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Intervista al Professor Domenico Marino, docente di Politica economica presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria

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Il tema dell’innovazione è il tema centrale del nostro futuro prossimo, uno dei temi più importanti degli anni a venire, e ciò riguarderà molti aspetti della nostra vita. A tal riguardo si pensi ad esempio al dato riguardante l’elaborazione del PNRR, dove il tema dell’innovazione è stato tenuto fortemente in considerazione.

La stessa quantità di risorse disponibili previste è molto rilevante e non a caso secondo noi la Missione 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è focalizzata proprio su digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo (temi del Master) e si pone come obiettivo, proprio quello di dare impulso decisivo al rilancio della competitività e della produttività del nostro sistema paese, proprio attraverso l’innovazione. 

Da ciò quindi, si evince in maniera chiara e inequivocabile, la necessità non più procrastinabile di potenziare l’innovazione in modo da avviare la crescita della competitività. Partendo da un elemento molto importante e cioè la formazione, elemento centrale di tutto questo ragionamento. Si pensi che prima della pandemia da Covid-19 l’Italia aveva, secondo il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2019, un tasso d’innovazione inferiore alla media UE. Un limite strutturale importante ma superabile, anche e soprattutto attraverso la formazione di figure professionali capaci di agire in tale ambito e offrire le necessarie risposte ai decisori. La mancanza di innovazione ci ha fatto perdere (come sistema paese) capacità competitiva e ci ha spinto verso una situazione di declino dalla quale, se non si interviene subito, sarà difficile sollevarsi. Occorre avere il coraggio di investire sull’innovazione attraverso progetti ambiziosi, coordinati e con respiro ampio. Occorre una visione nuova sotto questo aspetto. In questo contesto il paradigma della “Harmonic Innovation”, ci aiuta e ci consente lo sviluppo, la programmazione e la formazione di nuove competenze, la valorizzazione di giovani talenti e la costruzione di nuove leadership generazionali. Proprio quello che ci serve oggi, ma subito, non domani. Per farlo occorre però cambiare approccio rispetto a quanto fatto finora e abbracciare il paradigma dell’innovazione armonica, che ha come obiettivo proprio quello di accompagnare imprese e territori nelle sfide delle transizioni digitale e tecnologica, verde e circolare, sociale ed economica, in una logica di convergenza tra tech e social innovation e nella prospettiva della Super Smart Society 5.0 e dell’Industry 4.0.

D: Buongiorno Professore, lei oltre ad insegnare discipline economiche presso l’Ateneo di Reggio Calabria, da qualche anno si occupa anche di Intelligenza Artificiale, come mai questa scelta?

R: Le rispondo con un ragionamento semplice. La fase storica che stiamo attraversando è sicuramente una delle più incisive di sempre. Le cause e le motivazioni sono sotto gli occhi di tutti: il cambio paradigmatico determinato da più elementi interconnessi tra loro: la globalizzazione e l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione delle nostre vite, in particolare in seguito alla pandemia da Covid-19, che ha trasposto gran parte delle nostre attività quotidiane e dei servizi che usufruiamo nel mondo digitale. Tutto ciò trova nell’intelligenza artificiale una delle sue espressioni più importanti, oserei dire la sintesi.

D: Quindi lei reputa l’Intelligenza Artificiale un elemento imprescindibile per le nostre vite?

R: Mi spingo ad affermarlo. Nei prossimi 10 anni, il suo utilizzo sarà sempre più diffuso e necessario, non potremo calcolare la massa di dati in nostro possesso senza I.A., non potremo utilizzare al meglio gli strumenti per la nostra sicurezza senza l’ausilio dell’I.A. Che riduce i tempi di analisi e calcolo di una massa di dati che cresce sempre più a causa dell’utilizzo sempre più intenso delle moderne tecnologie. Ecco perchè mi sono approcciato a questi studi, se poi lei aggiunge che anche in ambito economico, lo sviluppo sarà supportotato da questo strumento, può ben comprendere le mie ragioni. 

D: Intelligenza Artificiale sempre più presente quindi?

R: Certo. Pensi alla necessità di contrastare la disinformazione che magari arriva da un competitor estero (pubblico o privato che sia), durante una campagna elettorale, pensi all’utilizzo dell’I.A. In ambito medico predittivo ad esempio, oppure in ambito della difesa e sicurezza, oppure ancora per rintracciare i positivi durante una pandemia come quella in corso, per sviluppare un’industria innovativa ed efficiente, per una P.A. più veloce, guardi non c’è settore dove l’I.A. non possa dare il suo contributo positivo. E’ ovvio che non è solo cose positive.

