è il 16 dicembre. Si vuole così ricordare il lancio del primo satellite né americano né russo ad entrare nello spazio, il San Marco 1, niente meno che un satellite italiano.

Il 15 dicembre del 1964, infatti, dalla base NASA di Wallops Island in Virginia, alle 20 e 24 minuti, un razzo americano Scout portava il nostro satellite in orbita, il primo del Progetto San Marco, ideato e realizzato dal padre dello spazio italiano, il Generale dell’Aeronautica e Professore universitario Luigi Broglio. 

Quella sera, nel centro di controllo della base, al di là della vetrata che separava i tecnici, sedevano il Direttore della NASA Hugh Dryden e Sergio Fenoaltea, Ambasciatore italiano a Washington. 

Il lancio del San Marco 1 fu un successo, il primo ad essere effettuato esclusivamente da personale italiano, per la maggior parte proveniente dall’Aeronautica Militare, e in piena autonomia. 

Il Presidente americano Johnson, in un messaggio indirizzato al popolo italiano per l’occasione, affermava: “E’ la prima volta che un gruppo di lancio di nazione diversa dagli Stati Uniti d’America e dall’Unione Sovietica sia riuscito a mettere un proprio satellite in orbita”. Per l’Italia fu il primo Natale Spaziale oltre a rappresentare il raggiungimento di una posizione assai ambita: posizione che, da allora, non abbiamo mai ceduto.

Il tema della Giornata Nazionale dello Spazio era in ballo già da mesi: in occasione della prima riunione del Comitato interministeriali per le politiche spaziali (COMINT) dell’era Draghi, a giugno, era arrivato un primo via libera all’istituzione di questa ricorrenza. 

È indubbio che il tema delle attività spaziali sia di particolare attualità ovvero che abbia guadagnato rilevanza per l’Italia negli ultimi 3 anni almeno. A dimostrazione di questo rinnovato interesse, ricordiamo la recente folta partecipazione ministeriale all’evento “G20, l’Italia per lo Spazio”, organizzato dalla Fondazione Leonardo – Civiltà delle macchine lo scorso 21 settembre, dove oltre al Ministro Colao c’erano anche il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Università e della ricerca Maria Cristina Messa.

Pochi giorni prima, ancora, l’Agenzia spaziale italiana aveva visto uniti i vertici degli enti spaziali dei venti Paesi più industrializzati del mondo, organismi internazionali e industrie del settore al “G20 Space Economy Leaders meeting 2021”, organizzato con lo scopo di rendere lo Spazio uno dei temi stabili del G20, quest’anno a presidenza italiana.

Anche l’Expo apertasi a Dubai ha fra i suoi temi lo Spazio e l’ASI, in qualità di partner del Commissariato Generale di sezione dell’Italia a EXPO, parteciperà a diversi eventi nel corso della Settimana dello Spazio, che avrà luogo dal 17 al 23 ottobre al Padiglione Italia.

Della Giornata Nazionale dello Spazio si è avuta conferma anche durante la 14^ seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale (COMINT), tenutasi Il 13 ottobre 2021 nella Sala Verde di Palazzo Chigi: riunione presieduta per la prima volta dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao.

In base a quanto emerso, la Giornata Nazionale dello Spazio servirà a rendere questa rinnovata attenzione ed attualità del tema, più a portata del cittadino. 

Secondo le dichiarazioni, infatti, l’iniziativa dovrebbe essere “volta a promuovere la consapevolezza della cittadinanza sulle attività spaziali, che vada oltre le spettacolari attività di esplorazione e che dia enfasi alla pervasività nella vita quotidiana dei servizi generati nello Spazio e dei ritorni che il settore offre in termini di crescita economica, tecnologica e di prestigio internazionale del Paese”.

Date queste premesse, allora, la speranza è che tramite questa ricorrenza si riesca a far emergere il ruolo che l’Italia ha oggi, uno dei pochi Paesi al mondo dotati di una filiera completa nel settore spaziale in grado di coprire tutti i settori disciplinari con grandi capacità competitive. Tutto questo partendo certamente e doverosamente dalla sua storia, il San Marco. Ma la storia, in questo caso, deve servire da monito a non commettere gli stessi errori del passato.

