La parata per l’ottantesimo anniversario del Partito dei Lavoratori di Corea è stata un’occasione per Kim Jong-un di mostrare l’ammodernamento delle forze armate, i progressi del programma nucleare e un rinnovato attivismo diplomatico verso il sudest asiatico, accrescendo i rapporti con Mosca e Pechino.
Il 10 ottobre 2025 si è svolta, a Pyongyang, in Corea del Nord, la parata militare per l’ottantesimo anniversario della nascita del Partito dei Lavoratori di Corea. I festeggiamenti, inaugurati il giorno precedente dai Grandi Giochi di Massa di Arirang, sono poi culminati nella parata militare, con la presentazione di nuove apparecchiature belliche.
La parata militare
Secondo gli analisti, la parata è stata più contenuta rispetto alle precedenti, con un numero inferiore di armamenti esibiti in piazza Kim Il-sung. Le cause sarebbero due: l’improvviso maltempo, che ha portato alla cancellazione della sfilata dell’aeronautica militare e di uno spettacolo di droni, e la volontà del regime di concentrare l’attenzione di delegazioni e stampa internazionali su armi e veicoli di nuova generazione. Oltre a vari sistemi di lancio e missili a corto e medio raggio, spicca la presentazione dei nuovi lanciatori MAZ 631705 Harop d’ispirazione israeliana: autocarri militari con corpo inclinabile per il trasporto e lancio di fino a nove droni. Mezzi di questo tipo consentirebbero a Pyongyang di integrare meglio le tecnologie UAV nel proprio esercito e di testarne l’efficacia in esercitazioni militari.
Ulteriore nota di rilievo la presentazione del carrarmato Chonma-20, versione evoluta del modello Chonma-2 mostrato nell’ottobre 2020. Descritti dall’agenzia KCNA come “carrarmati da combattimento […] con una straordinaria capacità di fuoco e un sistema di protezione affidabile”, rappresentano un passo avanti per le forze terrestri nordcoreane, riducendo, per i modelli più recenti, la dipendenza dalle controparti cinesi e russe. Il Chonma-20 integra le ottimizzazioni apportate alle versioni precedenti dal 2020 a oggi, tra cui una nuova torretta, corazza composita, armature reattive (ERA) e un sistema di protezione attiva (APS) contro armi anticarro. La versione mostrata alla parata appare identica al prototipo del 2024, ma con un cannone più lungo.
Sebbene Pyongyang disponga ancora di poche unità, con stime del 2023 che parlano di soli 14 esemplari, il regime punta alla produzione di massa, sostenuta dalla costruzione di nuovi impianti e dall’ammodernamento di quelli esistenti.
Infine, la presentazione del nuovo missile balistico intercontinentale (ICBM) Hwasong-20. Annunciato come “il più potente sistema d’arma nucleare”, il missile balistico, oltre a possedere lo stesso motore a combustibile solido dell’Hwasong-19, è costruito in fibra di carbonio composita e presenta una testata a punta smussata, compatibile con l’inserimento di più testate nucleari all’interno di un singolo vettore (MIRV). Con una gittata stimata di 15.000 chilometri, capace di colpire simultaneamente diversi obiettivi sulla costa orientale degli Stati Uniti, l’Hwasong-20 rappresenta “l’apoteosi delle ambizioni nordcoreane in materia di capacità nucleare a lungo raggio”.
Occasione diplomatica
L’anniversario è stato anche un’occasione per Kim Jong-un di dimostrarsi meno isolato sul piano regionale e internazionale. Oltre alle rappresentanze di partiti politici provenienti da Indonesia, Nicaragua, Venezuela e Iran, rilevante è stata la presenza di Cina, Russia, Laos e Vietnam. Ad assistere ai Giochi di Arirang e alla parata militare sedevano, accanto a Kim Jong-un: Li Qiang, primo ministro cinese; Tô Lâm, segretario del Partito Comunista del Vietnam; Thongloun Sisoulith, presidente del Laos e leader del Partito Rivoluzionario Popolare Lao; Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo.
Oltre all’affinità ideologica, la presenza di Laos e Vietnam segnala la volontà di Pyongyang di rafforzare i legami diplomatici nel sudest asiatico. Durante la guerra del Vietnam, la Corea del Nord sostenne le forze nordvietnamite, e tra i due paesi continuarono scambi educativi e tecnici anche dopo il conflitto. Nonostante il seguente raffreddamento dovuto all’appoggio ai khmer rossi e a controversie commerciali, oggi Hanoi punta a rilanciare i rapporti con la controparte nordcoreana.
