Evidenza

Dal 2004, il Centro Studi Geopolitica.info contribuisce allo studio delle Relazioni Internazionali e al dibattito sulla politica estera dell'Italia

Chi siamo
09/06/2025
Cina e Indo-Pacifico

Difesa, Autonomia e Multipolarismo: L’Indonesia nel Gioco delle Potenze

di Aniello Iannone

Nella politica internazionale, gli Stati non scelgono se cercare potere, ma solo come farlo. La struttura anarchica del sistema internazionale li costringe ad agire in modi che garantiscano la propria sopravvivenza. La recente visita del Presidente Emmanuel Macron in Indonesia, accompagnata da ampi accordi in materia di difesa e da gesti di corteggiamento strategico, deve essere compresa attraverso questa lente più strutturale. Non si tratta della Francia, né di Macron. Si tratta dell’adattamento razionale dell’Indonesia a un sistema in cui il potere è distribuito in modo diseguale e la sicurezza non è mai assicurata.

Nella politica internazionale, gli Stati non scelgono se cercare potere, ma solo come farlo. La struttura anarchica del sistema internazionale li costringe ad agire in modi che garantiscano la propria sopravvivenza. La recente visita del Presidente Emmanuel Macron in Indonesia, accompagnata da ampi accordi in materia di difesa e da gesti di corteggiamento strategico, deve essere compresa attraverso questa lente più strutturale. Non si tratta della Francia, né di Macron. Si tratta dell’adattamento razionale dell’Indonesia a un sistema in cui il potere è distribuito in modo diseguale e la sicurezza non è mai assicurata.

Una Risposta Razionale a un Sistema Multipolare

La decisione dell’Indonesia di rafforzare i legami difensivi con la Francia, inclusi l’acquisto dei caccia Rafale, dei sottomarini Scorpène e di sistemi radar, non risponde a una minaccia immediata, ma a un’incertezza sistemica. In un mondo multipolare sempre più definito dalla rivalità tra Stati Uniti e Cina, le  medie potenze  sono costrette a ricorrere a strategie di hedging, diversificazione e bilanciamento, talvolta internamente, attraverso la modernizzazione militare, e talvolta esternamente, tramite allineamenti selettivi.

La Francia offre all’Indonesia un partner di bilanciamento esterno privo degli oneri di un’alleanza vincolante. A differenza degli Stati Uniti, la Francia non proietta un’architettura di sicurezza globale fondata sull’egemonia. Inoltre, contrariamente alla Cina, non richiede deferenza regionale. La Francia è potente, ma non dominante; un partner ideale per uno Stato che valorizza la propria autonomia strategica come l’Indonesia. In questo senso, il comportamento dell’Indonesia non è un’anomalia, ma una risposta sistemica. In un sistema internazionale privo di un’autorità superiore, gli Stati tendono ad accrescere le proprie capacità quando possono, e ad allinearsi con altri quando necessario. Le scelte di procurement militare e l’approfondimento dei legami con Parigi rappresentano un’ottimale calibrazione di questi imperativi.

Sicurezza attraverso la Molteplicità, non la Moralità

Alcuni osservatori idealizzano la politica estera libera e attiva (bebas-aktif) dell’Indonesia come una bussola morale nella politica mondiale. Ma questa dottrina è meglio compresa come un’espressione pragmatica del non-allineamento, nata dalla necessità, non dalla virtù. In termini strutturali, l’autonomia dell’Indonesia è una funzione della sua geografia, del potere relativo e della sua capacità di mettere le grandi potenze le une contro le altre. La visita di Macron amplia il repertorio di allineamenti di Jakarta, consentendole di aumentare i costi per qualsiasi potenza che tenti di dominare il Sud-est asiatico.

Anche per la Francia il calcolo è sistemico. Con l’ordine atlantico in fase di disgregazione e gli impegni americani sempre più transazionali, l’Europa deve affermarsi in Asia per non diventare irrilevante a livello geopolitico. L’Indo-Pacifico è il teatro in cui si deciderà il futuro equilibrio del potere. La strategia di Macron non è idealismo, ma necessità;  inserirsi nei calcoli strategici della regione per evitare di essere esclusi dal duopolio Washington–Pechino.

Gli accordi di cooperazione in materia di difesa sono meno significativi per il loro contenuto giuridico che per le loro conseguenze materiali. La modernizzazione militare dell’Indonesia, sostenuta dal futuro trasferimento tecnologico francese, riflette una razionale strategia di bilanciamento interno. Più che le promesse di partnership, è l’acquisizione di capacità a determinare il potere relativo. In un sistema anarchico, non sono le promesse a scoraggiare le aggressioni, ma le forze dispiegate, i radar attivati, i sottomarini in immersione. Il vero dividendo strategico è il rafforzamento della base industriale della difesa indonesiana, reso possibile dalla cooperazione con la Francia. Per sopravvivere e prosperare in un sistema incerto, gli Stati devono produrre la propria sicurezza quanto più possibile, acquistarla dove necessario, ma mai affidarsi ad altri per garantirla.

Il sistema internazionale non è fatto di ideali o amicizie, ma di unità in competizione. La visita di Macron in Indonesia non è un segnale di allineamento, né un cambiamento ideologico, è un evento nel continuo gioco strutturale delle relazioni internationali, in cui l’Indonesia, come ogni attore razionale, cerca di migliorare la propria posizione relativa. Gli strumenti possono variare, diplomazia, commercio, armamenti, ma la logica resta costante, garantirsi da sé, oppure essere garantiti da altri a loro condizioni. La partnership difensiva con la Francia non rappresenta una deviazione dalla tradizione non-allineata dell’Indonesia, ma la sua naturale estensione. In un mondo anarchico, la sopravvivenza richiede opzioni, e Macron ne ha offerta una in più.