Ben vengano le celebrazioni, il ricordo, ma l’augurio è che si inizi a camminare nel passato per saper meglio e più coscientemente correre nel futuro. 

Un futuro che deve far emergere un’industria italiana d’eccellenza, una specializzazione e una competenza uniche che ci portano ad eccellere a livello europeo, anzi, mondiale.

Un futuro che vede un ruolo dei privati sempre più rilevante, già forse evidente con l’avvento dell’era Musk e del Turismo Spaziale: eventi che certamente arrivano in maniera più immediata al cittadino, ma che non devono portare ad una eccessiva spettacolarizzazione che porti a sottovalutare ciò che di veramente indispensabile c’è dietro alle attività spaziali o a dimenticare lacune o gap normativi che forse è meglio dimenticare.

La Giornata Nazionale dello Spazio non dovrà essere solo commemorativa ma d’impatto, di stimolo nei confronti dei giovani a guardare di nuovo a ciò che li circonda; nei confronti della ricerca per ricordare che il premio Nobel della Fisica non si vince per caso o che non si arriva certo sulla Luna o su Marte per caso. 

Ma soprattutto, questa giornata dovrà essere di monito nei confronti di chi ha l’onore (e l’onere, certo) di gestire oggi questa realtà, questo dominio al centro della competizione geopolitica globale che è lo Spazio, le opportunità che le capacità e la competitività dell’intera filiera spaziale italiana hanno di contribuire, attraverso un adeguato e continuativo investimento per lo spazio al progresso scientifico-tecnologico, alla crescita della produttività del comparto industriale e alla conseguente crescita dell’economia nazionale, come dello Sviluppo Sostenibile.

Secondo le previsioni più recenti la famosa “Space Economy” potrebbe raggiungere un giro d’affari complessivo di 1000 miliardi di dollari nel 2040, dopo aver toccato nel 2019 i 360 miliardi di dollari, pari a 325 miliardi di euro, valori che si riferiscono a ricavi globali che comprendono componenti che riguardano anche industrie non specificatamente spaziali, ma che si avvalgono di servizi offerti dal settore, come nel caso delle TV via satellite e degli apparati per comunicazioni o navigazione.

Lo Spazio è “un punto di forza del nostro Paese” ha affermato il ministro Colao: “l’Italia può, deve e vuole pensare in grande”. Il momento è “adesso”, aggiunge, sottolineando l’esistenza di “grandissime opportunità” che possono prevedere anche un “coinvolgimento sano dei privati, regolamentato e sostenibile in tutte le sue forme, dalle partnership pubblico private alle forme di co-investimento”.

L’obiettivo da raggiungere, quindi, è far capire quanto le tecnologie spaziali siano fondamentali per la quotidianità di una nazione: per informare su come i vantaggi delle tecnologie e delle applicazioni spaziali e il loro sostegno alla società siano diventati sempre più importanti nell’agenda globale dello sviluppo sostenibile: su come lo Spazio sia un asset strategico anche per lo sviluppo economico, grazie alla spinta che fornisce al progresso tecnologico e industriale e per i servizi che consente di rendere disponibili, con impatti positivi e ricadute su un ampio bacino di utenti finali (istituzionali e commerciali). 

Per dimostrare, dunque, come lo Spazio sia un settore strategico per l’Italia, attualmente l’ottava potenza mondiale in questo campo, sia nell’ambito delle relazioni internazionali (in quanto utile strumento di cooperazione), sia per la sua crescente rilevanza per il sistema scientifico e produttivo del Paese.

Attraverso la Giornata Nazionale dello Spazio, l’Italia può diventare maggiormente consapevole del suo passato in questo settore, ma deve necessariamente affrontare una volta per tutte anche alcuni temi a dir poco spinosi, come quelli connessi alla normativa in materia spaziale, per poter meglio e più coscientemente affrontare le nuove sfide e i nuovi protagonisti del presente.

Partire dal passato, è doveroso. Ma dal passato occorre imparare a come correre, il più velocemente possibile, verso il futuro.

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