Evidenza

Dal 2004, il Centro Studi Geopolitica.info contribuisce allo studio delle Relazioni Internazionali e al dibattito sulla politica estera dell'Italia

Chi siamo
05/12/2024
Cina e Indo-Pacifico

Impeachment per Yoon? Suvvia, mica ha tentato un colpo di stato!

di Alessandro Vesprini

Nella giornata del 4 dicembre, il partito conservatore si è riunito col presidente. Nel frattempo, lo staff governativo ha offerto in massa le proprie dimissioni e il partito liberale mantiene il timone sulla rotta dell’impeachment. Dopo i fatti della notte precedente, la stampa internazionale è sicura al 100% che Yoon abbia i giorni contanti. Invece, colpo di scena: il partito conservatore dichiara che voterà contro l’impeachment e nella tv nazionale nega che si sia trattato di un colpo di stato. Certo che i drammi non mancano in Corea

Nella giornata del 4 dicembre, il partito conservatore si è riunito col presidente. Nel frattempo, lo staff governativo ha offerto in massa le proprie dimissioni e il partito liberale mantiene il timone sulla rotta dell’impeachment. Dopo i fatti della notte precedente, la stampa internazionale è sicura al 100% che Yoon abbia i giorni contanti. Invece, colpo di scena: il partito conservatore dichiara che voterà contro l’impeachment e nella tv nazionale nega che si sia trattato di un colpo di stato. Certo che i drammi non mancano in Corea.

Una benda sugli occhi

“Non ho fatto niente di sbagliato” dichiara il presidente Yoon Suk-yeol verso l’ora di pranzo del 5 dicembre, mentre nella nazione il discontento aumenta e la stampa internazionale non si risparmia nel descrivere gli eventi delle due sere precedenti come un colpo di stato mancato. Nel frattempo, il partito conservatore si schiera apparentemente con Yoon, completamente ignorando che persino le elettrici conservatrici considerano il tentato golpe come intollerabile. La demografia dell’elettorato, infatti, gioca un ruolo determinante. La Corea del Sud è notoriamente afflitta da una bassa natalità e da una prominente fascia demografica anziana, che ancora ricorda le leggi marziali imposte dal generale Chun Doo-hwan. Persino a Busan, che con Daegu rappresenta una delle roccaforti conservatrici, il malcontento è in aumento. Nel tempo intercorso tra il 30 novembre e il 4 dicembre, come potete vedere dal contenuto postato sulla pagina Instagram di Geopolitica.info e dalle mie immagini personali, il numero di persone è aumentato più che esponenzialmente nel giro di pochi giorni.

La mossa del partito conservatore è oggettivamente inspiegabile, se non si fattorizza all’interno dell’equazione la partecipazione delle maggiori forze religiose del paese. Prima del tentato coup, il consenso nei confronti di Yoon era vicino al 19%. Le Chiese Presbiteriane di Corea, anche dopo la pantomima della legge marziale, non approvano le richieste di impeachment nei confronti del presidente. Secondo un sondaggio del 2020, il 18 % della popolazione sudcoreana si definisce cristiana protestante, di cui la quasi interezza afferente alla professione presbiteriana. Nel frattempo, sia le cattoliche che le buddiste hanno espresso la condanna nei confronti degli eventi del 3 dicembre. Se il partito conservatore dovesse effettivamente votare contro l’impeachment, si prospetterebbero mesi di malcontenti ancora più aspri e acuti, nonché il suicidio politico del partito conservatore sudcoreano. Tuttavia, le dichiarazioni delle politiche conservatrici mostrano il loro totale distaccamento dalla base elettorale, come se non fossero bastate le elezioni parlamentarie del giugno 2024 a far invertire loro la rotta.

Varieties of Democracy (V-Dem) ha estimato una riduzione sostanziale del loro indice relativo alla democrazia liberale sudcoreana successivamente alla elezione di Yoon nel 2022, superiore rispetto alle misure restrittive messe in atto durante la pandemia. Durante questo periodo, numerose associazioni civili, sindacati, e movimenti vari, hanno lamentato la progressiva riduzione di libertà democratiche sperimentate durante l’amministrazione Yoon, soprattutto il suo abuso del diritto di veto presidenziale nei confronti delle leggi passate in parlamento. Insomma, dopo lo shock iniziale, gli eventi della sera del 3 dicembre sembrano quasi proseguire il trend iniziato dal 2022.

Dalla sera di pochi giorni fa, la Repubblica di Corea si trova di fronte ad un bivio. Da una parte, la popolazione condanna fortemente il gesto assolutamente personalistico del presidente, ma dall’altra la classe dirigente del partito conservatore non sembra essere in grado di fare i conti con la realtà dei fatti. L’unica cosa rimasta da fare è aspettare l’esito della procedura di impeachment, che potrebbe accadere tra il venerdì e il sabato della prima settimana di dicembre.

Gli Autori