D: Cioè?

R: Pensi alla necessità di un suo utilizzo eticamente corretto, in ambito della difesa, ma anche in sanità dove i dati vanno custoditi con grande cura essendo sensibili per definizione. Ma anche per evitare troppo una limitazione delle libertà individuali e collettive, non si può certo essere controllati senza regole. Quindi uno strumento importante, ma che va utilizzato con grande cautela.

D: Professore lei ha istituito per l’anno accademico 2021-2022 presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, dal Dipartimento Patrimonio, Architettura, Urbanistica (PAU), il Master Universitario di II livello in “Innovazione armonica, industria 4.0 e sviluppo locale”, che si occupa proprio di portare avanti tali tematiche applicate allo sviluppo economico?

R: guardi il mercato del lavoro è diventato oggi più complesso, ma la formazione specialistica può dare una marcia in più.  
Quindi questo progetto formativo si pone proprio l’obiettivo di sviluppare tali tematiche al servizio della collettività. 

D: Quali sono gli obiettivi formativi del Master da lei diretto?

R: Il Master universitario si propone di formare figure professionali con competenze finalizzate alla progettazione e realizzazione di politiche nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione armonica finalizzata ad attivare percorsi di sviluppo locale.  In particolare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in relazione alla sempre più consistente domanda di competenze adeguate che riguardano le politiche di sviluppo locale, l’avvio di circoli virtuosi a livello territoriale e l’innovazione armonica. Il Master presenta un forte carattere di multidisciplinarietà, in quanto coniuga differenti competenze nel campo economico- statistico e aziendale, della programmazione e pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale e della valorizzazione del patrimonio storico-culturale e paesaggistico-ambientale.

Il Master intende formare una figura dinamica e duttile in grado di interagire con il territorio nelle sue diverse componenti socio-economiche ed istituzionali, dotata di conoscenze e strumenti per condurre, in via preliminare un’opera di sensibilizzazione alla cultura dello sviluppo dal basso. Capace di animare e vitalizzare il territorio, anche facendo da liaison tra i diversi soggetti che vi operano. Capace di mettere in discussione e rimuovere luoghi comuni e resistenze culturali antichi verso l’iniziativa imprenditoriale e ancor più verso le potenzialità di crescita di piccole e piccolissime imprese, spesso vittime di un atteggiamento di rassegnazione e disistima.

D: Per contribuire ai processi di innovazione bisogna avere competenze adeguate. Quali sono le competenze che il Master intende sviluppare?

R: Il Master permette di acquisire e sviluppare competenze specialistiche in:

  • Politiche di Sviluppo Locale
  • Economia dell’innovazione
  • Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale
  • Urbanistica
  • Politica economica regionale
  • Programmazione economica
  • Metodi di valutazione e metodi quantitativi
  • Politiche di sviluppo e politiche regionali e territoriali.

L’intelligenza artificiale e l’innovazione armonica saranno i temi principali e trasversali del percorso formativo

D: A chi è rivolto il Master?

R: È rivolto a Laureati Magistrali che abbiano conseguito il titolo, in Italia o all’estero, nei Corsi di Laurea secondo il nuovo ordinamento o secondo il vecchio ordinamento 

D: Ci può brevemente descrivere il percorso didattico del Master?

Il Master avrà inizio entro il mese di dicembre 2021 e sarà ultimato entro e non oltre il 31 luglio 2022 per una durata complessiva di 1500 ore associate ad un totale di 60 crediti formativi (CFU).  La composizione di ogni CFU, equivalente a 25 ore, è definito in 40% di attività frontale e 60% di studio individuale, per tutte le attività. L’erogazione della didattica avverrà in forma mista, quindi con didattica in presenza e a distanza su piattaforma. 

Il percorso formativo del Master si articolerà in tre ambiti, a propria volta sviluppati in moduli didattici, project work e ricerca-azione. La didattica frontale sarà pari a 30 CFU, di cui 5 CFU ore di seminari, 10 CFU saranno di ricerca/azione e 20 CFU saranno le ore del periodo di stage o di project work (di cui 5 CFU di prova finale). Una dissertazione finale concluderà il percorso formativo. Le migliori dissertazioni verranno pubblicate su una rivista internazionale.

Le iscrizioni potranno essere fatte fino al 30 novembre 2021.Per informazioni inviare una mail a: masterpau@unirc.it o pau@unirc.it o vistare la pagina web: https://www.pau.unirc.it/master.php

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