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19/12/2024
Cina e Indo-Pacifico

La strada verso l’impeachment

di Alessandro Vesprini

Sabato 14 dicembre, l’Assemblea Nazionale sudcoreana, l’organo legislativo del Paese, ha votato a favore dell’avvio della mozione di impeachment verso il presidente Yoon Suk-yeol dopo gli eventi del 3 dicembre. Con effetto immediato, i poteri esecutivi sono passati al Primo Ministro Han Duck-soo. Tuttavia, affinché la rimozione dall’incarico sia effettiva, la Corte costituzionale dovrà esprimersi favorevole con almeno sei voti. E i membri dell’organo giudiziario sono esattamente sei al momento. Che la rimozione dall’incarico possa non essere così scontata?

Sabato 14 dicembre, l’Assemblea Nazionale sudcoreana, l’organo legislativo del Paese, ha votato a favore dell’avvio della mozione di impeachment verso il presidente Yoon Suk-yeol dopo gli eventi del 3 dicembre. Con effetto immediato, i poteri esecutivi sono passati al Primo Ministro Han Duck-soo. Tuttavia, affinché la rimozione dall’incarico sia effettiva, la Corte costituzionale dovrà esprimersi favorevole con almeno sei voti. E i membri dell’organo giudiziario sono esattamente sei al momento. Che la rimozione dall’incarico possa non essere così scontata?

180 sono i giorni a disposizione della Corte costituzionale per elaborare un giudizio definitivo sulla rimozione dell’incarico, ma il numero potrebbe aumentare a causa delle investigazioni a carico del Presidente, se rimozione e investigazioni sono condotte sulla base delle stesse accuse, come nel caso attuale. Tuttavia, è molto improbabile che ciò avvenga, nonostante il reame delle probabilità abbia dei confini piuttosto labili in Corea del Sud. Come del resto cercare di prevedere l’esito dell’impeachment.

Certamente, vi sono delle dinamiche politiche all’interno della corte, dal momento che la nomina dei membri può avvenire anche direttamente dal presidente e, al momento, un giudice è stato nominato da Yoon Suk-yeol, mentre altri due dal predecessore, Moon Jae-in. Dei nove posti totali, tre sono vacanti causa pensionamento delle persone che ricoprivano quel ruolo. Attualmente, in Assemblea Nazionale il Partito Democratico si dice contrario alla possibilità che il presidente ad interim, Han Duck-soo, possa fare nomi per i seggi vacanti, vista l’ingerenza con il processo per l’impeachment. Secondo un articolo del quotidiano sudcoreano Hankyoreh, la comunità legale si aspetta un verdetto sulla rimozione dell’incarico tra febbraio e aprile, sulla base dei precedenti. Nel frattempo, il Paese è fermo.

Il Presidente ad interim Han ha dichiarato il 17 dicembre di voler attuare la manovra finanziaria 2025 sin dal primo gennaio, per cui ha chiamato le autorità competenti ad ultimare l’allocazione del budget il prima possibile in modo da mobilitare tutte le risorse disponibili. La questione è rilevante poiché potrebbe rappresentare un termometro politico sulla salute del parlamento sudcoreano. Difatti, il Partito Democratico, all’opposizione per quel che concerne il governo, ma detentore della maggioranza parlamentare, nell’ultimo periodo ha sfruttato i propri numeri per colpire il governo nel portafogli, in modo da ridurre le facoltà di spesa dei membri del gabinetto Yoon.

Ora come ora, l’opposizione non ha motivi concreti per forzare la mano in tal senso, ma se ciò accadrà, sarà opportuno analizzarne il contesto e le motivazioni per comprenderne effetti e conseguenze. Ad ogni modo, la Repubblica di Corea è attualmente focalizzata sulla crisi presidenziale, a causa del vuoto di potere che ne è scaturito, e ogni altro dossier, tra cui la politica estera, molto difficilmente verrà discussa o rimarrà sotto la luce dei riflettori.

E all’orizzonte si allunga l’ombra del tycoon.


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