L’insediamento di Trump alla Casa Bianca sta confermando l’avvicinamento strategico degli Stati Uniti all’interno dei Quadrilateral Security Dialogues (Quad). ll Quad è una partnership informale che coinvolge Stati Uniti, India, Giappone e Australia. Il 21 gennaio, il giorno successivo all’inizio ufficiale del secondo mandato del tycoon, si è tenuto un summit tra i membri del vertice. Come primo impegno diplomatico, il neoeletto Segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato i ministri degli esteri dei tre paesi. Questo evento sottolinea la priorità della sfida asiatica nell’agenda statunitense e l’importanza strategica dei legami economici, marittimi e tecnologici tra i membri del Quad per il controllo geostrategico dell’Indo-Pacifico.
Le origini dei Quadrilateral Security Dialogues
La collaborazione tra Stati Uniti, India, Giappone e Australia era iniziata nel 2004. Le quattro potenze si erano unite per affrontare le devastanti conseguenze dello tsunami Boxing Day subite nella regione. La cooperazione è culminata nel 2007 con un primo incontro formale. In questo primo periodo era stata effettuata la prima esercitazione navale congiunta nell’ambito delle manovre di Malabar. Tuttavia, il Quad fu sospeso nel 2008 a causa delle pressioni diplomatiche della Cina, che lo percepiva come una minaccia alla propria influenza regionale.
Il ritorno con Trump I
Dopo una pausa di quasi dieci anni, il Quad è stato rilanciato nel 2017 sotto la presidenza di Donald Trump, con il sostegno del Primo Ministro giapponese Shinzo Abe. Quest’ultimo ha ricoperto un ruolo cruciale, promuovendo una politica volta al contenimento dell’influenza cinese nell’Indo-Pacifico, una posizione già delineata nel 2012 nella sua pubblicazione “Asia’s Democratic Security Diamond” e nel 2016 con l’annuncio del “Free and Open Indo-Pacific” (FOIP strategy) alla Sesta Conferenza Internazionale di Tokyo sullo Sviluppo Africano (TICAD VI) svoltasi a Nairobi, Kenya.
La rinascita ha dato vita ad un’alleanza informale basata su incontri e partnership tra i paesi membri a livello ministeriale. Il suo obiettivo principale è rafforzare la sicurezza nell’Indo-Pacifico e promuovere un ordine basato su regole condivise, contrastando l’espansione cinese nella regione. Il Quad è stato così strutturato in una serie di incontri a diversi livelli, inaugurati dal il primo summit ministeriale a New York nel 2019. In tale occasione si è discusso di tematiche quali la cooperazione nella sicurezza in ambito marittimo, assistenza umanitaria e cybersicurezza.
Il forum strategico è stato ulteriormente consolidato dall’amministrazione Biden, che ha ospitato il primo summit tra i leader del Quad nel marzo 2021. Nel 2022, durante il summit tenutosi a Tokyo, è stata annunciata l’iniziativa Indo-Pacific Partnership for Maritime Domain Awareness (IPMDA), un’iniziativa volta all’innovazione tecnologica per il monitoraggio delle attività marittime nell’Indo Pacifico.
Le ragioni strategiche del QUAD
Lo studioso Zongyou Wei, professore presso il Center for American Studies della Fudan University di Shanghai in Cina, identifica tre motivazioni chiave dietro alla fondazione strategica dei Quad. La prima è il bilanciamento della Cina e il contrasto alla sua espansione nel Mar Cinese Meridionale e nell’Indo-Pacifico. Pechino ha più volte denunciato il Quad come un’alleanza con intenti ostili, paragonandolo a una versione asiatica della NATO (comparazione tuttavia fallace, data la diversa costituzione e venendo a mancare un pilastro fondamentale della Nato quale la mutua-difesa).
La seconda motivazione riscontrata è la promozione di una cooperazione pratica, volta a fornire beni pubblici regionali in tre settori chiave: sicurezza marittima, innovazione tecnologica e sviluppo infrastrutturale. Per contrastare l’influenza della Belt and Road Initiative (BRI) cinese, i paesi membri hanno lanciato nel 2019 la Blue Dot Network, un’organizzazione multilaterale nata per la promozione di nuovi progetti infrastrutturali. L’iniziativa ha registrato sviluppi significativi negli ultimi anni, con l’ingresso di Spagna, Svizzera e Regno Unito nel 2023 e, nel 2024, l’avvio a Parigi del sistema globale di certificazione delle infrastrutture in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Il terzo e ultimo fattore individuato da Wei è il rafforzamento della voce e lo status negli affari regionali. India, Australia e Giappone vedono il Quad come uno strumento per aumentare la loro influenza nella regione asiatica e affermarsi come attori globali. Oltre all’aspetto diplomatico, un elemento fondamentale è la competizione tecnologica, che si gioca su settori strategici come microchip, intelligenza artificiale e cybersicurezza, strumenti chiave nella nuova geopolitica globale.
Nonostante le strategie comuni, l’alleanza non può definirsi omogenea: i quattro paesi membri stanno infatti portando avanti politiche diseguali nella regione asiatica. Agli estremi vi sono gli Stati Uniti, in competizione con la Cina per la leadership mondiale, e l’India, alleato chiave di Pechino all’interno dei BRICS. Così, mentre Trump impone duri dazi alla Cina e il Dragone risponde con misure altrettanto punitive, l’India continua il progressivo avvicinamento con Pechino iniziato a settembre.
Considerazioni finali
Con l’aumento delle sfide geopolitiche nella regione indo-pacifica, il Quad continuerà a svolgere un ruolo centrale nella strategia degli Stati Uniti e dei suoi alleati per contrastare l’influenza cinese e rafforzare un ordine basato su regole condivise.
La dichiarazione congiunta rilasciata in seguito all’incontro del 21 gennaio ha ribadito l’impegno condiviso per un Indo-Pacifico libero e aperto, con focus su sicurezza marittima e tecnologica e al rafforzamento dei legami economici. Le quattro nazioni hanno dichiarato la loro unità nel contrastare “qualsiasi azione unilaterale volta a modificare lo status quo attraverso la forza o la coercizione”, lasciando intendere una ferma determinazione a intervenire in caso di iniziative cinesi che minaccino la stabilità regionale.
Il prossimo summit dei leader del Quad in India sarà determinante per delineare il futuro dell’alleanza, stabilendo se evolverà in una struttura più formalizzata o se manterrà un formato flessibile di coordinamento. Inoltre, sarà un’occasione per definire il ruolo del vertice negli equilibri geopolitici asiatici e comprendere se le frizioni interne avranno una conseguenza sulle sue strategie di intervento nella regione.

