La nota analizza il crescente rilievo strategico del “Fianco Sud” della NATO, inteso come l’insieme delle regioni del Medio Oriente, del Nord Africa e del Sahel che influenzano direttamente la sicurezza euro-atlantica. In un contesto caratterizzato da instabilità politica, terrorismo, migrazioni, cambiamento climatico e crescente competizione geopolitica con Russia e Cina, l’autore esamina l’evoluzione della Cooperative Security, uno dei tre core tasks dell’Alleanza insieme alla deterrenza e alla gestione delle crisi. Il contributo evidenzia i limiti dell’attuale approccio NATO verso il Southern Neighbourhood, tra cui la discontinuità strategica, la carenza di risorse e la difficoltà di costruire relazioni di fiducia con i partner regionali. Per affrontare tali criticità, la nota propone l’evoluzione della Cooperative Security verso una forma di “cooperative deterrence”, fondata sul rafforzamento della resilienza dei partner, sull’out-partnering e sulla costruzione di security networks multilivello capaci di contenere instabilità e competizione strategica nel vicinato meridionale.
La NATO nel “Fianco Sud”. Il ruolo della Cooperative Security tra stabilità e competizione
Documenti allegati
PI0125NotNessun autore associato a questo articolo.