Gli eventi del 10 ottobre hanno offerto l’occasione per firmare accordi di cooperazione in ambito culturale, economico e soprattutto militare. Tô Lâm mira a potenziare le capacità belliche del paese e ad apprendere moderne tattiche di guerra, anche alla luce del coinvolgimento nordcoreano in Ucraina, cementificando al contempo il proprio potere politico. Accompagnato da alti esponenti del partito e dell’esercito, ha utilizzato la visita a Pyongyang per rinsaldare l’unità dell’élite sotto il suo comando e inviare un chiaro segnale ai rivali. Per Kim, invece, Hanoi è un partner utile per espandere la collaborazione tecnologica e militare, oltre che una via d’accesso per l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN).
Riguardo al Laos, i festeggiamenti hanno permesso di intensificare i contatti tra Vientiane e Pyongyang. Kim ha incontrato Sisoulith per discutere l’aumento degli scambi bilaterali, oggi limitati malgrado i contatti tra i due paesi non manchino. Il Laos permette infatti alla Corea del Nord di inviare sul suo territorio lavoratori nel campo delle infrastrutture e dell’IT, le cui rimesse vengono investite dal regime per supportare i propri progetti militari, evitando così le sanzioni internazionali.
Pyongyang intrattiene rapporti simili con il Cremlino. La visita di Medvedev ha confermato la centralità del legame russo-nordcoreano ben oltre la guerra in Ucraina, rilanciando collaborazioni economiche, infrastrutturali e scientifiche. Pechino, preoccupata dall’eccessiva vicinanza tra i due paesi, ha risposto inviando Li Qiang, numero due del Politburo, nel tentativo di mantenere la Corea del Nord nella propria sfera d’influenza. L’obiettivo è garantirsi un maggiore peso diplomatico sulla faccenda nordcoreana in vista del vertice dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC) in Corea del Sud, dove, secondo alcune ipotesi, Trump potrebbe tentare un colloquio con Kim per rilanciare il dialogo sul nucleare — eventualità a cui la Cina intende arrivare preparata.
La situazione interna
I temi militari e diplomatici fanno da sfondo ai risultati di Kim Jong-un dopo oltre dieci anni al potere. Durante il suo governo, ha modernizzato le forze armate, investendo non solo nelle truppe di terra, ma anche nella marina e nell’aeronautica, da tempo sottofinanziate. Ha inoltre dato impulso al programma nucleare, sviluppando strategie per ottenere valuta pregiata e finanziare le ricerche balistiche tramite imprese di facciata e triangolazioni commerciali.
Kim Jong-un registra anche modesti progressi nell’economia e nelle condizioni di vita della popolazione. Secondo stime del 2024, il PIL nordcoreano sarebbe cresciuto del 3,7%, grazie all’espansione dei legami commerciali con la Russia e a investimenti pubblici in agricoltura, industria e turismo. Vi si aggiunge altresì il piano di sviluppo regionale 20×10, avviato nel gennaio 2024, volto a rivitalizzare le economie locali nelle aree più depresse mediante piccole imprese e la ricostruzione di villaggi e contee con moderne unità abitative.
Infine, si osserva un’intensificazione della propaganda mirante a consolidare il culto della personalità di Kim. Durante la parata è stato esposto un suo ritratto e, più recentemente, l’iconografia si è estesa a spille, canzoni e altre forme di produzione propagandistica, nonché a eventi e luoghi pubblici. L’obiettivo è sottolineare le riforme della terza generazione della famiglia Kim, distinguere la sua leadership dai predecessori e sancire, attraverso la sua immagine, l’inizio di una “nuova era” per la storia nordcoreana.
Giunto all’ottantesimo anniversario del partito, Kim Jong-un ha consolidato il suo potere sulle principali istituzioni politiche e militari, potenziato le forze armate con investimenti nel programma atomico, migliorato la situazione interna e approfondito il dialogo con Cina e Russia, ravvivando al contempo i rapporti con altri attori regionali e globali. Coevo a tali sforzi, Kim ha mantenuto una politica di maggiore fermezza sulla questione nucleare, negando una possibile denuclearizzazione della penisola e sostenendo l’impossibilità di una riunificazione tra Nord e Sud.
La parata militare del 10 ottobre non rappresenta soltanto il rinvigorimento del potere militare e diplomatico di Pyongyang, ma anche la sua capacità di adattarsi ai mutamenti dello scenario globale, trasformandoli in strumenti utili ad assicurare la legittimità del regime e la sopravvivenza della dinastia Kim.

