0,00 €

Nessun prodotto nel carrello.

0,00 €

Nessun prodotto nel carrello.

TematicheCyber e TechRoberto Baldoni: chi è il direttore dell’Agenzia cyber

Roberto Baldoni: chi è il direttore dell’Agenzia cyber

-

Nome: Roberto Baldoni
Nazionalità: Italiana
Data di nascita: 1° febbraio 1965
Ruolo: Direttore Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Dopo aver ricoperto il ruolo di vicedirettore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), Roberto Baldoni è stato nominato direttore della costituenda Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn). Fin dallo scorso aprile, quando Franco Gabrielli – Autorità delegata all’intelligence – aveva fatto presente al governo la necessità di costituire una tale struttura, Baldoni era stato individuato come potenziale candidato per la direzione. Considerato uno dei massimi esperti di sicurezza informatica in Italia, Baldoni vanta un curriculum notevole nel settore.

Dal 2005 è professore ordinario di Sistemi Distribuiti presso il Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale della Facoltà di Ingegneria dell’informazione, informatica e statistica presso l’Università La Sapienza. È stato direttore del Laboratorio nazionale di cyber security del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (CINI), nonché ideatore di ITASEC, conferenza annuale sulla cybersecurity che riunisce personalità di rilievo del mondo accademico, industriale e politico.
Oltre a essere stato rettore della facoltà di ingegneria informatica de La Sapienza dal 2011 al 2014, Baldoni ha ricoperto il ruolo di Visiting Professor presso il French National Institute for Research in Digital Science and Technology (INRIA) dal 1994 al 1995 e nel 2007; presso la Cornell University nel 1996; presso il Politecnico federale di Losanna nel 2003 e presso la Southampton University nel 2015.

Baldoni ha contribuito in modo fondamentale alla redazione del Framework Nazionale per la Cybersecurity e la Data Protection, uno strumento per innalzare il livello di cybersecurity delle aziende e della Pubblica Amministrazione, presentato nel 2015 dal CINI e dal Centro di Ricerca di Cyber Intelligence and Information Security (CIS), di cui Baldoni è stato fondatore e direttore. Il professore è stato anche uno dei fondatori del Cyberchallenge.IT, il primo programma di addestramento in cybersecurity per studenti universitari e delle scuole superiori. Baldoni è attualmente responsabile nazionale del progetto Mur-Prin TENACE (Protecting National Critical Infrastructures From Cyber Threats). È stato membro del comitato scientifico di Sapienza Innovazione ed è stato nell’executive board di RESIST, una rete d’eccellenza sulla sicurezza e affidabilità dei sistemi informatici e coordinatore scientifico del progetto CoMiFin per la protezione delle infrastrutture finanziarie da attacchi informatici.

Dal 2017, in qualità di vicedirettore del DIS, ha dato un grande contributo alla gestione della sicurezza informatica a livello nazionale, affidata al comparto intelligence dal decreto Gentiloni. Baldoni è stato il principale responsabile dello sviluppo del Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, introdotto nel 2019 dal governo Conte-bis. Questa misura rappresenta uno dei punti chiave per recepire la Direttiva Network and Information Security (NIS), emanata dall’UE nel 2016, al fine di innalzare il livello di cybersecurity dei Paesi membri.

Presso l’Agenzia cyber, Baldoni avrà un incarico di quattro anni, prorogabile di altri quattro e dipenderà direttamente dal Primo Ministro e dall’Autorità delegata. Questo nuovo ruolo gli permetterà di proseguire il lavoro già fatto finora presso il DIS, contribuendo a rafforzare le capacità di difesa cibernetica e a innalzare il livello di resilienza del Paese. All’Agenzia, poi, è stata attribuita la funzione di redigere la nuova strategia di sicurezza informatica. L’esperienza di Baldoni con la pubblicazione del Framework Nazionale, unita alle capacità dei funzionari dell’Acn – inizialmente 300 unità provenienti dalla Pubblica Amministrazione – sembra essere un buon punto di partenza per aggiornare la strategia emanata nel 2013 e il Piano di azione del 2017. Questo tema è di particolare rilevanza, soprattutto alla luce del mutato panorama delle minacce, tanto a livello internazionale, quanto nazionale, visto il recente attacco alla regione Lazio e l’aumento degli attacchi informatici alle infrastrutture critiche registrati dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (CNAIPIC).

Davide Lo Prete, Geopolitica.info

Corsi Online

Articoli Correlati

Dalla sicurezza aziendale alla sicurezza collettiva: la difesa degli asset strategici nell’epoca digitale

Il 15 ottobre si è tenuto a Roma il convegno “Dalla sicurezza aziendale alla sicurezza collettiva”, prima edizione dell’incontro...

Petrolio addio: ora anche in Medio Oriente si scommette sull’Intelligenza Artificiale

Il dibattito sulla necessità di diversificare l’economia, argomento frequente nei Paesi ricchi di materie prime, ha preso slancio anche...

La cybersicurezza nella politica di sviluppo dell’UE: uno sguardo all’Africa orientale

La diffusione delle tecnologie digitali ha dato un contributo significativo allo sviluppo socioeconomico dei paesi emergenti. Per rendere il...

La sicurezza dei cavi sottomarini: una sfida per l’Europa

Sulla strada che porta alla realizzazione del “Decennio Digital Europeo”, l’Unione si ritrova a dover conferire particolare rilevanza a...