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28/08/2024
Cina e Indo-Pacifico

Indonesia sull’orlo di una crisi costituzionale? 

di Aniello Iannone

L'Indonesia è stata scossa da intense proteste a seguito della frettolosa revisione da parte del Dewan Perwakilan Rakyat (DPR) della Legge n. 10 del 2016 riguardante le elezioni regionali (Pilkada). Questa revisione è avvenuta il giorno successivo alla modifica delle condizioni per la candidatura alle Pilkada da parte della Corte Costituzionale (Mahkamah Konstitusi, MK) con le decisioni n. 60/PUU-XXII/2024 e n. 70/PPU-XXII/2024. 

L’Indonesia è stata scossa da intense proteste a seguito della frettolosa revisione da parte del Dewan Perwakilan Rakyat (DPR) della Legge n. 10 del 2016 riguardante le elezioni regionali (Pilkada). Questa revisione è avvenuta il giorno successivo alla modifica delle condizioni per la candidatura alle Pilkada da parte della Corte Costituzionale (Mahkamah Konstitusi, MK) con le decisioni n. 60/PUU-XXII/2024 e n. 70/PPU-XXII/2024. 

Mercoledì 21 agosto, il DPR ha rapidamente convocato una riunione dell’organo legislativo (Baleg), suscitando un’ondata di indignazione nazionale. Un totale di otto fazioni hanno approvato i risultati delle discussioni sul quarto emendamento alla legge elettorale regionale. I partiti che hanno votato a favore sono Gerindra, Golkar, Partai Amanat Nasional, Demokrat, Partai Kebangkitan Bangsa, Partai Keadilan Sejahtera, e Partai Persatuan Pembangunan, tutti membri della Coalizione Avanzata Indonesiana (KIM) che sostiene Prabowo Subianto e Joko Widodo.

Appena terminati i festeggiamenti, il 17 Agosto, per l’indipendenza, è iniziata la corsa alle elezioni governative, con particolare attenzione su Jakarta, la cui carica di governatore è vacante dalle dimissioni di Anies Baswedan nel 2023, in seguito alla sua candidatura alle elezioni presidenziale. Nel frattempo, la campagna elettorale ha visto sviluppi significativi, tra cui il passaggio di Jokowi dal PDI-P a Gerindra, la riforma della legge elettorale che ha abbassato l’età minima per la candidatura al fine di favorire suo figlio Gibran, e la vittoria di Prabowo Subianto alle elezioni. Jokowi continua a espandere la sua eredità politica, sostenuto da una grande coalizione parlamentare allineata sia al Presidente uscente che al Presidente eletto, Prabowo Subianto.

Dopo l’inaugurazione della nuova capitale Nusantara, sull’isola di Kalimantan, Jokowi ha riorganizzato il governo, sostituendo i membri del gabinetto ministeriale affiliati al PDI-P con nuovi esponenti legati a Prabowo, una mossa più strategica che politica, volta a facilitare il prossimo Presidente. Tra questi, Rosan Roesiani, presidente della campagna politica di Prabowo e Gibran, è stato nominato Ministro degli Investimenti, e Agus Harimurti Yudhoyono, leader del Partito Democratico, alleato della coalizione di Prabowo, è stato nominato Ministro per l’Agenzia Nazionale del Territorio. Tuttavia, l’atto più controverso è arrivato il 21 agosto con la riforma elettorale approvata dal parlamento, che ha suscitato proteste diffuse in tutta l’Indonesia. Movimenti studenteschi, partiti laburisti e sindacati, sostenuti dal PDI-P, hanno criticato la decisione del parlamento, decisione anche giudicata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

Nonostante la dichiarazione di incostituzionalità da parte della MK, il parlamento ha proseguito con l’approvazione della riforma, con possibili ripercussioni sulle future elezioni governative in Indonesia.

Verso una crisi costituzionale?

La Corte Costituzionale aveva modificato la soglia di accesso per la nomina dei candidati politici nelle elezioni regionali, abbassandola al 20% dei seggi del DPRD (Assemblea regionale dei rappresentanti del popolo) o al 25% dei voti validi, annullando le soglie previste dalla Legge Elettorale Regionale con la decisione n. 60/PUU-XXII/2024. La nuova normativa stabiliva che i partiti politici e le coalizioni potessero nominare candidati a capo delle regioni anche in assenza di seggi nel DPRD, a condizione che soddisfacessero i requisiti percentuali basati sulla lista finale degli elettori (DPT). Tuttavia, il DPR Baleg ha mantenuto la soglia del 20% dei seggi del DPRD o del 25% dei voti validi per i partiti con seggi nel DPRD, ignorando la decisione della Corte Costituzionale.

Il secondo punto critico riguarda il limite minimo di età per i candidati governatori. La Legge Elettorale Regionale fissa l’età minima a 30 anni per i governatori e a 25 anni per i sindaci/reggenti. La decisione della Corte Costituzionale n. 70/PPU-XXII/2024 conferma questi limiti, ma il DPR Baleg ha stabilito che tali età si riferiscano al momento della nomina ufficiale, allineandosi con una precedente decisione della Corte Suprema, anziché seguire il dettato della Corte Costituzionale.

Il problema fondamentale

Uno dei principali compiti della MK è garantire che le leggi rispettino la Costituzione del 1945, che costituisce il sistema gerarchico supremo del paese. Pertanto, le decisioni della MK sono definitive e vincolanti per tutte le istituzioni, compreso il parlamento. Ignorare una decisione della MK significa violare la Costituzione. Tuttavia, il DPR ha cercato di aggirare questa situazione rivolgendosi alla Corte Suprema (MA), una mossa che rimane incostituzionale poiché solo la MK ha l’autorità finale in materia costituzionale. Di conseguenza, tutte le riforme o leggi che non rispettano le decisioni della MK sono da considerarsi incostituzionali.

La riforma ha scatenato proteste significative, evocando i ricordi del 1998. Da Jakarta a Yogyakarta, le strade si sono riempite di manifestanti che si sono scontrati con le forze dell’ordine davanti al parlamento indonesiano. Jokowi ha difeso la decisione del DPR come parte del processo elettorale, ma il PDI-P e altri partiti, come il Partito Laburista, si sono mobilitati contro di lui, accusando Jokowi e Prabowo di agire esclusivamente per mantenere ed espandere lo status quo nel paese. La decisione n.60 permette ad Anies Rasyid Baswedan di candidarsi alle elezioni regionali, anche se non appoggiato da un partito, e dà al PDI Perjuangan l’opportunità di nominare il proprio candidato, un fattore importante vista la disfatta del PDI-P alle elezioni nazionali, aprendo la possibilità di un’eventuale coalizione anche con il Partito Laburista (Partai Buruh). Allo stesso tempo, la decisione n.70 della Corte Costituzionale (MK) poneva limiti definitivi alla possibilità per il figlio più giovane del presidente Joko Widodo, Kaesang Pangarep, di partecipare alle elezioni regionali perché, al momento della sua candidatura, non aveva ancora 30 anni.

Tuttavia, avendo il DPR (in particolare l’organo legislativo) aggirato questa decisione, gli otto gruppi legislativi hanno concordato che l’età minima dei candidati governatore e vice governatore sarà di 30 anni a partire dall’insediamento dei candidati eletti.